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| Felice Romani Un giorno di regno IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena undicesima. Giulietta, la Marchesa, Edoardo e servitori accorrono tutti da varie parti
TUTTI: Qual rumor! Che fu mai? Cos'è accaduto? D'onde nasce un tal furor?
TESORIERE: Ah! Nipote, io son perduto Se non sei mio diffensor.
BARONE: A' miei pari un vil rifiuto! Vo'amazzarti, o traditor.
MARCHESA: Ascoltate.
GIULIETTA: Oh Dio! Che fate?
EDOARDO: Dite almen cos'è successo.
BARONE: Fremerete, se udirete Del briccone il nero eccesso. Ei mi manca di parola . . . Ei rifiuta mia figliuola . . . Ti rifiuta, mia Giulietta! . . .
GIULIETTA: (con gioia) Non mi vuole?
BARONE: No. Vendetta!
MARCHESA: La vendetta più sicura È sposarla addirittura Ad un giovine ch'io so.
GIULIETTA: Sì, papà, se lo approvate, Il nipote prenderò.
EDOARDO: Signor mio, non v'adirate, Io lo sbaglio emenderò.
BARONE: No . . . che vile a questo segno De' Kelbar non è la schiatta: Non accetto il cambio indegno; Sangue io voglio . . . si combatta . . .
TUTTI: Piano, piano . . .
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