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Francesco Maria Piave
Stiffelio

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  • ATTO TERZO
    • Scena sesta. Stiffelio e Lina
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Scena sesta. Stiffelio e Lina

 

STIFFELIO:

Inevitabil fu questo colloquio

Prima di separarci . . .

 

LINA:

Che! . . . Partite? . . .

 

STIFFELIO:

Sì . . . questa sera . . .

 

LINA:

Voi! . . . Come?

 

STIFFELIO:

Udite!

Opposto è il calle che in avvenire

La nostra vita dovrà seguire . . .

Col guardo fisso soltanto in Dio

Vo' rassegnato correre il mio . . .

Voi, stretta all'uomo del vostro core,

Trarvi potrete dal disonore . . .

 

LINA:

Che dite! . . .

Quando ci unimmo sposi,

Perché dovunque perseguitato,

A tutti il vero mio nome ascosi;

Dal dritto sciogliere tal nodo è dato.

Quest'atto il frange . . .

 

LINA:

Cielo, un divorzio! . . .

 

STIFFELIO: (presentando una carta)

A voi, segnatelo . . . firmato io l'ho.

 

LINA:

Ah, fatal colpo attendermi,

Rodolfo, qui sapea! . . .

Ma degna di rimprovero

Almeno mi credea . . .

No . . . d'uno sprezzo acerrimo

Trovo sol qui l'orror! . . .

Schiacciatemi . . . uccidetemi . . .

Morrò per vostro amor!

 

STIFFELIO: (con amarezza)

Speraste che per lagrime

Scemasse il dolor mio! . . .

Che l'onta incancellabile

Coprissi alfin d'oblio! . . .

Che rassegnato accogliere

Potessi il disonor! . . .

Ah vivon quanto l'anima

Le offese dell'onor! . . .

 

LINA:

A me quell'atto . . . Datelo.

(Glielo strappa di mano e corre alla tavola)

 

STIFFELIO:

Firmate?

 

LINA:

Sì.

 

STIFFELIO:

(Che ascolto!)

 

LINA:

Trama pensaste il piangere . . .

Ora tal dubbio è tolto . . .

(Firma)

Entrambi siamo or liberi,

Tutto tra noi cessò.

(Gli rende la carta)

Ora il potrete . . . Uditemi!

 

STIFFELIO: (per partire)

Non più, signora!

 

LINA: (trattenendolo)

Il vo'!

Non allo sposo volgomi,

Ma all'uom del Vangelo.

Ei fino dal patibolo

A' rei dischiude il cielo . . .

La donna più non supplica,

Qui la colpevol sta . . .

 

STIFFELIO:

Lasciatemi . . . lasciatemi . . .

 

LINA:

Ministro, confessatemi . . .

(Si getta ai suoi piedi)

 

STIFFELIO:

Voi! Voi! Che udrò?

 

LINA:

Quanto Müller

Voluto udir non ha.

Egli un patto proponea

Ch'altrui moglie mi rendea,

Quasi al mondo, lui perduto,

Trovar pace avessi potuto;

Quasi a prezzo tal volessi

Racquistarmi ancor l'onore . . .

Quasi vivere io potessi

Discacciata dal suo core . . .

 

STIFFELIO:

Basti! Basti!

 

LINA:

D'altrui moglie!

Ah voi dunque non capite

L'amor mio! . . .

 

STIFFELIO:

Amor! . . . che dite! . . .

 

LINA:

V'amai sempre . . . sempre v'amo;

Testimonio Iddio ne chiamo . . .

 

STIFFELIO:

Ma colui! . . .

 

LINA:

Fu tradimento . . .

 

STIFFELIO:

Vi tradiva! . . .

 

LINA:

Sì . . .

 

STIFFELIO:

Fia spento . . .

Io n'ho il dritto . . .

 

LINA:

Ciel! . . .

 

STIFFELIO:

È .

 





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