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Francesco Maria Piave
Stiffelio

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  • ATTO SECONDO
    • Scena prima. Lina
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ATTO SECONDO

 

Scena prima. Lina

 

Antico cimitero. Nel centro è una croce con gradini; a sinistra la porta d'un tempio internamente illuminato, a cui si ascende per grandiosa scalea; a destra più in fondo vedesi il castello di Stankar; la luna piove sua luce sulle sparse tombe ombreggiate da spessi cipressi; tra queste una ve n'ha di recente.

 

 

LINA: (dal fondo agitatissima)

Oh cielo! . . . dove son io! . . .

Quale incognita possa qui mi trascina! . . .

Egli verrà! . . . qui dove tutto è orrore! . . .

In ogni tomba sculto

In cifre spaventose

Il mio delitto io leggo! . . .

Il murmure d'ogn'aura mi par voce

Che un rimprovero tuoni!

(S'aggira barcollando tra i sepolcri)

Ah di mia madre è questo il santo avello! . . .

Ella sì pura! . . . ed io! . . .

Madre! . . . madre, soccori al dolor mio.

Ah dagli scanni eterei,

Dove beata siedi,

Alla tua figlia volgiti,

L'affanno suo deh vedi;

Queste pentite lagrime

Offri all'Eterno trono,

E se i beati piangon,

Piangi tu pur con me.

Non vorrà il suo perdono

Niegarmi Iddio per te.

 





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