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| Francesco Maria Piave Stiffelio IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena undicesima. Detti, Stiffelio e Jorg dalla destra; poi Lina al braccio di Stankar; quindi dalla sinistra Raffaele con Dorotea, e Federico che subito parlerà con Lina, ed avrà il Klopstock sotto il braccio)
STIFFELIO: (a Jorg) Tardasti?
JORG: Rifuggo da' gaudii mondani.
STIFFELIO: Adunque tai feste? . . .
JORG: Le lascio ai profani, Che arrecan perigli, insidie all'onore.
STIFFELIO: Che parli?
JORG: Ti dico che or ora un signore Un libro con chiave guardingo schiudeva, E in esso un biglietto . . .
STIFFELIO: Un biglietto!
JORG: Ascondeva E aspetta risposta . . . Quel libro è stromento Di tresca colpevole . . .
STIFFELIO: Oh cielo! Che sento! Chi è desso?
JORG: È con Lina, ed ha il libro . . .
STIFFELIO: Fia vero? È Frengel! . . . Ma come svelare il mistero!
JORG: Più tardi . . .
(Stiffelio resta concentrato)
DOROTEA: Cugino, pensate al sermone?
FEDERICO: Al tempio stassera saravvi riunione. Verremo.
CORO: Sì, tutti.
FEDERICO: Qual fia l'argomento?
STIFFELIO: Del perfido Giuda il vil tradimento.
LINA e RAFFAELE (Oh cielo!)
FEDERICO: Pensiero sublime, stupendo.
CORO: A tutti i malvagi d'esempio tremendo.
STIFFELIO: Non solo all'iniquo ch'ha il Maestro venduto, Ma a quanti tradiscon m'udrete imprecare A lui che s'insinua, che simula astuto, Che insidia, che macchia il domestico lare; Che stende la mano all'uomo ingannato, E infame poi vanta l'onore involato! . . . A lui per an·tema fia sol ch'io ripeta Il carme ispirato del grande poeta . . . (Prende il libro dalle mani di Federico)
LINA: Ah!
STIFFELIO: È chiuso!
DOROTEA: Ne ha Lina la chiave.
LINA: (Gran Dio!)
STIFFELIO: Apritelo dunque . . .
LINA: Che dite?
STIFFELIO: Il voglio . . .
LINA: Io!
STIFFELIO: Aprite voi, lo replico, È inutile il terrore. D'un empio traditore qui la condanna sta.
TUTTI: Oh qual m'invade ed agita Terrible pensiero! Fatal, fatal mistero Tal libro svelerà!
STIFFELIO: Nol volete? . . . farollo io stesso . . . (Ne rompe il fermaglio e cade una lettera) Una lettera!
LINA: (Cielo!)
STANKAR: (a Stiffelio, raccogliendola) Non v' è legger tal foglio concesso! Chi lo scrisse, cui spetti ignorate!
STIFFELIO: Io nol curo . . . rendetelo . . . il vo' . . .
STANKAR: (con dignità) Vecchio sono . . .
STIFFELIO: Rendetelo . . .
STANKAR: (Lo riduce in brani) No.
STIFFELIO: (a Stankar irato) Chi ti salva, o sciagurato, Dallo sdegno che m'accende? Cieco l'ira già mi rende, Più non freno il mio furor!
LINA: (a Stiffelio frapponendosi) È mio padre . . . l'ira vostra Su me tutta or cada alfine; Ma le nevi di quel crine Rispettatele, signore.
STANKAR: (a Raffaele) Nel recinto dei sepolcri Da me atteso or or sarai; Armi a scelta troverai . . . Ti precedo, o traditor.
RAFFAELE: (a Stankar) Freno all'ira; non la temo; Se ch'io sia conoscete, Sconsigliato invero siete Nel gridarmi traditor.
TUTTI: (tra loro) A turbar la bella calma Che spirava in ogni petto, Perché un demone il sospetto A Stiffelio pose in cor!
(Stiffelio e Jorg partono dalla destra; Lina e Stankar dalla sinistra; gli altri dal mezzo. Cala la tela)
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