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| Francesco Maria Piave Stiffelio IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena prima. Lina
Antico cimitero. Nel centro è una croce con gradini; a sinistra la porta d'un tempio internamente illuminato, a cui si ascende per grandiosa scalea; a destra più in fondo vedesi il castello di Stankar; la luna piove sua luce sulle sparse tombe ombreggiate da spessi cipressi; tra queste una ve n'ha di recente.
LINA: (dal fondo agitatissima) Oh cielo! . . . dove son io! . . . Quale incognita possa qui mi trascina! . . . Egli verrà! . . . qui dove tutto è orrore! . . . In cifre spaventose Il mio delitto io leggo! . . . Il murmure d'ogn'aura mi par voce Che un rimprovero tuoni! (S'aggira barcollando tra i sepolcri) Ah di mia madre è questo il santo avello! . . . Ella sì pura! . . . ed io! . . . Madre! . . . madre, soccori al dolor mio. Piangi tu pur con me. Non vorrà il suo perdono
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