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Felice Romani
Un giorno di regno

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  • ATTO PRIMO
    • Scena ottava. La Marchesa, Giulietta ed Edoardo
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Scena ottava. La Marchesa, Giulietta ed Edoardo

 

I due amanti vanno sollecitamente intorno alla Marchesa. Ella passeggia su e giù sopra pensieri

 

GIULIETTA:

In te, cugina, io spero.

 

EDOARDO:

Il mio destino

Ripongo in vostra mano.

 

GIULIETTA:

Ma rispondi una volta!

 

MARCHESA: (scuotendosi)

Piano, piano!!

Cugina, veramente

È quegli Stanislao?

 

GIULIETTA:

Bella domanda!

Ma pensa un poco a me . . .

 

MARCHESA: (sbadatemente)

Ci ho già pensato!

 

GIULIETTA:

Ah! Davvero? Fa dunque

Ch'io sappia il tuo pensiere.

 

MARCHESA:

(Ingrato Cavaliere!

Quel che soffro non sai)

 

EDOARDO:

Pronto son io.

A regolarmi come voi bramate.

 

GIULIETTA:

Ma rispondi, crudel.

 

MARCHESA:

Eh! Mi seccate.

 

(Breve silenzio. La Marchesa segue a parlar fra sé, i due amanti si guardan mortificati)

 

GIULIETTA ed EDOARDO:

(Bella speranza invero.

Un bel sostegno abbiamo.

Caro (Cara), perduti siamo:

Anch'essa a noi mancò)

 

MARCHESA:

(Non so che cosa io spero,

Non posso dir che bramo:

So che tuttora io l'amo,

E ch'egli m'ingannò)

 

EDOARDO:

Perdono se abusai

Della pazienza vostra.

 

GIULIETTA:

Che amor per me non hai

Il tuo trattar dimostra.

(per partire)

 

MARCHESA: (ricomponendosi e fermandoli)

Fermatevi . . . scusate . . .

Voi mi mortificate;

Ho cosa per la testa

Che alquanto mi molesta:

Ma quel che vi ho promesso,

Miei cari, eseguirò.

 

GIULIETTA: (contenta)

Ah! Ti conosco adesso.

 

EDOARDO:

Ah! Grato a voi sarò.

 

GIULIETTA:

Pensa che quel vecchione . . .

 

MARCHESA:

Sarà ben corbellato.

 

EDOARDO:

Se il padre suo s'oppone . . .

 

MARCHESA:

Sarà capacitato.

V'affidi appien l'intedere

Che anch'io conosco amor . . .

 

MARCHESA, GIULIETTA ed EDOARDO:

Noi siamo amanti e giovani,

Abbiamo spirto e core;

Se il fato è a noi contrarlo

È dalla nostra amor:

Col suo favor combattere

Sì può col fato ancor.

 

(Partono)

 

 

 





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