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| Temistocle Solera Oberto conte di San Bonifacio IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena ottava. Oberto, Cuniza, Leonora
Son io stesso! A te davanti! D'aspro fato io son lo scherno,
Ciel, che fèsti! . . . A qual periglio I tuoi giorni, incauto, esponi? ove il possa lo farò.
Tutto puoi, lo puoi tu sola! . . .
(Qual presagio il cor m'agghiaccia!) Parla dunque.
A lei s'aspetta! a te poi la mia vendetta,
Altra donna! . . .
Ciel! . . . chi è dessa? Il suo nome? . . .
Sei tu stessa!
Salinguerra è il traditor!
Ciel! . . . Riccardo! . . . Oh, quale orror!
essa condur ti può . Ma vendicarlo, o in petto
A te l'indegno almeno Ben tu potresti odiarlo . . . Ma disperata io sono!
Quanto mi costi! . . .
Il credo.
Quanto ne soffro! . . .
Il so!
Sul ciglio mio . . .
Lo vedo . . .
OBERTO e
(Cuniza conduce Oberto in una vicina stanza)
A me gli amici!
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