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| Francesco Maria Piave Stiffelio IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena sesta. Stiffelio, Stankar, Raffaele e Lina dal fondo
LINA: (Qui dell'armi!)
LINA: (inoltrandosì) Oh ciel!
Lina!
LINA:
Era dunque costui! . . .
STIFFELIO: (con disperazione) Ah! . . . Era vero? . . . ah no! . . . è impossibile! . . . (a tutti) Che ho mentito, almeno dite . . . (a Lina) Ma tu taci! . . . È tolto il dubbio! Il mio pie' grave; ti schiaccerà!
(Lina spaventata si allontana da lui)
LINA: (da sé) (Ah scoppiata è omai la folgore Dio, che padre sei de' miseri,
È il destino tuo già scritto . . .
Dal mio braccio apprenderai L'onor mio vendicherà.
Dessa non è, comprendilo,
Quel ferro a vendicarmi . . . Non più . . . (a Raffaele strappando la spada di mano a Stankar)
Contro di voi! . . . Nol vo' . . .
Difenditi . . .
No . . . No.
CORO: (dall'interno del tempio) Non punirmi, Signor, nel tuo furore, O come nebbia al sol dileguerò! Miserere di me, pietà Signore. Miserere, e tue glorie canterò.
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