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| Temistocle Solera Oberto conte di San Bonifacio IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena terza. Oberto, indi Coro di Cavalieri
OBERTO: Ei tarda ancor! . . . Forse mancato è il messo, o forse ei vile! . . . Ah no! Nol credo. Alfine di vendetta appagar posso il desìo . . . Niun asil può sottarlo al brando mio. L'orror del tradimento chiede dell'empio il sangue; il braccio mio non langue, fulmina il brando ancor. Pur cada il veglio spento, se in ciel così fu scritto; ma dell'altrui delitto nol gravi il disonor.
CORO: Oberto! Oberto!
OBERTO: Qual lieto grido! Forse tradito mi ha il messo infido . . .
CORO: Tu d'Ezzelino temer non dêi, vieni a Cuniza che ti salvò.
OBERTO: Ite! fra poco sono da lei. (Parte il Coro) Salvo? Che importa! Vendetta io vo'. Ma tu, superbo giovanne, me non vedrai fiaccato! All'uno o all'altro il fato reca l'estremo dì. S'udrà dal mio cadavere un grido uscir di guerra; Oberto ai Salinguerra morendo maledì! Eccolo! . . . è desso! Or son tranquillo. Inoltra, prode guerrier.
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