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Pier Iacopo Martello
Lo starnuto di Ercole

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1717-comin | comme-frapp | frate-morir | moris-rida | ridea-temes | temi-zuppe

                                                   grassetto = Testo principale
     Atto, Scena                                   grigio = Testo di commento
502 pro | sconoscente, li ho qui fra le commedie, fra la satirica, fra la 503 pro | appresso li dipintori è in commercio, e a meraviglia la natura 504 1, 3 | cugino~esibir quattro braccia~compagne al tuo destino.~Di statura 505 Int | e due Lombardi ed ottimi compagnoni: mettiamoci però a sedere 506 3, 4 | calcoli tuoi,~la riga ed il compasso,~fan che degnin le stelle~ 507 Int | maccheroni imburrati col cacio compatriota alla tavola liberale, ingenua 508 2, 4 | perigli non fuggo;~l’esercito compensi~col suo numero immenso~del 509 1, 3 | fiacchisi l’orgoglio.~ ~Kam.-Compirem l’auree nozze~dopo che con 510 Int | di rabbia, facendoci un complimento per la prima regola degli 511 pro | consigliato circa li drammi per me composti, e nel vedermeli da esse 512 pro | gentiluomini o sia da comici, hanno comunemente incontrata. E come quegli 513 4, 3 | folte selve ascosi,~o in concavi sassacci?~Noi ben vedremlo; 514 2, 3 | essa~ingigantir ne possa~concepir mole eguale~di carni, nervi 515 Int | prometto.~Ora rimane da concertare su che a rider s’abbia, 516 3, 1 | o Nana), sien preda a me concesse.~ ~Fruh.-Ah mercé, o bel 517 1, 3 | trascolorate~gusce delle conchiglie,~a cui formin le creste~ 518 pro | trattato De scimia. Ma noi concilieremo le due opinioni in una terza, 519 5, 1 | par che belle,~contro t’ha concitato~popol, che intorno ai piedi~ 520 4, 1 | possa~o lagrima o parola,~condannato, ahi meschino!~sotto i miei 521 5, 1 | tradito.~ ~Ercole.-Premio condegno all’opra te aspetta, e tuo 522 pro | fortuna che le mie favole condotte poscia nei teatri di Roma, 523 4, 3 | se n’esco, i romiti~condur fra cento mostri~per me 524 pro | di qualche letterato mio confidente ed amico, riconosco la fortuna 525 1, 4 | quando sovrasta Anteo!~E dai confin del regno~fia ch’egli a 526 pro | la loro decrepità sta sul confine dell’anno ottavo. Si è mai 527 1, 1 | io, dai segni~dei lontani confini~che cerchiano i tuoi regni.~ 528 pro | questi uomiciatti, ma li confonde poi con una sorta di scimie, 529 1, 4 | non cedendo ai pietosi~conforti insin che svenne.~Sospirava, 530 1, 1 | suo talone;~e parrà nel confronto~di quella orribil mole,~ 531 pro | certi bambocci di legno congegnati in guisa torcentesi e divincolantesi 532 2, 3 | dalla sua donna ad altri~congiunta, ei prende i sui.~Questa 533 1, 4 | con cotesta~fronte per le congiunte~ciglia, perché sì mesta?~ 534 3, 6 | reale.~ ~Kam.-Ma te non conosc’io.~Chi sei?~ ~Gruh.-Signor, 535 Int | introduceste alla saporitissima conoscenza di Monsieur Fontanelle su 536 5, 3 | giuro.~ ~Kam.-E noi, già tua conquista,~come d’Alcide un dono~godrem, 537 2, 5 | amante~di lui che adoreremo~conquistator Gigante;~mentre i nostri 538 3, 4 | volto~già al mostro io mi consegno.~Lieta me, se ancor moro,~ 539 pro | fondamento di una sua fola?~Conseguenze di queste piccole stature 540 pro | sangue loro gli averi ne conseguisca. Cade in acconcio di parlare 541 2, 2 | ciglia.~Nega, o madre, il consenso,~ch’io ’l nego agl’imenei~ 542 pro | allora che con esse mi son consigliato circa li drammi per me composti, 543 1, 3 | Come, o Uy generoso,~il tuo consiglio è saggio,~così d’entrambi 544 4, 1 | senza che d’una sola~pur consolar ti possa~o lagrima o parola,~ 545 1, 3 | della sua sorte.~ ~Ban.-Consulterei più tosto~la Scimia a noi 546 Int | ingenua e lombarda del signor conte Pighetti, erudito inviato 547 4, 1 | mariti!~Provida la fortuna~contempera e compensa~con la balda 548 4, 1 | rovinar la tempesta:~gli contendan le spose~i regi, e sia ch’ 549 3, 4 | Dunque a me il prim’onore~contender osi, e vuoi?~Sola per questa 550 4, 2 | farsele conforto:~discreto a contentarsi~ch’ella di furto il guati,~ 551 3, 4 | salvisi questa,~e sia colui contento~del poter di me sola~disporre 552 1, 2 | se ardite~ci sfidano a contesa,~spauracchio il gigante~ 553 pro | Pigmei, ascendendo, ebbe contezza come da quelle minute genie 554 3, 1 | o che scompaginando~le contrade infelici~diromperà, in passando,~ 555 Int | provato cotanto gusto nel conversarvi allora appunto che, giovial 556 2, 1 | ascoltarli,~ma surto a noi converte~segni di sprezzo e d’ira,~ 557 pro | quibus Nilus. E Alberto Magno conviene con Aristotele nel luogo 558 Int | Franciosi, non senza l’averli convinti del non essere io tanto 559 1, 3 | trafitta, io veda~del mar coperti i lidi~dall’immensa mia 560 2, 5 | mia fiamma,~che in troppa copia uscìo~dai rai sì spazïosi~ 561 Int | insegnandomi alcuni esimi copisti della Raccolta delle lettere 562 5, 3 | arare.~Ed in questa vil coppia,~che il suo gastigo aspetta,~ 563 1, 1 | conca! ell’era~tal che qui coprirebbe~una provincia intera)~un 564 3, 4 | irne al Gigante~sì lieta e coraggiosa,~è in te amor della patria,~ 565 1, 2 | scabbra~aprian le spalancate~coralline sue labbra,~qualora mostra 566 Int | effetti della vostra illustre cordialità nel cittadon di Parigi. 567 3, 6 | volo,~sovra teneri fiori~mi coricò nel suolo.~Di quell’aria 568 1, 1 | quelle~facea bel cerchio un coro~di paggi e di donzelle.~ 569 5, 1 | reggia~sul re lacero e morto,~coronar me regina,~meco innalzando 570 3, 5 | sdegni sì d’alto~ferir sui corpi umìli:~soglion l’anime forti~ 571 pro | altro, per la misura de’ corpicciuoli, mi è sembrata a proposito, 572 2, 4 | impiaga,~di tutto un sì gran corpo~farem tutta una piaga.~ ~ 573 2, 3 | se vienmi innante,~quella corporatura~sì enorme e sì arrogante.~ ~ 574 pro | dormit, dulci recreat cum corpore somno~ sub picea, et clavam 575 pro | ne scrive l’eruditissimo Corrado Gesnero nel suo trattato 576 3, 1 | ma che mirato altrove,~corre romor che mole~degna sia 577 1, 1 | tacito nasconde~la fonte alle correnti~sue dolci e fertil onde,~ 578 4, 3 | arena~l’aure odorate intorno~corrompe ed avvelena.~ ~Kam.-Ecco 579 1, 3 | calcolando~de’ rai superni i corsi,~antiveder se il cielo~prometta 580 3, 4 | i servi~m’imbriglino il corsiero.~Attendi avanti al tormi~ 581 pro | eccovi versi, o corti, o cortamente scritti più dell’usato. 582 Int | dello scrivere in idioma corteggianesco, per usare il termine di 583 pro | monosillabi, eccovi versi, o corti, o cortamente scritti più 584 1, 1 | anco~giungon l’uno alla coscia~del mostro, e l’altro al 585 Int | però esaminiamo se per coscienza nulla di ridevole nel nostro 586 | Costei 587 | costì 588 5, 1 | tiranno~chi sono a suo gran costo.~ ~Ercole.-Femminella, a 589 5, 3 | dono ne faccia ad Euristeo.~Costor mertan la pena di traditori, 590 Int | un suo porto, dove fummo costretti di abbandonarci a quel bistolfo 591 2, 5 | mentre i nostri omiciatti~costringerà la tema~a sudar sul lavoro~ 592 | costui 593 pro | scrittore di quelle barbare costumanze. V’ha ben di peggio. Costoro 594 pro | di scorrere per li vari costumi sì degli uomini che delle 595 Int | alla ridevolezza di certi cotai che vogliono nella lettera 596 4, 1 | amante;~e se allor Uy rodeva~cotal gelosa cura~che l’aura errante 597 5, 1 | alberi eccelsi,~altro che cotestelce!~ ~Ercole.-Vi rinunzio 598 | coteste 599 | cotesti 600 2, 2 | astringono i nostri~a insidïar la cova~e a isterilirne i nidi,~ 601 4, 2 | da gelosia soverchia~si crea l’infedeltate.~Ma chi simula 602 3, 6 | aure esalanti e pure.~Così crebbi, ed allora~ch’io più non 603 pro | interpreti hanno, per quanto io creda, pensato. Di costoro parla 604 pro | ad intendere che coloro credano la trasmigrazione dell’anime 605 5, 1 | tal, che sol fuor che noi~credeam gigante ed uomo,~e che c’ 606 2, 3 | dal femminil riggiro,~suoi credendo quei parti~che d’altrui 607 1, 2 | narcisi!~ ~Has.-Io, per creder intatta~mia moglie in braccio 608 pro | spettacolo, il quale mi giova credere per quella ragione inventato 609 2, 3 | altrove, ed ama~(chi ’l crederebbe?) Anteo;~ama il Gigante; 610 4, 3 | inferiore statura~(chi ’l crederia?) fu vinto.~Certo figlio 611 4, 3 | Alcide, e non Anteo~qual credevam germano~del popolo pigmeo.~ 612 pro | gestiunt? Noi certamente non li crediam gente viva, e pure non solamente 613 Int | parte di noi Italiani è creduta. Vedete dunque in quale 614 Int | che vi mando, facciamo crepare que’ parlatori di rabbia, 615 1, 4 | somiglia~la pari ai capi nostri~crescente aurea giunchiglia;~né tanti 616 3, 1 | faccia sovra te stesso~te crescere altrettanto,~dimmi chi sei? 617 1, 3 | conchiglie,~a cui formin le creste~bianche purpuree e gialle~ 618 1, 2 | que’ lumi,~quasi in due bei cristalli,~con le cavalcatrici~dipinti 619 3, 1 | ecco, quai per tremuoto~crollar case e meschite,~e morendo 620 4, 2 | cogliendo i momenti~ch’ella è cruciata a torto,~l’entra nell’alma 621 3, 6 | e ritto~vien su due piè crudeli,~con gli altri due che quasi~ 622 5, 1 | guari.~ ~Fruh.-Tanta tua crudeltate,~cotesto aver tu domo~tal, 623 3, 6 | com’era~sanguinolento e crudo.~«Colui» disse «è un nemico~ 624 2, 2 | nego agl’imenei~del mio cugin geloso,~non dirò de’ Pigmei,~ 625 1, 3 | un figlio~col prenze a me cugino~esibir quattro braccia~compagne 626 | cum 627 pro | in cui dee l’arche dei cumulati tesori vuotare, vieppiù 628 3, 4 | stelle~maligne alla tua cuna,~quando opposta a Saturno~ 629 3, 5 | cotesta alma guerriera:~cuocasi nel suo foco~pur troppo 630 4, 1 | disciolto,~ma che un ben non curato~per forza or gli sia tolto.~ 631 pro | posson guarnire di strane e curiose espressioni la favola, e 632 4, 1 | petto e il fianco,~dove noi curvi alquanto~coi nasi in sé 633 3, 5 | si neghi.~ ~Ban.-Troppo dài, padre, agli astri;~e non 634 3, 6 | dicea maggior d’ogni altro)~«dannata a vestir piume,~perché ardii 635 pro | Ercole ucciso, lo che a’ danni dell’uccisore questa gentaglia 636 Int | per usare il termine di Dante Alighieri; e prima di mettervi 637 3, 4 | faretra,~per arco franto, o dardo,~o una belva fallita~nel 638 2, 3 | che cento donzelle~tutte daria per due~penne, trofei strappati~ 639 Int | saprebbe peccato il non darvi anche costì occasione, qual 640 | De 641 Int | mi direte che ritrovato debbe cosa due volte trovata significare, 642 3, 6 | gelosia.~ ~Kam.-Pria vo’ di decollate~purissime colombe~al buon 643 pro | vedervi entro come la loro decrepità sta sul confine dell’anno 644 Int | questa burattinata mia dedicandovi.~Ma vi ho mo io una cosa 645 Int | severa che per me si possa, dedicatoria. Questa trasposizione e 646 4, 3 | sessanta.~Quindi chiaro io deduco~dal calcolo evidente~che 647 pro | difficil lavoro, in cui dee l’arche dei cumulati tesori 648 4, 3 | calcolo evidente~che in definirlo Alcide~l’Oracolo non mente.~ ~ 649 pro | burattini non voglio mostrarmi degenere e sconoscente, li ho qui 650 1, 4 | fendute.~Lasso me, che far deggio~se un’invincibil forza~a 651 4, 2 | il guati,~e di sospir lo degni~brevissimi e rubati.~Così 652 3, 4 | ed il compasso,~fan che degnin le stelle~di rimirar al 653 2, 4 | visi altrui, ma il nostro~degno di cuor non vili~presentisi 654 3, 2 | che temi?~Più paventar tu dèi,~o gobbo mio geloso,~d’insidie 655 1, 4 | piacciuta.~ ~Ban.-Bella delicatezza~d’amor! Bel d’imeneo~favellarci, 656 Int | patrizio veneto, la mia delizia eravate siccome quelli che, 657 Int | Fontanelle su quella sua deliziosa soffitta. Per cagion vostra 658 4, 1 | Fruh~Has.-O il buon Gruh ne deluse,~o Anteo non è più morto;~ 659 3, 5 | ramarro~mi ho visto al piè depresso?~Io, quel che mentre il 660 3, 4 | sotterra.~Sallo Fam, che derise~quai folli i miei preludi,~ 661 pro | secondo, e da questa han poi derivato un simil costume certi Indiani 662 pro | un’idea dell’edificio alla desiderata sua perfezione in pochi 663 1, 4 | rende inesperto~gli aspri desir satolli~coll’agitar di fere~ 664 | dessa 665 Int | lor zuppe ai piramidali desserts. Scompisciamoci ancor dalle 666 5, 2 | suo scempio,~dove Mamon destarlo~coi gridi or può dal tempio.~ ~ 667 3, 4 | che l’ir sin dalla culla~destinata in salute~del regno una 668 3, 6 | riporta, ed ella~dei cangiati destini~m’invia con la novella.~ ~ 669 4, 2 | fede,~la del padre e mia~destinolla al tuo letto?~Così ho già 670 5, 3 | vil opra, che giovami e detesto.~Ciò si eseguisca, o Alcide 671 5, 2 | pietà la tema~colorano i devoti?~ ~Uy.-Nè pur ronfa, né 672 Int | ditelo, ma di cuore, in dialetto piacentino, ch’io già incomincio 673 4, 3 | legar tu mi vuoi moglie.~Diasi in premio al mio rischio,~ 674 5, 1 | spalancando i grand’occhi~e dibattendo i denti~cader l’ardire e 675 1, 4 | Uy.-Garzon, non so s’io dica~felice o sventurato,~ch’ 676 | Dice 677 3, 6 | Giove» (e Giove un Nume~dicea maggior d’ogni altro)~«dannata 678 Int | così.~In oggi finisce il dicembre dell’anno 1717. Alli quindici 679 3, 4 | detti~Kon.-Padre, sai che diceva~Fruh liberata? Il mostro~ 680 Int | che del mille ottocento diecisette escirà.~Seguitiamo dunque 681 2, 4 | tu cacciator, tu forte~difensor del tuo impero:~tu sprezzator 682 3, 6 | indovino!~ ~Uy.-A che più differirmi~dunque le nozze? O mia~Kon 683 pro | e il signore del nuovo e difficil lavoro, in cui dee l’arche 684 2, 1 | de’ suoi favori~uom cui diffonda odori.~La coda che serpeggia,~ 685 4, 3 | che in pinguissime foglie~dilata il suo veleno.~Queste in 686 1, 4 | sol bastasse~me con la mia diletta:~quinci ho in ira il Gigante~ 687 pro | pur mi han giovato le mie dilettissime figurette, allora che con 688 1, 1 | Kam.-Popoli, una novella;~dimani a noi s’oscura~la metà del 689 3, 1 | te crescere altrettanto,~dimmi chi sei? Se Dio,~s’uom, 690 3, 4 | un fatto~frapposta ogni dimora.~ ~Kon.-Dunque a me il prim’ 691 2, 3 | mentre già non mi piace~quel dimorar voi donne~sole fra quel 692 | dinanzi 693 2, 3 | pur, se il mio simìle~mi dipinge lo specchio,~l’imago ha 694 1, 3 | purpuree e gialle~o a più color dipinte~l’ali delle farfalle.~In 695 pro | vocabolario, ma che appresso li dipintori è in commercio, e a meraviglia 696 3, 6 | timida gente~de’ tuoi per te dirassi.~Scorgi quel gran mostro?»~ 697 4, 2 | Pentasi, e son felice;~né dirle il mio sospetto,~ché il 698 Int | pensare a che dire, e quinci a dirlo colle voci insegnateci dalla 699 2, 2 | del mio cugin geloso,~non dirò de’ Pigmei,~ma del sol che 700 3, 1 | qui do leggi, e voglio~o diroccar di un pugno la reggia e 701 3, 4 | immaginarlo:~veggio ir le diroccate~fabbriche sparse in polve;~ 702 3, 1 | scompaginando~le contrade infelici~diromperà, in passando,~le facce agli 703 1, 2 | qualora mostra esposti~nei dirotti suoi risi~denti in candor 704 Int | stesso in sua specie può dirsi del riposare. Non volete 705 Int | ch’io già incomincio a dirvelo in bolognese. Vlam ben, 706 3, 4 | influissero al nato~fortune e non disastri.~Si può dar miglior sorte~ 707 pro | nuova forma essa ed i suoi discendenti furono poscia inimici di 708 2, 5 | nell’inegual cimento;~e Neh disciolta al fine~da te, cui vedrà 709 4, 1 | a dispetto~non l’imeneo disciolto,~ma che un ben non curato~ 710 pro | quattordici sillabe i suoi discorsi per sesquipedali vocaboli 711 pro | i loro alberi ordinari e discreti, e che le nostre piante 712 4, 2 | afflitta~col farsele conforto:~discreto a contentarsi~ch’ella di 713 pro | non le gran fabbriche dal disegnar sulla terra, ma sulla carta 714 3, 6 | ben cento avoltoi~di sé diseta e sfama.~Poi la mia rapitrice~ 715 4, 1 | Estinti~i regi, e omai disfatti~gli eserciti de’ nostri~ 716 4, 2 | palese suo danno,~più che disingannato~si trova, ama l’inganno.~ 717 1, 4 | oppose in sulla via,~mise sì disperate~strida, ch’io dalla traccia~ 718 1, 2 | orrido cardo, ond’io~con disperato colpo~trafigga il petto 719 3, 3 | novella~vi piaccia o vi dispiaccia.~So ben ch’è da piacere~ 720 Int | quell’aguzzino della galea disponea sé stesso e la ciurma a 721 Int | Perdonatemi. Sarà meglio dispor le parole così: tanto di 722 4, 3 | amici i fati.~Ciò segua, e disporrassi~poi delle due donzelle~a 723 Int | nel mantener l’ordine e la disposizione delle vivande dalle fragranti 724 4, 3 | le selve,~ove in trofeo disposti~sien teschi atri di belve.~ ~ 725 1, 3 | co’ raggi suoi ne mire,~disserrerò le sorti~chiuse nell’avvenire;~ 726 pro | li sbalzò, li atterrò, li dissipò tutti quanti, de’ quali 727 3, 6 | altri due che quasi~braccia distende, a lotta~sfida il grosso 728 2, 4 | faccia.~ ~Uy.-Eh, se i lumi distratti,~signor, della mia sposa~ 729 1, 4 | dalla traccia~delle fere distratto,~abbandonai la caccia;~ed 730 3, 4 | cittade,~quanta è, cadrà distrutta;~e ben gli orridi polsi~ 731 Int | E perché arcicrepino voi ditelo, ma di cuore, in dialetto 732 3, 6 | le nozze? O mia~Kon già divegna, o ch’io~morrò di gelosia.~ ~ 733 4, 3 | cadendole, e le due~ali, divenne a un tratto~cadavero la 734 pro | volenteroso ed innamorato diventa, posciaché spaziando già 735 4, 3 | lento rospo,~ma orribile e diverso~che, sgominando i boschi,~ 736 pro | congegnati in guisa torcentesi e divincolantesi così che gesteggiano qualvolta, 737 1, 4 | rostro~quell’invan fuggitivo~divisi orribil mostro.~Ben m’avvid’ 738 2, 1 | voi tacete?~Perché gl’inni divoti~non ripetonsi meco?~Fors’ 739 3, 1 | mi sia, son tale che qui do leggi, e voglio~o diroccar 740 pro | posse putat, vires non bene docta suas.~Excitus ille, velut 741 Int | Raccolta delle lettere dei dodici uomini illustri, che in 742 3, 4 | i pregi,~se uccideria la doglia~gl’invan serbati regi?~Me, 743 3, 6 | squarci,~ma taccia il mio dolore.~ ~Fine dell’Atto terzo~~ 744 4, 3 | Giove,~dalla cui man fur domi~quanti avea l’universo~gran 745 5, 1 | crudeltate,~cotesto aver tu domo~tal, che sol fuor che noi~ 746 4, 1 | branzicarmi~egli in mercé ne dona~lo scettro, e che dirai?~ ~ 747 4, 1 | la trïonfale entrata,~e donandola in premio~a chi gli guida 748 5, 3 | godei tòr quella vita ch’or donar godo a vui.~Però lieti sorgete, 749 3, 1 | nella sua parte interna~doppia schiera di denti,~per Dio, 750 4, 3 | ansando, anelando,~fra quel doppio e tenace~vincolo il respir 751 1, 4 | superbo,~mentre verde e dorato~rotasi in aria, e rugge,~ 752 5, 2 | movimenti~che usa in sognar chi dorme.~ ~Fruh.-Forse che il sonnolento~ 753 pro | tramasse, laonde, infintosi di dormire, permise che la canagliuola 754 pro | del buon Alciato.~ ~Dum dormit, dulci recreat cum corpore 755 Int | Fiesole (imperciocché i molti dotti di quella veramente Atica 756 1, 1 | ultimo il settimanno,~poiché dovea l’ottavo~serbarti a sì gran 757 Int | cattivello me!) creduto doversi prima pensare a che dire, 758 2, 2 | Dei di un’empia.~ ~Neh.-Doveva io cantar teco,~mentre tacea 759 pro | vocaboli risuonanti, non dovrà comparire che, o con un 760 3, 5 | dire~quel che, manifestato,~dovria farti arrossire.~Che sì, 761 1, 4 | occhiate~tutte al suo bel dovute,~s’usurpasser le spire~del 762 2, 3 | reggia.~Ama che il successore~dovuto al patrio trono~sia nel 763 pro | figura di serpenti e di draghi. I perrucchetti e le colombe, 764 1, 4 | nel rimirar che fea~la del dragon troncata~coda, che si torcea.~ 765 pro | son consigliato circa li drammi per me composti, e nel vedermeli 766 4, 1 | braccia;~e le gru impaurite~drizzar più a questo suolo,~un grido 767 4, 2 | che penso, io trovo~di sua dubbia incostanza~un indizio ognor 768 4, 3 | stessa,~poiché, oimè, se con dubbio~della sua fè morissi,~qual 769 Int | vostro serenissimo signor duca alla corte di Francia. Voi, 770 2, 4 | i membri immensi~e, noi duci, raccolga~da quante son 771 pro | buon Alciato.~ ~Dum dormit, dulci recreat cum corpore somno~ 772 | Dum 773 3, 4 | periglio,~popoli, e voi di duolo.~Ma qual uopo ho di sella?~ 774 3, 5 | nostre~carni la sua più dura~perché tien maggior aria~ 775 | ebbe 776 3, 6 | spasimi!)~ ~Kam.-svenare un’ecatombe.~ ~Ban.-Ed io cento lucerte~ 777 4, 2 | che meno uom l’accarezzi,~eccita in lei rimorso,~che cento 778 1, 1 | terra, e il piede~sembra eccitar tremuoto~fra noi, mentre 779 | Eccoci 780 | Eccomi 781 | eccoti 782 3, 1 | passando,~le facce agli edifici.~Ma deh, se il Ciel secondo~ 783 pro | que’ modelli un’idea dell’edificio alla desiderata sua perfezione 784 Int | altri per aver goduti gli effetti della vostra illustre cordialità 785 5, 2 | altrui morte~il glorïoso effetto.~ ~Mud.-L’amar le stragi 786 2, 4 | sì che per la ferita~l’egro a morirsi è giunto.~Puoi 787 3, 1 | candidi, ognun de’ quali~si eguaglia alla mia testa!~ ~ 788 2, 4 | sì che non basteriano~per eguagliar colui~l’un ritto all’altro 789 3, 5 | con tal vigor che vaglia~a eguagliarmi a un gigante,~Pigmeo, nella 790 3, 3 | piccole figure;~ma vi ama ambe egualmente.~Se non v’ottien, sua mano~ 791 | Eh 792 5, 1 | questa terra è sgombra~d’elci, e sol piante umìli qui 793 5, 1 | cotesto amar donzelle~spose elette a due prenzi,~ritrose al 794 5, 2 | sacerdote,~ma dell’incenso eletto~gusti nell’altrui morte~ 795 4, 3 | l’altra mano~suso in aria elevollo~torcentesi, e le braccia~ 796 | ell’ 797 3, 1 | fra i Pigmei giunto, in elli~riconosciti al piede~gli 798 1, 3 | ite alla reggia.~Strali, elmi, brandi e scudi,~principi, 799 5, 1 | e tulippi~spiegar selva eminente.~La viola, il tabacco,~il 800 pro | dalle piccole scene ai vasti eminenti teatri, e dai veri ai finti 801 1, 2 | l’infelice~gli vo’ dall’empie dita,~o vo’ nel pugno istesso~ 802 pro | proporzioni. Ma Ercole, empiendo di quattordici sillabe i 803 2, 1 | Fausto non è quel ~ch’empio mortal l’aizza,~e che quel 804 4, 2 | ella è cruciata a torto,~l’entra nell’alma afflitta~col farsele 805 4, 1 | che nol cape~la trïonfale entrata,~e donandola in premio~a 806 | entro 807 1, 1 | unica ed immensa~macchina equilibrando,~l’un con gli altri compensa.~ ~ 808 | erant 809 | eravate 810 1, 4 | e che vanno.~Vien per l’erbetta e va~del piè legger, che 811 pro | perché starnutò. Questo erculeo starnuto li sbalzò, li atterrò, 812 pro | della moglie uscirono, l’eredità del fratello di essa si 813 2, 4 | sua clava cedendo,~tu l’erga in tuo trofeo;~e che alle 814 | eri 815 4, 1 | fiato solo~saprà questi eroini~schiacciar sul patrio suolo.~ 816 pro | regalo a Euristeo si portò. Erostrato nelle Immagini fa di un 817 1, 1 | Anteo,~cui, se il romor non erra,~a noi tutti gemello~partorì 818 4, 1 | cotal gelosa cura~che l’aura errante al viso~di Kon gli fea paura,~ 819 3, 6 | è ch’or ci sien miti~gli erranti lumi e i fissi;~e che il 820 5, 1 | alati e bei corsieri,~e vi erreran fra l’ale~nascosi i cavalieri,~ 821 2, 3 | il trescar seco.~ ~Neh.-Erri, o german, nel farla~da 822 pro | fine per cui furono, se non erro, i burattini inventati, 823 2, 2 | suocera ricusa?~Certo è che l’error piace~a chi non se ne scusa,~ 824 2, 4 | Tant’aria a noi vicino~l’erto Gigante ingombra,~che la 825 pro | fede a quanto ne scrive l’eruditissimo Corrado Gesnero nel suo 826 Int | Ridemmo quando alla Francia, esagerata per avvenente, ufficiosa 827 4, 3 | impuro,~che un sonnifero esala~si forte a chi s’incensi~ 828 3, 6 | nudron voi degli odori~l’aure esalanti e pure.~Così crebbi, ed 829 Int | che a rider s’abbia, però esaminiamo se per coscienza nulla di 830 3, 5 | la sposa a me promessa.~Esca io dalle sue braccia~con 831 5, 1 | Dagli aguati~coi prenzi esce il tiranno.~ ~ 832 Int | mille ottocento diecisette escirà.~Seguitiamo dunque a rammemorare 833 4, 3 | premio al mio rischio,~se n’esco, i romiti~condur fra 834 5, 3 | giovami e detesto.~Ciò si eseguisca, o Alcide questo mal fermo 835 1, 3 | faccia~che sazierò la fame~d’esercitarmi a caccia,~se col cader di 836 4, 1 | regi, e omai disfatti~gli eserciti de’ nostri~ridevoli uomiciatti,~ 837 1, 3 | figlio~col prenze a me cugino~esibir quattro braccia~compagne 838 Int | così insegnandomi alcuni esimi copisti della Raccolta delle 839 pro | da S. Caterina da Siena, esimio scrittore di quelle barbare 840 Int | Aldrovandi, avendovi tutti esperimentato allora che ci trovammo in 841 2, 2 | Volesse Iddio più tosto~ch’espormi a un tanto affanno~che incenerita 842 1, 3 | balza~scoscesa ai venti esposta,~sento che il non più visto~ 843 1, 2 | sue labbra,~qualora mostra esposti~nei dirotti suoi risi~denti 844 5, 1 | con dardi avvelenati~in sì esposto bersaglio~ferir da tutti 845 1, 4 | arrossia~che di sue fiamme espresse~più la mia bella e nova~ 846 pro | guarnire di strane e curiose espressioni la favola, e di bizzarre 847 | essendo 848 | essergli 849 | esserti 850 Int | tanto da nulla quanto per essoloro gran parte di noi Italiani 851 1, 1 | a noi pure assembra~nell’esterna apparenza~del volto e delle 852 3, 6 | tratto di tempo~né pur s’estingue o langue~fra noi volanti 853 4, 1 | punta.~Ma ciò che nuoce? Estinti~i regi, e omai disfatti~ 854 2, 1 | faccia,~che sulla fronte estrema~ha ben dond’ella piaccia~ 855 pro | addiviene per essere i Pigmei estremamente gelosi che l’indubitabile 856 5, 3 | donne.~ ~Fam.-Non so qual estro infuso~dell’innata temenza~ 857 Int | contro il sirocco su quell’eterna galea. Io poi lo so più 858 4, 3 | chiaro io deduco~dal calcolo evidente~che in definirlo Alcide~ 859 | ex 860 pro | vires non bene docta suas.~Excitus ille, velut pulices, sic 861 pro | leggendosi nel cap. 27 d’Ezechiele: Sed et Pygmaei, qui erant 862 pro | accinge all’impresa del fabbricare gusti in que’ modelli un’ 863 3, 1 | diromperà, in passando,~le facce agli edifici.~Ma deh, se 864 Int | vadano bene all’unisono, facciam nostri conti così.~In oggi 865 | facciamo 866 | facea 867 Int | que’ parlatori di rabbia, facendoci un complimento per la prima 868 | facesti 869 | facevate 870 3, 6 | con unghioni alle zampe~falcati, e ch’aurea snoda,~con cui 871 5, 1 | stessa~le piazze e i piè alle falde~della montagna appressa!~ 872 3, 5 | strale~scorra dall’arco e falle~le colte a mezzo volo~qua 873 3, 4 | franto, o dardo,~o una belva fallita~nel folto orror romito~del 874 4, 1 | rizza e si rinforza.~Né falsa è la novella;~l’astrologo 875 1, 3 | quella faccia~che sazierò la fame~d’esercitarmi a caccia,~ 876 Pers | sacerdote~Gruh, nuncio~Has, famigliare di corte~Fruh, sua moglie~ 877 pro | della bocca, movimenti assai famigliari per via di ordigni ai maneggiatori 878 pro | e nel vedermeli da esse famigliarmente rappresentare, per mia , 879 3, 6 | millantarmi,~bella fra voi famosa,~del suo talamo degna~non 880 Int | una furiosa tempesta nel famoso porto d’Agai; ma colà certo 881 3, 4 | in salute~del regno una fanciulla?~Per salvezza del padre,~ 882 pro | gli applausi de’ nostri fanciulli e delle nostre donzelle 883 3, 6 | tuoi piedi.~Tu allora eri fanciullo,~né rammentar già puoi~miei 884 5, 1 | ai nostri capi~quei che fanla al tuo piede~fiori i più 885 5, 1 | Che di’ tu d’elce ignota?~Fannombra ai nostri capi~quei 886 | fanno 887 | farà 888 | farci 889 | fare 890 2, 4 | di tutto un sì gran corpo~farem tutta una piaga.~ ~ 891 5, 1 | vespa o mosca~o zanzara o farfalla,~ma carabroni oscuri~e ( 892 | farla 893 1, 4 | è sol perché mi sforza~a farmele un ingrato.~Da quel che, 894 4, 2 | entra nell’alma afflitta~col farsele conforto:~discreto a contentarsi~ 895 | farti 896 | farvi 897 3, 6 | degli anni~m’involò tra le fasce,~fidandomi a’ suoi vanni;~ 898 2, 2 | a chi non se ne scusa,~e fastosa è più tosto~che il pregio 899 1, 1 | armate i pugni~di pietra, il fatal volo.~Deh allontani pietoso~ 900 5, 1 | ascosa~pioggia delle saette~fatale e velenosa.~Dormir dunque 901 4, 3 | promette~quel sugo al reo fatali.~Ma non spero ventura~se 902 5, 3 | SCENA ULTIMA~Tutti~Kam.-Che fate in treccie e in gonne?~Fra 903 4, 3 | promessa,~se a me l’invola il fato,~involi altrui sé stessa,~ 904 | fatte 905 2, 1 | poi lieto Ei sel divora.~Fausto non è quel ~ch’empio mortal 906 3, 6 | intorno,~e che in nostra favella~(senti mirabil mostro)~apriva 907 2, 4 | se tu mai qui fossi~per favellar d’affetti,~riserva a miglior 908 1, 4 | delicatezza~d’amor! Bel d’imeneo~favellarci, sedendo,~quando sovrasta 909 2, 5 | pormi in foco~bastava una favilla.~ ~Fine dell’Atto secondo~~ 910 pro | riconosco la fortuna che le mie favole condotte poscia nei teatri 911 pro | diletto, piacevoli o serie favolette si rappresentano, e ciò 912 3, 6 | lumi e i fissi;~e che il favor ne tempri~le collere all’ 913 2, 1 | stizza;~certo è de’ suoi favori~uom cui diffonda odori.~ 914 3, 4 | d’ogni donzella~bosco suo favorito.~Ma se tu mai perissi~d’ 915 4, 3 | se con dubbio~della sua morissi,~qual del mio più 916 4, 3 | metà smorzata~gran lampada febea,~sotto il fianco lasciarsi~ 917 5, 1 | del celeste zaffiro.~Noi feconde natura~fa dal terz’anno 918 5, 1 | e ascolta~se questa tua fedele~merti alfin di provarti~ 919 5, 1 | tabacco,~il ramerin, la felce~son poscia alberi eccelsi,~ 920 pro | rappresentano, e ciò con tanta felicità d’imitazione che qualcuno 921 4, 2 | Così dell’uomo ad onta~in feminil beltate~da gelosia soverchia~ 922 1, 2 | Oh sugli augei mal atte~femmine a regger briglia!~Lei mangiata 923 5, 1 | suo gran costo.~ ~Ercole.-Femminella, a che tardi? Dove le donne, 924 2, 3 | ognor fu madre;~e per via femminile~securo ognor succede~al 925 3, 6 | Neh.-In core~stiasi, e mel fenda o squarci,~ma taccia il 926 3, 2 | clava imposta~temei che me fendesse,~mentre posta a cavallo~ 927 1, 4 | le spire~del drago in due fendute.~Lasso me, che far deggio~ 928 4, 3 | tremendo.~Ercole allor che feo?~Lui ripugnante invano~avvinciando 929 pro | Pygmaeis populis, clademque ferentes.~ ~Che si pascano questi 930 1, 4 | squame,~che mentre il sol ferìa,~volubile e traverso~s’oppose 931 3, 5 | arciero o non arciero,~e che feriran tutti~al capo, al petto, 932 1, 4 | più torna e più bisbiglia?~Ferirei negli augelli,~se dentro 933 3, 5 | intero~de’ quai ciascun ferisce,~o arciero o non arciero,~ 934 4, 3 | cento mostri~per me presi o feriti;~e, s’io moro, abbian l’ 935 3, 6 | che la sua sposa.~Né qui ferma il suo sdegno~lo Dio tuonante: 936 pro | incominciano; né qui si fermano, ma in pochi palmi, sia 937 5, 1 | mi acciechi~col balenar feroce~di quegli occhi sì biechi:~ 938 1, 1 | alle correnti~sue dolci e fertil onde,~pascevam misti odori~ 939 1, 3 | ma del superbo Anteo~pria fiacchisi l’orgoglio.~ ~Kam.-Compirem 940 2, 2 | svegliando i Numi a sdegno,~voi fiaccole, voi pesti~siete alla patria, 941 4, 3 | ripugnante invano~avvinciando ne’ fianchi~coll’una e l’altra mano~ 942 4, 3 | spere,~lui già aveva più fiate~lottando al suol sospinto,~ 943 4, 1 | asterransi,~o ch’ei col fiato solo~saprà questi eroini~ 944 3, 6 | anni~m’involò tra le fasce,~fidandomi a’ suoi vanni;~e nell’arida 945 2, 2 | e potria, se a una madre~fidarsi osa una figlia,~non spiacer 946 5, 3 | sì amorose.~ ~Ban.-Miei fidi, io vi precedo:~su quelle 947 1, 1 | tremuoto~fra noi, mentre fiede,~e schiacciando le selve~ 948 5, 1 | è il mio sposo.~Se da un fier tradimento,~che ai giorni 949 Int | certi pochi rimasuglietti di Fiesole (imperciocché i molti dotti 950 1, 2 | Lieto vi stringo al petto,~figlie per sangue l’una,~ma ambedue 951 1, 2 | approde Anteo germano.~Il figliuol della Terra~non ci avrà, 952 3, 6 | quello~unico è della Terra~figliuolo, e a noi fratello».~Tosto 953 3, 3 | amanti e spose~sì piccole figure;~ma vi ama ambe egualmente.~ 954 pro | giovato le mie dilettissime figurette, allora che con esse mi 955 pro | qualvolta, o superiormente da fili o inferiormente da molle, 956 5, 1 | Ercole.-Ch’Ercole dormir finga?~ ~Fruh.-Fingilo, o non 957 5, 1 | Ercole dormir finga?~ ~Fruh.-Fingilo, o non verranno.~Bene sta. 958 5, 1 | perdono.~Vadasi, e non temere.~Fingo obedir, ma tosto~vedrà questo 959 pro | lungo e stucchevole; perciò finiamola una volta col sopracitato 960 2, 2 | giunta al settimanno,~già a finir s’apparecchia.~Deh da un 961 Int | nostri conti così.~In oggi finisce il dicembre dell’anno 1717. 962 pro | presuntuosa gli frugasse fino alle nari, perché starnutò. 963 pro | eminenti teatri, e dai veri ai finti istrioni saran tradotte.~ 964 4, 2 | poc’anzi offerta?~Quel suo finto coraggio~non è che un vero 965 5, 1 | selve nostre~respirano i fïori.~ ~Ercole.-Ma che dite di 966 4, 1 | Parti; ch’io dopo a questa~fiorita aurea giunchiglia~voudir 967 1, 1 | E tu che altrui predici,~fiso ai lumi celesti,~le instituite 968 5, 1 | chiude vapor che lega~chi ’l fiuta in rio letargo.~Perciò tura 969 3, 6 | ch’aurea snoda,~con cui flagella il fianco,~nervosa ispida 970 5, 3 | incurve terga a due man flagelli,~sin che sangue grondanti 971 3, 6 | nelle fragranti perse~del florido boschetto.~ ~Fam.-Ma che 972 2, 2 | stessa~bocca, onde a me fo legge,~della mia principessa?~ 973 1, 4 | detto,~va il fiume a metter foce,~cui sino ai menti nostri~ 974 4, 3 | seno,~che in pinguissime foglie~dilata il suo veleno.~Queste 975 pro | per fondamento di una sua fola?~Conseguenze di queste piccole 976 4, 3 | infama il monte e il piano.~Foll’è chi da’ nemici~amor s’ 977 2, 1 | La coda che serpeggia,~folta qual è di peli,~scaltra 978 4, 3 | come pigmei vedracci~o in folte selve ascosi,~o in concavi 979 pro | gravissime autorità per fondamento di una sua fola?~Conseguenze 980 Int | saporitissima conoscenza di Monsieur Fontanelle su quella sua deliziosa 981 1, 1 | che tacito nasconde~la fonte alle correnti~sue dolci 982 2, 3 | nel pingermi l’ingrata~del forestier Colosso~pur troppo innamorata.~ 983 Int | mano per potare gli autori forestieri, come le viti lor rannicchiate, 984 pro | trasformata, nella qual nuova forma essa ed i suoi discendenti 985 2, 4 | mercé del tuo bel risco,~formi piantata eretta~nodoso, 986 3, 3 | farà, sol ch’ei stenda~la formidabil palma.~Quasi un solo suo 987 1, 3 | delle conchiglie,~a cui formin le creste~bianche purpuree 988 2, 1 | divoti~non ripetonsi meco?~Fors’Egli è sordo ai voti?~Sedea 989 3, 5 | corpi umìli:~soglion l’anime forti~non meno esser gentili.~ 990 1, 1 | non tocchi~ci ascondiam fortunati~dai due terribil occhi.~ 991 3, 4 | che influissero al nato~fortune e non disastri.~Si può dar 992 3, 6 | che non v’ha più nemici.~Forz’è ch’or ci sien miti~gli 993 1, 4 | timi~per l’alte siepi e fosche~le invisibili reti~disporre 994 3, 6 | Mostro al leon succede~con foschi orridi peli,~ch’orso s’appella, 995 1, 4 | nostri~profondo, un aer fosco~sulle rive diffonde~di bei 996 3, 3 | così pur quant’è bello,~non foss’ei smisurato.~Non so come 997 3, 1 | del misero regnante~tra il fragor che ne introna~tremendo 998 Int | sono quanto que’ nostri Franceschi nel mantener l’ordine e 999 Int | leggere a quegl’impazienti Franciosi, non senza l’averli convinti 1000 3, 4 | smarrita faretra,~per arco franto, o dardo,~o una belva fallita~ 1001 3, 4 | Scema la gloria a un fatto~frapposta ogni dimora.~ ~Kon.-Dunque


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