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| Temistocle Solera Oberto conte di San Bonifacio IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena sesta. Cuniza, Riccardo, Imelda, Coro
CUNIZA: Basta, basta, o fedeli! In questo giorno del vostro amor novelle prove io vedo! Ve ne compensi il ciel! Ite, fra poco a me vi chiamerò.
RICCARDO: Cuniza, ah, parmi che in sì bel giorno un velo copra tua vaga fronte.
CUNIZA: Ah, invan lo celo! Il pensier d'un amore felice sembra un sogno, mio bene, per me! Ma spiegar quanto il core mi dice Questa gioia che il petto m'innonda, è commista a un arcana timor, e mi par che una voce profonda lamentosa mi suoni nel cor.
RICCARDO: Nuovo di per te splenda sereno, ah, distruggi ogni vano timor! Una voce ti sorga nel seno che ti parli di gioia e d'amor! Presso all'aria un'imagin funesta non recare in tal giorno con te; se una triste memoria ti resta, fia sorgente d'affanno per me.
CUNIZA: Ah, perdona!
RICCARDO: Consoli un sorriso chi tuo sposo in brev'ora sarà. Far il timore e la speme diviso questo core spiegarsi non sa!
CUNIZA: Pari a un sogno che non dura sono, il credi, i dubbi miei.
RICCARDO: Ti rinfranca, t'assicura, senza te morir vorrei! . . . Questa mano omai ritorni la tua gloria, la tua calma; un sol core, una sol'alma or di noi si formerà. Scorreranno i noestri giorni come limpido ruscello, finché morte dall'avello (Partono) nostre salme chiederà.
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