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Pier Iacopo Martello
Lo starnuto di Ercole

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1717-comin | comme-frapp | frate-morir | moris-rida | ridea-temes | temi-zuppe

                                                   grassetto = Testo principale
     Atto, Scena                                   grigio = Testo di commento
1 Int | finisce il dicembre dell’anno 1717. Alli quindici del venturo 2 | 2 3 | 27 4 | 3 5 | 30 6 | 6 7 4, 3 | forte a chi s’incensi~che, abbagliando le nari,~penetra e lega 8 1, 4 | traccia~delle fere distratto,~abbandonai la caccia;~ed accorso a 9 Int | dove fummo costretti di abbandonarci a quel bistolfo cencioso, 10 2, 3 | prenze, o germano,~deh non abbandonarmi.~Ve’ come atroce in vista~ 11 2, 1 | irritato,~profani, io vi abbandono.~ ~ 12 3, 6 | collo,~lo curva e a me s’abbassa.~Quand’ecco io colui miro~ 13 3, 4 | d’assenzio;~ma l’intendi abbastanza~per or dal mio silenzio.~ ~ 14 3, 6 | gli s’avventa allotta~e lo abbatte e lo strozza;~poi scorticato 15 1, 4 | vorrei sua mole~trafitta ed abbattuta,~perché poteo piacergli~ 16 pro | di varie e volubili scene abbellito, e questa si è un’invenzione 17 3, 6 | perché il mio paese~non odio, abbench’io sia~avida di una reggia~ 18 | abbian 19 | abbiano 20 2, 2 | il suo?~Ma nol desio; né abborro~l’alta, torosa e vasta~mole 21 4, 2 | senza che di rossore~le abbrugino le gote.~Cerchisi or chi 22 1, 3 | saette uom fassi,~de’ nostri abili arcieri~si colmino i carcassi;~ 23 4, 3 | agitato~spirto andria fra gli abissi?~ ~Kam.-Fruh vada, e con 24 pro | verso le fonti del Nilo abitanti, nel lib. 6 cap. 30: Quid 25 1, 1 | ampio universo~mai sorse abitatore,~trattone il solo Anteo,~ 26 pro | Aristotele nel luogo dell’abitazione di questi uomiciatti, ma 27 1, 4 | meglio s’adatta e mesce~negli abiti succinti?~O ride o piagne 28 Int | non vi sarà passato dall’Accademia. Signor Marchese, voi dite 29 4, 2 | mertar ella~che meno uom l’accarezzi,~eccita in lei rimorso,~ 30 1, 4 | lasciva sua manaccia~abbia accennato un tocco~vèr la verginea 31 2, 3 | legge,~ché a noi le proli accerta.~Poiché incerto talvolta~ 32 4, 1 | salma;~e Ban, quel cuor d’acciaio,~quell’anima di pietra,~ 33 5, 1 | sdegno:~mi sgommini, mi acciechi~col balenar feroce~di quegli 34 4, 2 | lei sospiro.~Quella fronte accigliata,~ch’anzi ridea serena,~invan 35 Int | gratitudine raggirare. Eccomi però accigliato su questa carta a pescar 36 pro | alzate, acciocché qual si accinge all’impresa del fabbricare 37 Int | pianto; ma nulla sapendone, accoccolato su certe materassa, che 38 1, 2 | scherno~quando udirassi accolto~da un popolo fraterno;~ma 39 pro | appariscenza di tutta la testa, accompagnando con voce baritona e gigantesca 40 pro | ne conseguisca. Cade in acconcio di parlare di questa legge 41 2, 3 | anche, io non posso~lieta accoppiarmi a tale~che sol bruttar nel 42 1, 4 | vorrei tanta isoletta~che ad accor sol bastasse~me con la mia 43 4, 2 | giovinetta.~Il rival, che s’accorge~dell’affannata, odioso~con 44 1, 4 | abbandonai la caccia;~ed accorso a que’ pianti~d’uccisa gru 45 1, 3 | più visto~Gigante a noi si accosta.~Io, che le gru non uso~ 46 pro | piante più all’arboscello accostantesi sien le loro smisuratissime 47 1, 2 | Volle la baldanzosa~troppo accostarsi a quelle~d’una selva di 48 5, 1 | infingi,~e quando a te s’accoste~de’ nostri agili arcieri~ 49 4, 1 | pelle.~Basta che i labbri accosti;~so ben io quel che dico,~ 50 4, 2 | bugiarda.~Se non regge l’accusa,~vo’ che vil laccio in gola~ 51 1, 4 | mostro armato~di nero aculeo acerbo,~che minaccia ferite~nell’ 52 Int | Ovard, e lo sanno monsignor Acquaviva e monsignor Aldrovandi, 53 3, 6 | bagna il cielo e spande~l’acque, oh quanto del Nilo~nostro 54 3, 3 | Gigante un riso.~Desio d’ambe acquistarvi~fa ch’egli or ne minaccia:~ 55 3, 4 | pianta, e fia~perdita no, ma acquisto~per voi la morte mia.~ ~ 56 1, 4 | calabron, mostro armato~di nero aculeo acerbo,~che minaccia ferite~ 57 1, 1 | volubili colli,~quei lunghi acuti rostri.~ ~Has.-Altro che 58 3, 6 | apriva alle parole~suo lungo, acuto rostro:~«Io son» disse « 59 1, 4 | agli angei dipinti~meglio s’adatta e mesce~negli abiti succinti?~ 60 Int | quali poi, come Iddio vuole, adattano i lor sentimenti.~Ma perciocché 61 2, 3 | alla nuca~per rimirarmi addietro;~vorrei ch’ogni parete~fosse 62 3, 6 | becco allor volgea~quasi additando un uomo~che immenso al ciel 63 pro | di sue sostanze, e ciò addiviene per essere i Pigmei estremamente 64 4, 3 | adoratrice~l’incensi e l’addormenti.~Allor certo bersaglio~fia 65 5, 2 | e detti~Kam.-Ecco giace addormito~l’alto nemico. All’opra.~ ~ 66 4, 1 | arditi,~quando alle mogli addossa~sì timidi mariti!~Provida 67 2, 2 | che il pregio in lei si adempia~d’un’infida al consorte~ 68 1, 4 | moglie.~O per Dio, non s’adiri,~s’uom nato a seguir belve,~ 69 2, 4 | le selve~e le montagne adombra.~Che gran bersaglio ei fassi~ 70 1, 4 | men bella,~e so ch’essa ti adora.~ ~Ban.-Così nol sapess’ 71 1, 4 | lei, mi nasce~ragion per adorarla;~e sì, prenze, io l’adoro~ 72 5, 3 | Scimia cacciando, cui vili adoratori~indarno or profumate di 73 4, 3 | lui presenti~sé stessa, e adoratrice~l’incensi e l’addormenti.~ 74 2, 5 | tace, amante~di lui che adoreremo~conquistator Gigante;~mentre 75 pro | terra, e che questi anzi adorino come loro nume una scimia, 76 1, 4 | adorarla;~e sì, prenze, io l’adoro~ch’odio che non s’involi~ 77 2, 2 | figlia,~per legge, io t’adottassi.~Qual rossor? Qual silenzio?~ 78 Pers | lor nipoti e figli adottivi~~~~~~Kon,~~~~ ~~~ Uy, principe 79 2, 3 | Poiché incerto talvolta~fa l’adulterio il padre;~ma sia fida o 80 pro | solamente garzoncelli ed adulti, ma provetti e togati sediam 81 1, 1 | partorì l’alma Terra;~e adunò le misure~di tante genti 82 pro | cantò delle gru:~ ~Oceani advolitant refluos clangoribus aestus,~ 83 1, 4 | menti nostri~profondo, un aer fosco~sulle rive diffonde~ 84 pro | advolitant refluos clangoribus aestus,~caedem Pygmaeis populis, 85 4, 2 | rival, che s’accorge~dell’affannata, odioso~con sagaci lusinghe~ 86 2, 2 | tosto~ch’espormi a un tanto affanno~che incenerita un rogo~m’ 87 pro | popoli palmari di odori, lo afferma Plinio nel cap. 2 del lib. 88 3, 6 | stassi e non la fugge;~ma l’afferra alle zanne,~la spacca, e 89 5, 1 | bieco ai combattenti,~e afferrando il tiranno~colla real famiglia,~ 90 2, 4 | qui fossi~per favellar d’affetti,~riserva a miglior tempo~ 91 1, 2 | sangue l’una,~ma ambedue per affetto;~e con voi mi rallegro,~ 92 Int | ortiche, oste, castellano ed affittuario ch’egli era, ma non con 93 4, 2 | torto,~l’entra nell’alma afflitta~col farsele conforto:~discreto 94 Pers | Dio Mamone~ ~La scena è in Africa alle fonti del Nilo~ ~ 95 Int | tempesta nel famoso porto d’Agai; ma colà certo non ridevate, 96 5, 3 | gente rovescerà nel Nilo;~e agevolmente il puote del maggior Dio 97 2, 3 | per lui nascano i regi.~Aggiugni anche, io non posso~lieta 98 2, 1 | voi, donzelle,~che non ci aggrinzi avanti~le concave mascelle.~ 99 1, 3 | imbriglino i più belli,~e per agilitade~e per vaghezza, augelli.~ 100 pro | implicitum pelle leonis agit.~~ 101 4, 3 | e le braccia~e le gambe agitante,~e tutto spuma in faccia,~ 102 4, 3 | morissi,~qual del mio più agitato~spirto andria fra gli abissi?~ ~ 103 | agl’ 104 4, 3 | medicai nelle spume~gli aguzzati miei strali;~e ben me li 105 Int | allorché mi narraste come quell’aguzzino della galea disponea sé 106 2, 1 | quel ~ch’empio mortal l’aizza,~e che quel tuo tri tri~ 107 1, 2 | vicino Ecclissi,~che su l’alba ventura~m’apparia minaccioso,~ 108 1, 4 | belve,~precorrerà poi l’albe~dal talamo alle selve.~ ~ 109 pro | paludea, ex quibus Nilus. E Alberto Magno conviene con Aristotele 110 pro | clavam caeteraque arma tenet,~Alcidem Pygmea manus prosternere 111 Int | monsignor Acquaviva e monsignor Aldrovandi, avendovi tutti esperimentato 112 5, 1 | corsieri,~e vi erreran fra l’ale~nascosi i cavalieri,~che 113 Int | Francia. Voi, infine, e l’algebriaco signor abate Conti, patrizio 114 Int | usare il termine di Dante Alighieri; e prima di mettervi a leggere 115 1, 3 | ride o digrigna, e mostra~o alleggrezza o dispetto~di tal che le 116 Int | guardandoci con quegli occhi allegri coi quali più volte, dopo 117 4, 3 | spiro».~Tacque, e il collo allentato~cadendole, e le due~ali, 118 4, 2 | di quello~che più vietato alletta;~ché non è poi di bronzo~ 119 3, 2 | puote~nell’uomiccion crudele~allettar la tua sposa~ad esserti 120 | Alli 121 1, 1 | pietra, il fatal volo.~Deh allontani pietoso~lo Ciel dai capi 122 | allorché 123 3, 6 | uomiccione,~che gli s’avventa allotta~e lo abbatte e lo strozza;~ 124 Int | posare che riposare, per allungare a loro piacimento, comecché 125 5, 1 | sdegnata in grue;~e poi che l’allungato~collo si vide e il rostro,~ 126 1, 4 | tacesse~nascondersi quell’alme,~che a tenor del vissuto~ 127 | almeno 128 | alquanto 129 4, 3 | altro,~lo qual coll’ampie altere~terga dal precipizio~assicurò 130 1, 4 | poscia all’ombra de’ fiori~alterneremo io motti~di caccia e tu 131 3, 6 | quella mole;~e la grue, che l’altezza~degli alberi trapassa~col 132 | altre 133 | altrettanto 134 4, 3 | da’ suoi bei guardi~virtù altronde insperata~non spira a questi 135 4, 3 | inaspettati.~Albero smisurato~s’alza a quest’aure in seno,~che 136 pro | te ne fanno comparire le alzate, acciocché qual si accinge 137 2, 5 | me al fianco suo sovrano~alzerà sulla palma~dell’ampia invitta 138 5, 3 | qui al tuo gran padre~s’alzin meschite ed are,~sien vittime 139 3, 3 | mole gioir secure~possano amanti e spose~sì piccole figure;~ 140 3, 6 | un sorso~ne sputai l’onde amare~che non, come le nostre,~ 141 4, 1 | le spose~e il lor rivale amaro.~Da lui, spero, asterransi,~ 142 Int | e sia: io amo voi; voi amate me. E perché arcicrepino 143 4, 1 | anelava le spose,~non men che amato, amante;~e se allor Uy rodeva~ 144 2, 2 | titolo d’infida~comune è ad ambeduo.~Com’ella il mio germano,~ 145 4, 2 | un destin pari~sollecita ambidui.~Ma da me non aspetti~la 146 4, 3 | colla sua morte~rendan più amici i fati.~Ciò segua, e disporrassi~ 147 Int | scrivervi, illustrissimo ed amicissimo Signor Marchese, una la 148 Int | ritondi periodi la vostra amicizia e la mia gratitudine raggirare. 149 pro | Italiano liberalmente l’ho ammesso.~Gli architetti, gente avveduta 150 1, 4 | io motti~di caccia e tu d’amori.~ ~Fine dell’Atto primo~~ 151 5, 3 | vi ostenti~tal zelo or sì amorose.~ ~Ban.-Miei fidi, io vi 152 2, 4 | riserva a miglior tempo~gli amorosi tuoi detti.~Tant’aria a 153 4, 3 | Ercol l’altro,~lo qual coll’ampie altere~terga dal precipizio~ 154 4, 1 | impose~a Fruh sua nuova anchella~recargli ambe le spose?~ 155 | anco 156 4, 1 | Garrulissima donna,~s’elle punite andranno,~sarà tua lingua in colpa~ 157 3, 5 | vespe e farfalle.~Ma non andrem noi soli;~v’ha il pigmeismo 158 4, 3 | faccia,~sinché ansando, anelando,~fra quel doppio e tenace~ 159 4, 1 | scoprii come il Gigante~anelava le spose,~non men che amato, 160 1, 4 | piume più gaie~tratte agli angei dipinti~meglio s’adatta 161 1, 1 | smisurate,~sarian le piazze anguste~di nostra ampia cittate;~ 162 4, 1 | quel cuor d’acciaio,~quell’anima di pietra,~che assai più 163 Int | essendo in periglio voi di annegare, ed io avrei forse pianto; 164 4, 3 | spuma in faccia,~sinché ansando, anelando,~fra quel doppio 165 | ante 166 4, 3 | superba e tanta~macchina antea de’ nostri~pareggiarsi a 167 pro | perché Pigmea, già loro antica regina, volendosi, superba 168 1, 3 | de’ rai superni i corsi,~antiveder se il cielo~prometta o no 169 2, 2 | ardor presuntuoso.~Cieco antro, insin che vivi,~a te prometto 170 3, 6 | non gìa carpone~e che s’aperse il raggio~su me della ragione,~ 171 4, 2 | tormenta,~e che con luci aperte~sul palese suo danno,~più 172 2, 2 | settimanno,~già a finir s’apparecchia.~Deh da un bel pentimento~ 173 1, 1 | pure assembra~nell’esterna apparenza~del volto e delle membra:~ 174 pro | la favola, e di bizzarre apparenze la scena, che passionatamente 175 1, 2 | che su l’alba ventura~m’apparia minaccioso,~già sgombro 176 pro | ragionar nella scena coll’appariscenza di tutta la testa, accompagnando 177 3, 6 | foschi orridi peli,~ch’orso s’appella, e ritto~vien su due piè 178 | appena 179 1, 3 | scorze~di granchi e qual s’appiglie~alle trascolorate~gusce 180 pro | tre ore fra i risi e gli applausi de’ nostri fanciulli e delle 181 3, 1 | il suono~de’ tuoi detti, appo cui~men romoreggia il tuono;~ 182 Int | bell’ingresso nel primo approdare a un suo porto, dove fummo 183 1, 2 | l’è il sole istesso,~qua approde Anteo germano.~Il figliuol 184 1, 3 | saggio,~così d’entrambi approvo~lo spirto ed il coraggio;~ 185 3, 1 | Fruh.-Qual purpurea caverna~apre ridendo, e quale~nella sua 186 1, 2 | per molle pel non scabbra~aprian le spalancate~coralline 187 2, 5 | darà a me sola il loco~d’aprir quant’arda avanti~chi l’ 188 2, 5 | arde, il mio bel foco;~e di aprirglielo in tempo~ch’unica principessa~ 189 3, 6 | favella~(senti mirabil mostro)~apriva alle parole~suo lungo, acuto 190 2, 1 | diadema;~e di rughe senili~ara le guance umìli.~Le labbra 191 5, 3 | a lui cento~trascolorate arare.~Ed in questa vil coppia,~ 192 1, 3 | lor più forte,~e il nostro arbitrio è in terra~signor della 193 1, 1 | fronte~di rosa o girasole,~arbori smisurati,~ma che coi fior 194 pro | le nostre piante più all’arboscello accostantesi sien le loro 195 pro | difficil lavoro, in cui dee l’arche dei cumulati tesori vuotare, 196 pro | liberalmente l’ho ammesso.~Gli architetti, gente avveduta e inventrice, 197 Int | voi amate me. E perché arcicrepino voi ditelo, ma di cuore, 198 2, 5 | quant’arda avanti~chi l’arde, il mio bel foco;~e di aprirglielo 199 3, 6 | zanne,~la spacca, e l’anche ardenti~carni di vivo sangue~strepitar 200 5, 1 | Sai tu che minacciata~d’ardermi viva io sono?~Se al re obedir 201 3, 6 | dannata a vestir piume,~perché ardii millantarmi,~bella fra voi 202 5, 1 | dibattendo i denti~cader l’ardire e l’armi~fa bieco ai combattenti,~ 203 2, 4 | fiamma amorosa,~che non ardirei io~contro la torva e vasta~ 204 1, 2 | fraterno;~ma dalle gru, se ardite~ci sfidano a contesa,~spauracchio 205 4, 1 | spirasse~genî alle mogli arditi,~quando alle mogli addossa~ 206 2, 2 | Fam.-Kon, tu mi pagherai~l’ardor presuntuoso.~Cieco antro, 207 5, 3 | padre~s’alzin meschite ed are,~sien vittime a lui cento~ 208 4, 2 | sconosciuto~pon maschera di onore.~Argomento in mio danno;~ma più che 209 3, 6 | fidandomi a’ suoi vanni;~e nell’arida Libia~me trasferendo a volo,~ 210 pro | picea, et clavam caeteraque arma tenet,~Alcidem Pygmea manus 211 1, 1 | a questo suolo~delle gru armate i pugni~di pietra, il fatal 212 1, 3 | qual nemico,~e troveracci armati~contro un tanto bersaglio~ 213 1, 4 | trafitto~calabron, mostro armato~di nero aculeo acerbo,~che 214 1, 4 | che, guidando~quattro armellini il carro~su cui sedea tua 215 4, 3 | ascoltar novella~che Gruh ne arreca: oh Cieli,~per non noi non 216 5, 3 | o che stritolerovvi, o arrestisi ogni schiera.~ ~Uy.-O me 217 4, 1 | fiumi~tutto di un passo arriva~dalla prima alla sesta~per 218 2, 3 | corporatura~sì enorme e sì arrogante.~ ~Neh.-Ecco il prenze, 219 2, 3 | e sgridata da questa~non arrossì, ma il viso~alle torve minacce~ 220 1, 4 | vergognosa,~ed io mesto arrossia~che di sue fiamme espresse~ 221 5, 3 | regi, voi popoli pigmei;~ma arrossisce in vedervi, la mercé sua, 222 2, 2 | Qual silenzio?~Di vendere arrossite~dei german, dei mariti,~ 223 5, 1 | tiranno~vile, ricorso all’arti~de’ medicati odori~possenti 224 pro | e reame già de’ Pigmei, ascendendo, ebbe contezza come da quelle 225 3, 5 | invincibil stella,~che si c'ha in ascendente?~Uy, tu della ruina~e nostra 226 3, 4 | principessa~potria con occhi asciutti?~Che gioveria del regno~ 227 5, 1 | biechi:~raddolciscili, e ascolta~se questa tua fedele~merti 228 4, 3 | Voi qui trovo opportuni~ad ascoltar novella~che Gruh ne arreca: 229 2, 1 | sordo ai voti?~Sedea per ascoltarli,~ma surto a noi converte~ 230 3, 4 | del loco~fa ch’io modesta asconda~i miei taciti sensi,~né 231 1, 1 | sotto dei fior non tocchi~ci ascondiam fortunati~dai due terribil 232 5, 1 | poi sopito~proromperà l’ascosa~pioggia delle saette~fatale 233 4, 3 | vedracci~o in folte selve ascosi,~o in concavi sassacci?~ 234 5, 3 | Alcide questo mal fermo asilo~con voi piccola gente rovescerà 235 3, 4 | par del tuo leggero,~senz’aspettar che i servi~m’imbriglino 236 1, 4 | sol rende inesperto~gli aspri desir satolli~coll’agitar 237 3, 6 | lei nominò, che rugge~ed assalta il Gigante,~che stassi e 238 pro | quali la riuscita se ne assapora qualvolta dalle piccole 239 1, 1 | creduto,~perché a noi pure assembra~nell’esterna apparenza~del 240 3, 4 | la risposta~piena saria d’assenzio;~ma l’intendi abbastanza~ 241 4, 3 | altere~terga dal precipizio~assicurò le spere,~lui già aveva 242 1, 1 | misti odori~fra l’alte selve assisi~di cilestri giacinti,~di 243 1, 1 | sedeasi nel mezzo,~Neh lo assisteva, e a quelle~facea bel cerchio 244 3, 1 | o bel Gigante;~troppo m’assorda il suono~de’ tuoi detti, 245 2, 3 | chi è del re nostro~nipote assunta in figlia;~e avvenir può 246 4, 1 | rivale amaro.~Da lui, spero, asterransi,~o ch’ei col fiato solo~ 247 pro | di questa nana nazione, astretta a perseguitarli dentro ai 248 2, 2 | stridonci in sulla fronte,~e n’astringono i nostri~a insidïar la cova~ 249 1, 3 | lieti:~sì, nel veder qual astro~co’ raggi suoi ne mire,~ 250 4, 1 | Né falsa è la novella;~l’astrologo monarca~dalla specola il 251 Int | dotti di quella veramente Atica e pulita nazione danno di 252 pro | come l’ippogrifo lo fu d’Atlante, saranno i loro cavalli; 253 4, 3 | trofeo disposti~sien teschi atri di belve.~ ~Uy.-Io pur di 254 2, 3 | non abbandonarmi.~Ve’ come atroce in vista~suona nell’orrid’ 255 1, 2 | famiglia!~Oh sugli augei mal atte~femmine a regger briglia!~ 256 2, 1 | possanza.~Ecco olocausti attende~la fronte sua serena:~la 257 3, 4 | m’imbriglino il corsiero.~Attendi avanti al tormi~cotanto 258 3, 5 | sento~già l’urta e già l’atterra.~Ma, perché non a vuoto~ 259 3, 6 | Piango i fati inumani,~che atterrando i giganti~minacciano i sovrani.~ ~ 260 4, 3 | sospinto,~ma che pro, se atterrato~Anteo non giacea vinto?~ 261 2, 2 | avante,~a pregar ch’Ei ci atterri~sugli occhi il buon Gigante,~ 262 pro | erculeo starnuto li sbalzò, li atterrò, li dissipò tutti quanti, 263 4, 2 | di me più felice~su fera attesa al varco.~ ~ 264 2, 3 | sincero,~qual è, non sol negli atti,~ma qual sin nel pensiero:~ 265 Int | per la prima regola degli attivi, e sia: io amo voi; voi 266 3, 6 | pareggiasi a sessanta.~A me attonito allora~colei soggiunse: « 267 5, 1 | è la turba~che le saette attosca,~né a trafiggere avvezza~ 268 pro | quanti, de’ quali alcuni attrappatine nella pelle del suo leone, 269 1, 1 | gesteggiando~dirai che già le attrappi:~ma gli alati corsieri~con 270 1, 3 | auree nozze~dopo che con l’audace~smisurato fratello~avrem 271 5, 1 | carabroni oscuri~e (incredibile audacia!)~tarantole e liguri.~Tu 272 1, 2 | di mia famiglia!~Oh sugli augei mal atte~femmine a regger 273 1, 2 | lunga~del mobile Colosso~l’augel prese alla coda~e la meschina 274 4, 1 | cotal gelosa cura~che l’aura errante al viso~di Kon gli 275 4, 1 | è poco~se pòn dall’irte aurate~pelli del suo gran manto~ 276 1, 3 | orgoglio.~ ~Kam.-Compirem l’auree nozze~dopo che con l’audace~ 277 Int | Lando~patrizio piacentino~l’autore~Io siedo al mio tavolino 278 Int | alla mano per potare gli autori forestieri, come le viti 279 pro | maggior novero di gravissime autorità per fondamento di una sua 280 Int | bolognese. Vlam ben, ch’av’in vuj.~~ 281 3, 5 | misura io credo)~ver noi s’avaccia e prostra?~ ~ 282 2, 2 | qual ira~ne accende ai Numi avante,~a pregar ch’Ei ci atterri~ 283 2, 1 | simìle,~poiché in mole Ei n’avanza~come nella possanza.~Ecco 284 3, 2 | gigante~Has gl’impudici avanzi~in te, putta, rifiuta.~Spariscimi 285 | avemmo 286 | avendovi 287 pro | indubitabile sangue loro gli averi ne conseguisca. Cade in 288 | averli 289 | avermi 290 | averne 291 | aveva 292 2, 3 | provvidi e saggi~fur gli avi nostri; e merta~loda quella 293 3, 6 | non odio, abbench’io sia~avida di una reggia~ch’io peno 294 2, 4 | bersaglio ei fassi~ai nostri avidi strali!~Oh noi, se mai tracolla,~ 295 2, 3 | succede~al di lei sangue avito~chi gir ne merta erede;~ 296 3, 6 | si chiama);~e ben cento avoltoi~di sé diseta e sfama.~Poi 297 | avremo 298 pro | ammesso.~Gli architetti, gente avveduta e inventrice, non le gran 299 3, 6 | Fam.-Bene o mal che ne avvegna,~sia caso o sia destino,~ 300 4, 3 | odorate intorno~corrompe ed avvelena.~ ~Kam.-Ecco dunque il Gigante~ 301 Int | alla Francia, esagerata per avvenente, ufficiosa e pulita, avemmo 302 2, 3 | nipote assunta in figlia;~e avvenir può che Anteo~dal Ciel si 303 Int | ridevole nel nostro viaggio ci avvenne. Voi vi beeste una furiosa 304 3, 6 | grosso uomiccione,~che gli s’avventa allotta~e lo abbatte e lo 305 2, 3 | fuggissi, e in un fuggio~d’avventar morsi in atto~con lui lo 306 2, 1 | allor ch’Ei sogghigna,~o avventasi, o digrigna.~Ripetete i 307 pro | qualcuno di lontana regione, avvenutosi in esse, ha lasciato cadersi 308 3, 4 | al basso,~non saprei come avversi~interpretar quegli astri~ 309 pro | rappresentare, per mia , che dagli avvertimenti loro più che da quelli di 310 5, 1 | attosca,~né a trafiggere avvezza~solo ape, vespa o mosca~ 311 1, 3 | fortuna.~ ~Ban.-Lodo l’avvicinare~beltà sì degna al soglio,~ 312 1, 4 | divisi orribil mostro.~Ben m’avvid’io che grata~al suo liberatore~ 313 1, 4 | tanti rai la nera~luciola avvien che scocchi,~quanti ne dan 314 4, 3 | feo?~Lui ripugnante invano~avvinciando ne’ fianchi~coll’una e l’ 315 4, 3 | gigante i lumi;~e quando avvinto ei giaccia~dai tenaci profumi,~ 316 2, 5 | cuor mio;~mentre di quella azzurra~vastissima pupilla~a tutta 317 1, 4 | volando~lilii ai giacinti azzurri~ne paragona al canto~bell’ 318 2, 2 | belle~dall’alto immenso azzurro~sovrastano le stelle.~ ~ 319 1, 4 | ma sin la stessa madre~bacia quelle sue guance~sì molli 320 3, 6 | dove un mar scoversi,~che bagna il cielo e spande~l’acque, 321 1, 2 | Gigante, o re.~Volle la baldanzosa~troppo accostarsi a quelle~ 322 4, 1 | la balda un melenso,~col baldo una melensa.~Chi puniracci? 323 5, 1 | sgommini, mi acciechi~col balenar feroce~di quegli occhi sì 324 Int | colle voci insegnateci dalla balia, tanto di pensamenti mi 325 1, 3 | destino.~Di statura qual balza~scoscesa ai venti esposta,~ 326 3, 1 | Lassa, chi mi soccorre?~Balzar mi è da un tuo dito~più 327 pro | esprime. Vi ha dunque certi bambocci di legno congegnati in guisa 328 pro | PROEMIO~Bambocciata è una parola che non si 329 3, 6 | vedi~per una grue rapito~da bambolo, ai tuoi piedi.~Tu allora 330 pro | esimio scrittore di quelle barbare costumanze. V’ha ben di 331 4, 2 | d’ignoto, di nemico,~di barbaro gigante,~mentre che la sua 332 pro | accompagnando con voce baritona e gigantesca lo svolger 333 5, 3 | vui.~Però lieti sorgete, e bassi al suol quegli archi,~obedite 334 3, 4 | le stelle~di rimirar al basso,~non saprei come avversi~ 335 4, 3 | Queste in olio spremute~bastano a trar di vita,~se punta 336 2, 5 | pupilla~a tutta pormi in foco~bastava una favilla.~ ~Fine dell’ 337 4, 1 | freno;~e per nostra difesa~basterà sol ch’ei faccia~vèr le 338 2, 4 | città sovrasta,~sì che non basteriano~per eguagliar colui~l’un 339 3, 4 | minaccia~tanto vigor che basti.~Tremo all’immaginarlo:~ 340 3, 5 | un gigante,~Pigmeo, nella battaglia.~La metà di me stesso~mi 341 2, 1 | ancor talvolta irate~mostran battendo i denti:~guai, se allor 342 pro | d’allora a ritirarsi ed a bearsi incomincia, e da quelle 343 2, 4 | Oh noi, se mai tracolla,~beati infra i mortali!~Leggo un 344 3, 6 | quel gran mostro?»~E il becco allor volgea~quasi additando 345 Int | viaggio ci avvenne. Voi vi beeste una furiosa tempesta nel 346 3, 5 | quest’arco~da’ rai di que’ begli occhi;~quinci udia la regina~ 347 5, 1 | Costei troppo superba~delle bellezze sue~l’alma Dea degli Dei~ 348 1, 3 | Ban.-Lodo l’avvicinare~beltàdegna al soglio,~ma del 349 pro | quegli che soglio a’ miei benefattori esser grato, al beneficio 350 pro | benefattori esser grato, al beneficio de’ burattini non voglio 351 | bensì 352 Int | lo so io, e lo sa l’abate Bertocchi, e lo sa il signor canonico 353 Int | ciurma a ben morire col bestemmiare. Ridemmo quando alla Francia, 354 1, 3 | a cui formin le creste~bianche purpuree e gialle~o a più 355 1, 4 | lucid’occhi;~né gli anemoni bianchi,~quand’anche chiusi stanno,~ 356 4, 1 | zite:~gli è ver che rosso e bianco~ei solleva il sembiante,~ 357 5, 1 | feroce~di quegli occhibiechi:~raddolciscili, e ascolta~ 358 1, 4 | di tua sorella,~alla cui bionda testa~cede, se si somiglia~ 359 2, 2 | quanto a quelle sue chiome~bionde, ricciute e belle~dall’alto 360 Int | costretti di abbandonarci a quel bistolfo cencioso, che ostentando 361 pro | espressioni la favola, e di bizzarre apparenze la scena, che 362 pro | Vicenza, di Modena e di Bologna, o sia da gentiluomini o 363 Int | incomincio a dirvelo in bolognese. Vlam ben, ch’av’in vuj.~~ 364 Int | Piacentini, né Parmigiani, né Bolognesi s’impaccino dello scrivere 365 3, 6 | fragranti perse~del florido boschetto.~ ~Fam.-Ma che piangi, o 366 4, 3 | diverso~che, sgominando i boschi,~saltellava traverso,~medicai 367 1, 2 | creder intatta~mia moglie in braccio a quello~lo vorrei sì modesto,~ 368 4, 2 | inganno.~Tacerò poiché il brami,~ne cercherò s’eguale~desio 369 4, 1 | miglior sorte.~Se del suo branzicarmi~egli in mercé ne dona~lo 370 pro | burattini inventati, siccome brevi modelli delle gran fabbriche 371 4, 2 | guati,~e di sospir lo degni~brevissimi e rubati.~Così dell’uomo 372 pro | Ed acciocché tutto spiri brevità ne’ nostri uomicciuoli, 373 1, 2 | mal atte~femmine a regger briglia!~Lei mangiata ha il vorace,~ 374 Int | siamo a buoni e replicati brindisi provocati, prorompiamo in 375 2, 3 | accoppiarmi a tale~che sol bruttar nel sangue~de’ mostri ama 376 4, 2 | una calunnia~ci sussurrò bugiarda.~Se non regge l’accusa,~ 377 Int | parlato di poesia, ci siamo a buoni e replicati brindisi provocati, 378 Int | pocolino a sdraiare, questa burattinata mia dedicandovi.~Ma vi ho 379 pro | al genio libero di questa burattinesca rappresentazione, alla quale 380 2, 3 | spenta~la gelosia, ma tutta~a buttar nuove frondi~s’è nel mio 381 1, 4 | e colli;~io darei mille cacce~per un crin di donzella,~ 382 Int | cotesti denti, che vi si caccerebbero dalla bocca, sonoramente 383 5, 3 | avanti a Giove,~quella Scimia cacciando, cui vili adoratori~indarno 384 1, 4 | famiglia,~che quanto è più cacciata~più torna e più bisbiglia?~ 385 2, 4 | sei prenze, o signore:~tu cacciator, tu forte~difensor del tuo 386 Int | maccheroni imburrati col cacio compatriota alla tavola 387 4, 3 | Ma, o ch’io vinca o ch’io cada,~libera alle sue voglie~ 388 4, 3 | ali, divenne a un tratto~cadavero la grue,~che col puzzo de’ 389 3, 1 | torre.~Mal per me se ne caddi,~ché vi sedei primiera.~ 390 pro | gli averi ne conseguisca. Cade in acconcio di parlare di 391 4, 1 | forte in guerra,~uom che, in cadendo ancora,~più nerbo ha dalla 392 4, 3 | Tacque, e il collo allentato~cadendole, e le due~ali, divenne a 393 4, 1 | non è più morto;~o, s’ei cadeo, sua madre~toccando, egli 394 pro | avvenutosi in esse, ha lasciato cadersi ridevolmente di bocca: Quinam 395 pro | refluos clangoribus aestus,~caedem Pygmaeis populis, clademque 396 pro | somno~ sub picea, et clavam caeteraque arma tenet,~Alcidem Pygmea 397 Int | deliziosa soffitta. Per cagion vostra mi son seduto più 398 2, 3 | lo stesso Dio.~Poco a lei cal che il regno,~che il padre 399 1, 4 | dai dardi miei trafitto~calabron, mostro armato~di nero aculeo 400 4, 1 | testa~del calpestio, de’ calci~rovinar la tempesta:~gli 401 4, 3 | pesante~lunghissima una clava.~Calcolai sul quadrante~le gigantee 402 1, 3 | suoi studi;~ch’io sol vo’, calcolando~de’ rai superni i corsi,~ 403 3, 4 | alle tue spere;~ma se i calcoli tuoi,~la riga ed il compasso,~ 404 4, 3 | Quindi chiaro io deduco~dal calcolo evidente~che in definirlo 405 4, 1 | vedrò sulla lor testa~del calpestio, de’ calci~rovinar la tempesta:~ 406 4, 2 | vecchiarda?~Forse che una calunnia~ci sussurrò bugiarda.~Se 407 Int | come nelle frutta la cena, camminino a terminare; e che nella 408 pro | dormire, permise che la canagliuola presuntuosa gli frugasse 409 1, 2 | dirotti suoi risi~denti in candor più puri~dei candidi narcisi!~ ~ 410 3, 5 | cui l’infausto imeneo~si cangi in funerale.~ ~Fam.-Ah figlia, 411 4, 2 | Già sento in un capestro~cangiarsi il mio diadema.~ ~Uy.-Fosse 412 5, 1 | sue~l’alma Dea degli Dei~cangiò sdegnata in grue;~e poi 413 Int | ostentando due pezzi di cannone di bronzo sul parapetto 414 Int | Bertocchi, e lo sa il signor canonico Ovard, e lo sanno monsignor 415 2, 2 | un’empia.~ ~Neh.-Doveva io cantar teco,~mentre tacea la stessa~ 416 2, 1 | digrigna.~Ripetete i miei canti,~regina e voi, donzelle,~ 417 pro | quinto libro dell’Iliade cantò delle gru:~ ~Oceani advolitant 418 1, 1 | pervenendo a cotesta~felice età canuta,~della qual fra i mortali~ 419 2, 1 | guerra?~L’avremo; e il re canuto~vinto cadrà dal trono.~Già 420 4, 2 | Has.-Già sento in un capestro~cangiarsi il mio diadema.~ ~ 421 5, 1 | o zanzara o farfalla,~ma carabroni oscuri~e (incredibile audacia!)~ 422 1, 3 | abili arcieri~si colmino i carcassi;~e a provveder di brandi~ 423 1, 3 | punte~gli eccelsi ispidi cardi.~Qual per celate a scorze~ 424 1, 2 | offre una spina~d’orrido cardo, ond’io~con disperato colpo~ 425 4, 1 | puniracci? Il mostro~che careggiommi e impose~a Fruh sua nuova 426 4, 1 | e smorti;~ma quelle sue carezze~rinunzio alle due belle;~ 427 Int | rammemorandole sorridiate, i cari denti non mostrerete. Voglio 428 1, 1 | regni.~Qual gran monte di carne~prende allor terra, e il 429 3, 6 | allora~ch’io più non gìa carpone~e che s’aperse il raggio~ 430 1, 4 | guidando~quattro armellini il carro~su cui sedea tua suora~ristettero 431 pro | de’ giganti nelle sacre carte si parla, così non si tace 432 pro | ma in pochi palmi, sia di cartone o di legno, te ne fanno 433 3, 1 | quai per tremuoto~crollar case e meschite,~e morendo di 434 3, 6 | mal che ne avvegna,~sia caso o sia destino,~bello dopo 435 Int | insalate e le ortiche, oste, castellano ed affittuario ch’egli era, 436 2, 5 | aver saputo~celar la sua catena;~e nascosa od uccisa~darà 437 pro | fra Vincenzo Maria da S. Caterina da Siena, esimio scrittore 438 Int | stato così gaglioffo che ho (cattivello me!) creduto doversi prima 439 1, 1 | e varia~rese le tre mal caute~visibili per l’aria,~sì 440 1, 2 | due bei cristalli,~con le cavalcatrici~dipinti i papagalli;~ma 441 Int | le parole.~Voi siete un cavaliere de’ primi di Lombardia, 442 5, 1 | erreran fra l’ale~nascosi i cavalieri,~che sapran di lontano~con 443 pro | d’Atlante, saranno i loro cavalli; e le zanzare, le mosche, 444 3, 1 | ah~ ~Fruh.-Qual purpurea caverna~apre ridendo, e quale~nella 445 1, 4 | sorella,~alla cui bionda testa~cede, se si somiglia~la pari 446 5, 3 | le belle ch’io chiesi or ceder voglio~alle vostre paure; 447 2, 5 | pena~del non aver saputo~celar la sua catena;~e nascosa 448 2, 1 | che l’imo dorso Ei celi.~Celare è in lui virtude~sue naticucce 449 1, 3 | eccelsi ispidi cardi.~Qual per celate a scorze~di granchi e qual 450 5, 1 | sol fa per li segni~del celeste zaffiro.~Noi feconde natura~ 451 2, 1 | volteggia~che l’imo dorso Ei celi.~Celare è in lui virtude~ 452 Int | verbo, come nelle frutta la cena, camminino a terminare; 453 Int | abbandonarci a quel bistolfo cencioso, che ostentando due pezzi 454 2, 3 | qual sin nel pensiero:~e cercar nel suo cuore,~ma non trovarvi 455 4, 2 | Tacerò poiché il brami,~ne cercherò s’eguale~desio spinga tua 456 1, 1 | dei lontani confini~che cerchiano i tuoi regni.~Qual gran 457 1, 1 | assisteva, e a quelle~facea bel cerchio un coro~di paggi e di donzelle.~ 458 4, 2 | rossore~le abbrugino le gote.~Cerchisi or chi l’accende,~perché 459 | certamente 460 2, 2 | tacciute al Nume offeso,~chiamisi il sacerdote.~ ~Kon.-Madre, 461 5, 1 | Testimon de’ miei detti~chiamo la Terra e il Cielo,~che 462 4, 3 | pareggiarsi a sessanta.~Quindi chiaro io deduco~dal calcolo evidente~ 463 3, 5 | Minor premio, o consorte,~chieder non può (cred’io)~chi per 464 5, 1 | qual’è quel compenso cui chiedi, o vecchierella?~ ~Fruh.- 465 5, 3 | Principi, e voi, le belle ch’io chiesi or ceder voglio~alle vostre 466 5, 1 | al tuo volto i’ spargo,~chiude vapor che lega~chi ’l fiuta 467 2, 3 | mio cuor ridutta;~né so chiuder quest’occhi~sì che non spiino 468 1, 3 | mire,~disserrerò le sorti~chiuse nell’avvenire;~e dall’invariabile~ 469 1, 4 | anemoni bianchi,~quand’anche chiusi stanno,~le pareggian le 470 3, 5 | saettar sui fiori~le stridule cicale?~Rado è che a me lo strale~ 471 2, 2 | pagherai~l’ardor presuntuoso.~Cieco antro, insin che vivi,~a 472 3, 4 | perda,~vedrassi umido il ciglio.~Ben n’andria torvo il viso,~ 473 1, 1 | fra l’alte selve assisi~di cilestri giacinti,~di candidi narcisi.~ 474 Int | luogo sulle pulci e sulle cimici si muovevano, tanto era 475 | cinque 476 5, 3 | tempo.~Con le braccia ho già cinta questa cittade intera,~o 477 4, 3 | leon, ch’ei strozzossi,~cinte s’ha l’irte e gialle~spoglie, 478 | circa 479 Int | Parigi. Ma città, cittade, cittadella voi troverete, Martello 480 1, 1 | anguste~di nostra ampia cittate;~e l’ombra sua si stende~ 481 Int | disponea sé stesso e la ciurma a ben morire col bestemmiare. 482 pro | caedem Pygmaeis populis, clademque ferentes.~ ~Che si pascano 483 pro | Oceani advolitant refluos clangoribus aestus,~caedem Pygmaeis 484 pro | corpore somno~ sub picea, et clavam caeteraque arma tenet,~Alcidem 485 1, 3 | sì, nel veder qual astro~coraggi suoi ne mire,~disserrerò 486 4, 2 | le rende il suo geloso,~e cogliendo i momenti~ch’ella è cruciata 487 | colle 488 3, 6 | che il favor ne tempri~le collere all’Ecclissi.~ ~Fam.-Bene 489 Int | a terminare; e che nella collocazione delle parole tanto superstiziosi 490 1, 3 | nostri abili arcieri~si colmino i carcassi;~e a provveder 491 5, 2 | Ban.-Sì di pietà la tema~colorano i devoti?~ ~Uy.-Nè pur ronfa, 492 2, 2 | oltre l’esser sì forte,~sì colorito e bello,~da comun genitrice~ 493 4, 1 | andranno,~sarà tua lingua in colpa~del sofferto lor danno.~ 494 4, 3 | aguati~gli tenderem di colpi~non visti e inaspettati.~ 495 4, 3 | Ma, perché lui vegliante~colpir non è securo,~Mud lavori 496 3, 5 | scorra dall’arco e falle~le colte a mezzo volo~qua vespe e 497 5, 1 | ardire e l’armi~fa bieco ai combattenti,~e afferrando il tiranno~ 498 Int | allungare a loro piacimento, comecché senza proposito, le parole.~ 499 pro | da gentiluomini o sia da comici, hanno comunemente incontrata. 500 3, 6 | Una grue smisurata~nel cominciar degli anni~m’involò tra 501 Int | tocco del mezzo giorno, cominciate a ridere, ma ridete secondo


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