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| Felice Romani Un giorno di regno IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena decima. Il Cavaliere, Edoardo, il Conte, Il Barone, la Marchesa
CAVALIERE: Signori!
CONTE: (inchinandosi) Maestà!
BARONE: Sire!
CAVALIERE: Barone, Importante cagione Impon la mia partenza.
MARCHESA: Vicina ad esser moglie Del Conte Ivrea, sperai che alle mie nozze Vi sareste degnato esser presente.
CAVALIERE: Madama, alta cagion non lo consente.
MARCHESA: Delle nozze il contratto Dunque tosto s'estenda.
CAVALIERE: Assai men duole. Ma un ordine della Corte impone al Conte Che per segreta missïon di stato Accompagnar mi debba.
MARCHESSA: (mortificata) Egli!
BARONE: Peccato!
(Sorpresa generale)
MARCHESA: (A tal colpo preparata Io non era, o Cavaliere; Sì confonde il mio pensiere, Ripiegarci, oh Dio! Non sa)
CAVALIERE: Ella è appien mortificata, Ciò non giunse a prevedere; Questa poi la vo'godere, Gliel'ho fatta come va)
CONTE, BARONE, GIULIETTA, TESORIERE, EDOARDO: (L'incombenza è capitata Veramente a far spiacere: Io non posso (Non può il Conte) ritenere Il dispetto che mi (gli) fa.
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