1717-comin | comme-frapp | frate-morir | moris-rida | ridea-temes | temi-zuppe
grassetto = Testo principale
Atto, Scena grigio = Testo di commento
1002 2, 3 | sembiante,~un portamento, o frate,~da pretendere il core~da
1003 2, 3 | ma da me, se regina~sarò, fratel, ben vedi~che a te, non
1004 4, 1 | belle,~n’avrem noi regi il freno;~e per nostra difesa~basterà
1005 5, 2 | Ban.-Viva; e a lui questa frezza~promette un viver corto.~ ~
1006 2, 3 | ma tutta~a buttar nuove frondi~s’è nel mio cuor ridutta;~
1007 1, 2 | quelle~d’una selva di peli~frondose, erte mascelle;~ché la man
1008 pro | saranno i loro uccelletti: frottole tutte da secondarsi siccome
1009 pro | canagliuola presuntuosa gli frugasse fino alle nari, perché starnutò.
1010 Int | volubilmente nel verbo, come nelle frutta la cena, camminino a terminare;
1011 1, 1 | provincia intera)~un uom, ch’uom fue creduto,~perché a noi pure
1012 3, 4 | di Kon, sua principessa,~fugga Neh da un periglio~a cui
1013 3, 6 | Gigante,~che stassi e non la fugge;~ma l’afferra alle zanne,~
1014 5, 3 | Fruh.-Starnuta.~ ~Mud.--Fuggiam.~ ~Ercole.-Non è più tempo.~
1015 2, 3 | scandalezzato~fuggissi, e in un fuggio~d’avventar morsi in atto~
1016 2, 3 | sorriso.~Mud già scandalezzato~fuggissi, e in un fuggio~d’avventar
1017 1, 1 | sorgerne gli odori.~Noi fuggiti lontani~sotto dei fior non
1018 1, 4 | gru col rostro~quell’invan fuggitivo~divisi orribil mostro.~Ben
1019 2, 4 | più di nui?~Ma perigli non fuggo;~l’esercito compensi~col
1020 5, 1 | Fruh.-Questo incenso, i cui fumi~lunge al tuo volto i’ spargo,~
1021 5, 3 | sia che i vostri incensi fumino avanti a Giove,~quella Scimia
1022 | fummo
1023 3, 5 | infausto imeneo~si cangi in funerale.~ ~Fam.-Ah figlia, ah figlia,
1024 | fuori
1025 3, 5 | prostrata, io di aspetto~non furia, io verginella.~ ~Kam.-Qual
1026 Int | avvenne. Voi vi beeste una furiosa tempesta nel famoso porto
1027 3, 5 | me fia spinto a terra.~Il furor ch’io mi sento~già l’urta
1028 4, 2 | a contentarsi~ch’ella di furto il guati,~e di sospir lo
1029 Int | ma secondo la giustizia futura io spero che per li nostri
1030 pro | presente per quelle stanze future, dentro a quei gabinetti
1031 pro | stanze future, dentro a quei gabinetti insin d’allora a ritirarsi
1032 1, 3 | di brandi~del regno i più gagliardi~si sprovedan di punte~gli
1033 Int | son’io sempre stato così gaglioffo che ho (cattivello me!)
1034 1, 4 | susurri?~Chi mai piume più gaie~tratte agli angei dipinti~
1035 1, 4 | mosche,~numerosa, importuna~e garrula famiglia,~che quanto è più
1036 4, 1 | nerbo ha dalla terra?~ ~Has.-Garrulissima donna,~s’elle punite andranno,~
1037 1, 4 | talamo alle selve.~ ~Uy.-Garzon, non so s’io dica~felice
1038 pro | viva, e pure non solamente garzoncelli ed adulti, ma provetti e
1039 4, 3 | mazza.~Ite, piccola gente,~garzoni e pargoletti,~non sposate
1040 pro | essere i Pigmei estremamente gelosi che l’indubitabile sangue
1041 4, 2 | ami altrove;~tue sien le gelosie,~o me renda geloso~ch’altri
1042 2, 2 | odorar mi piaccia~vïola o gelsomino.~Scusa, o madre, un sincero~
1043 1, 1 | romor non erra,~a noi tutti gemello~partorì l’alma Terra;~e
1044 5, 1 | vide e il rostro,~il suo genere ingrato~sospinse incontro
1045 4, 1 | se il Ciel non spirasse~genî alle mogli arditi,~quando
1046 pro | contezza come da quelle minute genie contro del viver suo si
1047 3, 1 | padre il Sole?~Noi pur tai genitori,~se fama il ver non mente,~
1048 Int | Alli quindici del venturo gennaio, al tocco del mezzo giorno,
1049 pro | danni dell’uccisore questa gentaglia di tal maniera irritò che
1050 pro | Quid num, et Pygmaeorum gentes prodiderunt ante paludea,
1051 3, 5 | anime forti~non meno esser gentili.~Né men nel lagrimare~forse
1052 pro | Modena e di Bologna, o sia da gentiluomini o sia da comici, hanno comunemente
1053 pro | scrive l’eruditissimo Corrado Gesnero nel suo trattato De scimia.
1054 1, 1 | tal gli scappi,~colla man gesteggiando~dirai che già le attrappi:~
1055 pro | divincolantesi così che gesteggiano qualvolta, o superiormente
1056 pro | qui tam belle loquuntur et gestiunt? Noi certamente non li crediam
1057 1, 4 | quelle labbia,~e che la ghermitrice~lasciva sua manaccia~abbia
1058 3, 6 | ed allora~ch’io più non gìa carpone~e che s’aperse il
1059 4, 3 | lumi;~e quando avvinto ei giaccia~dai tenaci profumi,~uscite
1060 5, 2 | Soldati e detti~Kam.-Ecco giace addormito~l’alto nemico.
1061 4, 3 | se atterrato~Anteo non giacea vinto?~Ché dalla genitrice~
1062 5, 3 | Deh torcete quei dardi~dal giacente Colosso.~Vittima io per
1063 4, 3 | che col puzzo de’ membri~giacenti in sull’arena~l’aure odorate
1064 4, 3 | recarsi~spoglia narrata e gialla,~che d’un passo valcava~
1065 | giammai
1066 pro | che vien dai non piantati giardini, ozio avvenire de’ suoi
1067 3, 5 | perché tien maggior aria~la gigantea statura?~Se l’usato valore~
1068 3, 1 | deh, se il Ciel secondo~al giganteo tuo vanto~faccia sovra te
1069 pro | accompagnando con voce baritona e gigantesca lo svolger degli occhi ed
1070 pro | delle gran fabbriche delle giocose e serie rappresentazioni,
1071 pro | spettacolo, il quale mi giova credere per quella ragione
1072 5, 3 | premio a una vil opra, che giovami e detesto.~Ciò si eseguisca,
1073 pro | tradotte.~E a questo pur mi han giovato le mie dilettissime figurette,
1074 3, 4 | con occhi asciutti?~Che gioveria del regno~salvar la gloria
1075 Int | conversarvi allora appunto che, giovial come siete, di tutto il
1076 1, 1 | mamola a fronte~di rosa o girasole,~arbori smisurati,~ma che
1077 5, 1 | de’ vostri pari,~cui pria girati al foco m’inghiottii, non
1078 2, 5 | diadema,~che in raggi d’or girato~su quella fronte altera~
1079 3, 4 | lontani al tuo soccorso~giravano sotterra.~Sallo Fam, che
1080 1, 2 | intere~ci miravam per aria~girevoli e leggere;~sì vedeansi in
1081 1, 4 | Se può guardo fraterno~giudicar di sorella,~fra le pigmee
1082 2, 3 | facesti~tramortir di paura~col giugnermi improvviso.~ ~Uy.-La gelosa
1083 3, 1 | sottile udir si possa,~onde giunga all’orecchio~del misero
1084 1, 1 | ma che coi fior né anco~giungon l’uno alla coscia~del mostro,
1085 pro | superba ch’ella era, a Giunone paragonare, fu per gastigo
1086 2, 2 | poiché l’età mia vecchia~mal giunta al settim’anno,~già a finir
1087 4, 3 | sul quadrante~le gigantee giunture,~pari ad undici nostre,~
1088 pro | tal maniera irritò che fe’ giuramento alla Scimia, o sia Dio Mamone,
1089 5, 3 | palude, figlio di Giove, il giuro.~ ~Kam.-E noi, già tua conquista,~
1090 5, 2 | gusti nell’altrui morte~il glorïoso effetto.~ ~Mud.-L’amar le
1091 5, 3 | altro sia che di questi due gobbi e vecchierelli~l’uno all’
1092 3, 2 | Più paventar tu dèi,~o gobbo mio geloso,~d’insidie infra
1093 4, 1 | polvere la reggia;~lui si godan le zite:~gli è ver che rosso
1094 5, 3 | sien queste braccia: a lui~godei tòr quella vita ch’or donar
1095 4, 1 | il soffrir tacendo,~per goder miglior sorte.~Se del suo
1096 1, 4 | Uy.~Uy.-Principe, tu non godi?~Tu sposo, e con cotesta~
1097 5, 3 | quella vita ch’or donar godo a vui.~Però lieti sorgete,
1098 5, 3 | conquista,~come d’Alcide un dono~godrem, sin che il vorranno~le
1099 Int | più degli altri per aver goduti gli effetti della vostra
1100 4, 2 | accusa,~vo’ che vil laccio in gola~strozzi alla mentitrice~
1101 3, 6 | quanto del Nilo~nostro più gonfio e grande;~del qual trattone
1102 5, 3 | Che fate in treccie e in gonne?~Fra un esercito inermi~
1103 Int | di questa povera Italia gorgheggi coi loro vocaboli da mercato;
1104 4, 2 | rossore~le abbrugino le gote.~Cerchisi or chi l’accende,~
1105 4, 1 | pendiam verso il terreno~gracili, grinzi e smorti;~ma quelle
1106 3, 2 | gambe.~Vedi tu questo viso~graffiato e sanguinoso?~Un vezzo è
1107 1, 3 | Qual per celate a scorze~di granchi e qual s’appiglie~alle trascolorate~
1108 3, 6 | Nilo~nostro più gonfio e grande;~del qual trattone un sorso~
1109 1, 4 | mostro.~Ben m’avvid’io che grata~al suo liberatore~la smarrita
1110 Int | vostra amicizia e la mia gratitudine raggirare. Eccomi però accigliato
1111 pro | recar maggior novero di gravissime autorità per fondamento
1112 3, 5 | nostra e tua mi preghi.~Grazia, che a te pur nuoce,~pietà
1113 4, 2 | simula a tempo,~chi le fa grazie e vezzi,~quando sa mertar
1114 pro | nostre donzelle a questo grazioso spettacolo, il quale mi
1115 5, 1 | quarto,~e matura una luna~ne’ grembi nostri il parto.~Pasco a
1116 2, 5 | cui vedrà spento,~potrà gridarsi allora,~qual or si tace,
1117 5, 2 | dove Mamon destarlo~coi gridi or può dal tempio.~ ~Uy.-
1118 1, 1 | quella sua colomba~alle dita grifagne~pur troppo alfin soccomba.~ ~
1119 4, 1 | verso il terreno~gracili, grinzi e smorti;~ma quelle sue
1120 5, 3 | flagelli,~sin che sangue grondanti dentro il vello nemeo~io
1121 3, 1 | la voce~tua rimbombante e grossa,~come vuoi che la mia~sottile
1122 3, 6 | distende, a lotta~sfida il grosso uomiccione,~che gli s’avventa
1123 5, 1 | ci seppelliamo~in qualche grotta oscura.~ ~Fruh.-Sai tu che
1124 2, 2 | Pigmei,~ma del sol che mi guarda:~giugne a spiacergli insino~
1125 Int | volgendomi a tramontana, e guardandoci con quegli occhi allegri
1126 Int | egli era, ma non con altra guarnigione che della sudiciotta mogliera,
1127 pro | siccome quelle che ci posson guarnire di strane e curiose espressioni
1128 2, 3 | ché sì l’un come l’altro~guatar d’occhio non bieco~suol
1129 4, 2 | contentarsi~ch’ella di furto il guati,~e di sospir lo degni~brevissimi
1130 3, 5 | omai, riscuoti~cotesta alma guerriera:~cuocasi nel suo foco~pur
1131 4, 1 | donandola in premio~a chi gli guida in seno~le due piccole belle,~
1132 1, 4 | ingrato.~Da quel dì che, guidando~quattro armellini il carro~
1133 pro | perfezione in pochi giorni guidato; e il signore del nuovo
1134 1, 3 | fratelli amante,~e avrà guise la pompa~di onor fatto al
1135 1, 3 | appiglie~alle trascolorate~gusce delle conchiglie,~a cui
1136 Int | sgridatemi. Ho io provato cotanto gusto nel conversarvi allora appunto
1137 pro | suspenderunt in muris tuis per gyrum. Ma sia pur favola ancora,
1138 pro | ridevolmente di bocca: Quinam homunciones illi sunt, qui tam belle
1139 pro | velut pulices, sic proterit hostem,~ et saevi implicitum pelle
1140 pro | gusti in que’ modelli un’idea dell’edificio alla desiderata
1141 Int | impaccino dello scrivere in idioma corteggianesco, per usare
1142 2, 1 | Lancisi o noce o pomo~all’idolo gentile,~tanto maggior dell’
1143 5, 1 | Fruh.-Che di’ tu d’elce ignota?~Fann’ombra ai nostri capi~
1144 2, 1 | lui virtude~sue naticucce ignude.~Guardi chi vuol sua faccia,~
1145 pro | Omero nel quinto libro dell’Iliade cantò delle gru:~ ~Oceani
1146 | ille
1147 | illi
1148 Int | gli effetti della vostra illustre cordialità nel cittadon
1149 Int | lettere dei dodici uomini illustri, che in primo luogo certe
1150 Int | tavolino per scrivervi, illustrissimo ed amicissimo Signor Marchese,
1151 2, 3 | mi dipinge lo specchio,~l’imago ha del gentile,~o non ha
1152 Int | un piatto di maccheroni imburrati col cacio compatriota alla
1153 2, 2 | consenso,~ch’io ’l nego agl’imenei~del mio cugin geloso,~non
1154 pro | ciò con tanta felicità d’imitazione che qualcuno di lontana
1155 3, 4 | vigor che basti.~Tremo all’immaginarlo:~veggio ir le diroccate~
1156 pro | posciaché spaziando già coll’immaginazione presente per quelle stanze
1157 pro | si portò. Erostrato nelle Immagini fa di un tal fatto menzione,
1158 2, 4 | immenso~del mostro i membri immensi~e, noi duci, raccolga~da
1159 2, 1 | scaltra così volteggia~che l’imo dorso Ei celi.~Celare è
1160 Int | Parmigiani, né Bolognesi s’impaccino dello scrivere in idioma
1161 Int | pulita nazione danno di che imparare, non di che ridere) i quali
1162 4, 1 | quelle braccia;~e le gru impaurite~drizzar più a questo suolo,~
1163 Int | facevate ancor leggere a quegl’impazienti Franciosi, non senza l’averli
1164 Int | rimasuglietti di Fiesole (imperciocché i molti dotti di quella
1165 2, 4 | solo;~ché s’ogni stral l’impiaga,~di tutto un sì gran corpo~
1166 3, 5 | Infelice fratello!~Da un’implacabil fera~riscuoti omai, riscuoti~
1167 pro | proterit hostem,~ et saevi implicitum pelle leonis agit.~~
1168 5, 2 | Mi si lasci ch’io vada~ad implorar suo scempio,~dove Mamon
1169 1, 4 | predar mosche,~numerosa, importuna~e garrula famiglia,~che
1170 4, 1 | mostro~che careggiommi e impose~a Fruh sua nuova anchella~
1171 3, 2 | oppresse~alla gran clava imposta~temei che me fendesse,~mentre
1172 pro | acciocché qual si accinge all’impresa del fabbricare gusti in
1173 2, 3 | tramortir di paura~col giugnermi improvviso.~ ~Uy.-La gelosa mia cura~
1174 3, 2 | infedel, d’un gigante~Has gl’impudici avanzi~in te, putta, rifiuta.~
1175 4, 3 | passo valcava~più fiumi, ed impugnava~noderosa pesante~lunghissima
1176 5, 3 | Ercole.-Scritto è in Ciel che impunito non rida il tradimento.~ ~
1177 4, 3 | tenderem di colpi~non visti e inaspettati.~Albero smisurato~s’alza
1178 2, 5 | mia sciocca rivale,~che incauta osò poc’anzi~di vantarsene
1179 2, 3 | d’occhio non bieco~suol l’incaute donzelle,~tant’ama il trescar
1180 2, 2 | espormi a un tanto affanno~che incenerita un rogo~m’avesse il mio
1181 2, 3 | le proli accerta.~Poiché incerto talvolta~fa l’adulterio
1182 1, 2 | Misera Fruh! dov’è?~ ~Kon.-Inciampò nella palma~del bel Gigante,
1183 pro | a ritirarsi ed a bearsi incomincia, e da quelle logge così
1184 pro | sulla terra, ma sulla carta incominciano; né qui si fermano, ma in
1185 Int | dialetto piacentino, ch’io già incomincio a dirvelo in bolognese.
1186 Int | parole tanto superstiziosi ed incontentabili sono quanto que’ nostri
1187 pro | comici, hanno comunemente incontrata. E come quegli che soglio
1188 5, 1 | genere ingrato~sospinse incontro al nostro;~né scampo altro
1189 4, 2 | ognor novo.~Ma l’amo anche incostante,~né la vorrei punita.~Una
1190 4, 2 | io trovo~di sua dubbia incostanza~un indizio ognor novo.~Ma
1191 5, 1 | ma carabroni oscuri~e (incredibile audacia!)~tarantole e liguri.~
1192 5, 3 | vecchierelli~l’uno all’altro le incurve terga a due man flagelli,~
1193 pro | derivato un simil costume certi Indiani detti Malavari, siccome
1194 pro | 7 de’ suoi Viaggi alle Indie Orientali il padre fra Vincenzo
1195 3, 4 | mezzo il tuo Cielo~Mercurio indifferente~dai nocevoli aspetti~fu
1196 4, 2 | sua dubbia incostanza~un indizio ognor novo.~Ma l’amo anche
1197 5, 1 | medicati odori~possenti a indormentarti;~e su te poi sopito~proromperà
1198 3, 6 | dopo i successi~vantarsene indovino!~ ~Uy.-A che più differirmi~
1199 pro | estremamente gelosi che l’indubitabile sangue loro gli averi ne
1200 3, 5 | preghiere, ond’essa~non indugi al mio fianco~la sposa a
1201 2, 5 | Così, o prenze, morrai~nell’inegual cimento;~e Neh disciolta
1202 3, 5 | alle offese.~Io n’andrò inerme e sola~verso il Gigante:
1203 5, 3 | in gonne?~Fra un esercito inermi~mal spaziano le donne.~ ~
1204 1, 4 | ha piagato,~e sol rende inesperto~gli aspri desir satolli~
1205 4, 3 | sposate~donzelle e vecchi inetti,~ricevete in trionfo,~pria
1206 4, 3 | una grue, che del puzzo~infama il monte e il piano.~Foll’
1207 3, 5 | che unirmi a tale,~cui l’infausto imeneo~si cangi in funerale.~ ~
1208 3, 2 | queste braccia.~ ~Has.-Ah infedel, d’un gigante~Has gl’impudici
1209 3, 2 | la tua sposa~ad esserti infedele.~ ~
1210 4, 2 | gelosia soverchia~si crea l’infedeltate.~Ma chi simula a tempo,~
1211 3, 1 | scompaginando~le contrade infelici~diromperà, in passando,~
1212 4, 3 | che tu mirasti estinto,~da inferiore statura~(chi ’l crederia?)
1213 pro | superiormente da fili o inferiormente da molle, van maneggiati,
1214 3, 6 | momenti~ch’ei più non siavi infesto;~e allor che spento ei rieda~
1215 1, 4 | vèr la verginea faccia.~Infin vorrei sua mole~trafitta
1216 Int | alla corte di Francia. Voi, infine, e l’algebriaco signor abate
1217 5, 1 | velenosa.~Dormir dunque t’infingi,~e quando a te s’accoste~
1218 5, 1 | Pigmei, minuto~popolo ed infinito,~siam da certa regina~che
1219 pro | suo si tramasse, laonde, infintosi di dormire, permise che
1220 1, 4 | un genio~a me dagli astri infitto~il piacer che stramazzi~
1221 4, 3 | punta d’esso intinta~ne infligge una ferita.~Del micidial
1222 1, 3 | dall’invariabile~tenor dell’influenza~prevederem de’ Cieli~su
1223 3, 4 | interpretar quegli astri~che influissero al nato~fortune e non disastri.~
1224 1, 2 | mio trono,~che dal maligno influsso~s’ottenga a noi perdono.~
1225 5, 2 | né pure~move la faccia informe~in que’ tai movimenti~che
1226 4, 1 | aspetto, e sì non fosse,~che infuriar del paro~vorran contro le
1227 5, 3 | Fam.-Non so qual estro infuso~dell’innata temenza~tolto
1228 4, 2 | disingannato~si trova, ama l’inganno.~Tacerò poiché il brami,~
1229 pro | un’invenzione de’ nostr’ingegni italiani, mercé della quale
1230 Int | compatriota alla tavola liberale, ingenua e lombarda del signor conte
1231 5, 1 | cui pria girati al foco m’inghiottii, non ha guari.~ ~Fruh.-Tanta
1232 2, 3 | quasi che senza anch’essa~ingigantir ne possa~concepir mole eguale~
1233 Int | son seduto più volte ad ingoiarmi un piatto di maccheroni
1234 2, 4 | noi vicino~l’erto Gigante ingombra,~che la città, le selve~
1235 5, 1 | Oimè! l’orrida testa,~che ingombre ha di sé stessa~le piazze
1236 2, 3 | m’uccidi~nel pingermi l’ingrata~del forestier Colosso~pur
1237 Int | pulita, avemmo così bell’ingresso nel primo approdare a un
1238 pro | discendenti furono poscia inimici di questa nana nazione,
1239 3, 6 | la vostra e mia schiatta~inimicizia ed ira,~che per tratto di
1240 5, 1 | coronar me regina,~meco innalzando al trono~la metà di me stessa,~
1241 2, 3 | si volga,~o ad uom, chi m’innamora.~Vorrei gli occhi alla nuca~
1242 2, 3 | forestier Colosso~pur troppo innamorata.~M’udrà Ban, m’udrà il padre,~
1243 pro | vieppiù volenteroso ed innamorato diventa, posciaché spaziando
1244 2, 3 | padre,~m’udrà, se vienmi innante,~quella corporatura~sì enorme
1245 | innanzi
1246 5, 3 | so qual estro infuso~dell’innata temenza~tolto alle zite
1247 4, 1 | di un rival sì membruto~l’innestinguibil salma;~e Ban, quel cuor
1248 2, 1 | Neh, voi tacete?~Perché gl’inni divoti~non ripetonsi meco?~
1249 2, 1 | sue sbarbate~dan sorrisi innocenti;~ma ancor talvolta irate~
1250 3, 1 | ché vi sedei primiera.~Non inoltrar, ti prego,~quella tua destra
1251 Int | rovinosa rocchetta, fra le insalate e le ortiche, oste, castellano
1252 Int | forme che concetti, così insegnandomi alcuni esimi copisti della
1253 Int | quinci a dirlo colle voci insegnateci dalla balia, tanto di pensamenti
1254 3, 4 | disporre a suo talento.~Insellate, o scudieri,~il pappagallo:
1255 5, 1 | scampo altro ci resta~che insidiar l’ova, in cui~quei moccolin
1256 2, 2 | n’astringono i nostri~a insidïar la cova~e a isterilirne
1257 3, 2 | dèi,~o gobbo mio geloso,~d’insidie infra i Pigmei.~Da quell’
1258 2, 2 | guarda:~giugne a spiacergli insino~che d’odorar mi piaccia~
1259 1, 4 | in ira il Gigante~perché insolente egli abbia~mirar d’appresso
1260 4, 3 | bei guardi~virtù altronde insperata~non spira a questi dardi.~
1261 1, 1 | fiso ai lumi celesti,~le instituite sventure,~la tua non prevedesti?~ ~
1262 pro | proprietà, seguendo il mio instituto, che fu di scorrere per
1263 pro | senza arrossire e senza insuperbire ci stiano.~Per lo che fare
1264 | intanto
1265 1, 2 | narcisi!~ ~Has.-Io, per creder intatta~mia moglie in braccio a
1266 3, 5 | al gran cimento:~ella m’integri, e mille~giganti io non
1267 Int | Gli è vero che avrei fatto intender lo stesso con meno, ma in
1268 3, 4 | piena saria d’assenzio;~ma l’intendi abbastanza~per or dal mio
1269 Int | vocaboli da mercato; e, intendiamoci bene, che parlo di quelli
1270 Int | ridere, ma ridete secondo l’intenzion mia, ché anch’io di ridere
1271 1, 2 | occhi,~come a uno specchio, intere~ci miravam per aria~girevoli
1272 Pers | INTERLOCUTORI~Ercole~Kam, re de’ Pigmei~
1273 3, 1 | e quale~nella sua parte interna~doppia schiera di denti,~
1274 3, 4 | non saprei come avversi~interpretar quegli astri~che influissero
1275 pro | la superstizione de’ suoi interpreti hanno, per quanto io creda,
1276 Int | Parigi, la mercé vostra, mi è intervenuto. Voi m’introduceste alla
1277 4, 3 | di vita,~se punta d’esso intinta~ne infligge una ferita.~
1278 pro | marittima e la tragedia introdotti, tanto che senza arrossire
1279 Int | mi è intervenuto. Voi m’introduceste alla saporitissima conoscenza
1280 3, 1 | regnante~tra il fragor che ne introna~tremendo e strepitante?~
1281 3, 6 | figlia?~ ~Kon.-Piango i fati inumani,~che atterrando i giganti~
1282 4, 3 | che feo?~Lui ripugnante invano~avvinciando ne’ fianchi~
1283 1, 3 | chiuse nell’avvenire;~e dall’invariabile~tenor dell’influenza~prevederem
1284 4, 2 | cotesto~sottilizzar, che inventa~ragion per lusingarsi~nel
1285 pro | se non erro, i burattini inventati, siccome brevi modelli delle
1286 pro | credere per quella ragione inventato che me l’ha renduto sì accetto,
1287 pro | architetti, gente avveduta e inventrice, non le gran fabbriche dal
1288 pro | abbellito, e questa si è un’invenzione de’ nostr’ingegni italiani,
1289 3, 6 | ella~dei cangiati destini~m’invia con la novella.~ ~Kam.-Oh
1290 Int | cosa ridicola sul sodo ad inviare? «E perché dunque inviarmela?»
1291 Int | inviare? «E perché dunque inviarmela?» voi mi direte. Signor
1292 Int | conte Pighetti, erudito inviato dal vostro serenissimo signor
1293 2, 4 | tante ferite.~ ~Neh.-Non invidiar, germano,~al principe la
1294 1, 1 | contro i sudditi tuoi~l’invido Ecclissi istiga.~Ci sovrasta
1295 1, 4 | l’alte siepi e fosche~le invisibili reti~disporre a predar mosche,~
1296 2, 5 | alzerà sulla palma~dell’ampia invitta mano;~e appresso ad un cotanto~
1297 4, 2 | rivolga alfin la mente,~e s’invogli di quello~che più vietato
1298 4, 3 | a me promessa,~se a me l’invola il fato,~involi altrui sé
1299 3, 6 | nel cominciar degli anni~m’involò tra le fasce,~fidandomi
1300 pro | perrucchetti e le colombe, come l’ippogrifo lo fu d’Atlante, saranno
1301 2, 1 | innocenti;~ma ancor talvolta irate~mostran battendo i denti:~
1302 5, 3 | pace con voi succeda all’ire,~nasconderà del fiume le
1303 3, 4 | morte mia.~ ~Kon.-Cotesto irne al Gigante~sì lieta e coraggiosa,~
1304 2, 4 | alto obelisco.~Talvolta un’irritata~vespa un de’ nostri ha punto,~
1305 2, 1 | dal trono.~Già col Nume irritato,~profani, io vi abbandono.~ ~
1306 pro | gentaglia di tal maniera irritò che fe’ giuramento alla
1307 4, 1 | alle due belle;~troppo gl’irti suoi peli~trapungono la
1308 pro | come colà il genitore non iscrive eredi i figli della propria
1309 1, 4 | niliaco mare~vorrei tanta isoletta~che ad accor sol bastasse~
1310 3, 6 | flagella il fianco,~nervosa ispida coda.~La nudrice leone~lei
1311 1, 3 | sprovedan di punte~gli eccelsi ispidi cardi.~Qual per celate a
1312 2, 5 | innanzi,~forse che a quell’istante~pagata avrà la pena~del
1313 2, 2 | nostri~a insidïar la cova~e a isterilirne i nidi,~schiacciandone ognor
1314 1, 1 | sudditi tuoi~l’invido Ecclissi istiga.~Ci sovrasta un gigante,~
1315 pro | teatri, e dai veri ai finti istrioni saran tradotte.~E a questo
1316 Int | restante di questa povera Italia gorgheggi coi loro vocaboli
1317 pro | spettacoli del mio Teatro Italiano liberalmente l’ho ammesso.~
1318 | Ivi
1319 1, 4 | osato~quegli occhi e quelle labbia,~e che la ghermitrice~lasciva
1320 4, 1 | trapungono la pelle.~Basta che i labbri accosti;~so ben io quel
1321 4, 2 | serena,~invan tacendo il labbro,~parla di una sua pena,~
1322 4, 2 | regge l’accusa,~vo’ che vil laccio in gola~strozzi alla mentitrice~
1323 5, 1 | rovesciar la reggia~sul re lacero e morto,~coronar me regina,~
1324 3, 5 | esser gentili.~Né men nel lagrimare~forse poss’io di quella,~
1325 3, 4 | andria torvo il viso,~ben lagrimoso il guardo,~per smarrita
1326 4, 3 | la per metà smorzata~gran lampada febea,~sotto il fianco lasciarsi~
1327 2, 1 | Mud, Fam, Kon, Neh.~Mud.-Lancisi o noce o pomo~all’idolo
1328 Int | Al Marchese Ubertino Lando~patrizio piacentino~l’autore~
1329 | laonde
1330 3, 6 | gialle,~stretta nel dorso e larga~del petto e delle spalle,~
1331 5, 2 | ferir sopra.~ ~Mud.-Mi si lasci ch’io vada~ad implorar suo
1332 4, 3 | lampada febea,~sotto il fianco lasciarsi~e selve e monti, e in spalla~
1333 pro | avvenutosi in esse, ha lasciato cadersi ridevolmente di
1334 1, 4 | labbia,~e che la ghermitrice~lasciva sua manaccia~abbia accennato
1335 2, 3 | schernito, e con diletto~di chi lascivo avesse~macchiato il di lui
1336 3, 1 | il dosso! Oimè il fianco!~Lassa, chi mi soccorre?~Balzar
1337 3, 3 | piacere~l’onor di stargli a lato;~così pur quant’è bello,~
1338 1, 4 | torce, e su vi sta?~Qual dai lattei volando~lilii ai giacinti
1339 4, 3 | colpir non è securo,~Mud lavori un incenso~di grato odor,
1340 4, 3 | resti colei che indarno~legar tu mi vuoi moglie.~Diasi
1341 Int | eravate siccome quelli che, leggendo le cose mie, le facevate
1342 pro | tace né pur de’ pigmei, leggendosi nel cap. 27 d’Ezechiele:
1343 3, 4 | non abbia~al par del tuo leggero,~senz’aspettar che i servi~
1344 pro | menzione, e l’Alciato in un leggiadro epigramma.~Ed acciocché
1345 2, 4 | beati infra i mortali!~Leggo un alto spavento~nei visi
1346 4, 3 | Fruh vada, e con incensi~leghi al gigante i lumi;~e quando
1347 3, 5 | dardi io scocchi,~vorrei lena a quest’arco~da’ rai di
1348 4, 3 | di belve.~ ~Uy.-Io pur di lento rospo,~ma orribile e diverso~
1349 pro | et saevi implicitum pelle leonis agit.~~
1350 5, 1 | lega~chi ’l fiuta in rio letargo.~Perciò tura le nari,~né
1351 pro | Pygmea manus prosternere letho~ posse putat, vires non
1352 Int | cotai che vogliono nella lettera torti e ritorti periodoni,
1353 Int | copisti della Raccolta delle lettere dei dodici uomini illustri,
1354 4, 3 | ch’io vinca o ch’io cada,~libera alle sue voglie~resti colei
1355 Int | compatriota alla tavola liberale, ingenua e lombarda del
1356 pro | del mio Teatro Italiano liberalmente l’ho ammesso.~Gli architetti,
1357 3, 4 | Padre, sai che diceva~Fruh liberata? Il mostro~ne vuol preda
1358 1, 4 | avvid’io che grata~al suo liberatore~la smarrita donzella~m’offria
1359 1, 4 | sapess’io!~Bella è, ma è libertade~più bella al parer mio;~
1360 3, 6 | suoi vanni;~e nell’arida Libia~me trasferendo a volo,~sovra
1361 pro | gigante fratelli, in quelle libiche vicinanze da Ercole ucciso,
1362 pro | perciò Omero nel quinto libro dell’Iliade cantò delle
1363 4, 3 | sovra me, non ha guari,~librossi in queste voci:~«Gruh, quel
1364 5, 1 | incredibile audacia!)~tarantole e liguri.~Tu dirai: «Tal che uccise~
1365 4, 1 | punite andranno,~sarà tua lingua in colpa~del sofferto lor
1366 2, 3 | gli avi nostri; e merta~loda quella lor legge,~ché a
1367 1, 3 | dagli Dei, fortuna.~ ~Ban.-Lodo l’avvicinare~beltà sì degna
1368 pro | incomincia, e da quelle logge così modellate l’aere, che
1369 Int | tavola liberale, ingenua e lombarda del signor conte Pighetti,
1370 Int | ridere. Siamo tutti e due Lombardi ed ottimi compagnoni: mettiamoci
1371 Int | un cavaliere de’ primi di Lombardia, un letterato de’ primi
1372 1, 3 | Kon.-Sì a noi splendon lontane~le stelle tue, che nulla~
1373 pro | illi sunt, qui tam belle loquuntur et gestiunt? Noi certamente
1374 4, 3 | lui già aveva più fiate~lottando al suol sospinto,~ma che
1375 2, 3 | titoli e i nomi~tal che alla luce uscio~trae non dal genitore~
1376 pro | palude del Nilo. Qui le lucertole ed i ramarri saran figura
1377 4, 2 | che ne tormenta,~e che con luci aperte~sul palese suo danno,~
1378 1, 4 | dan più belli~que’ neri e lucid’occhi;~né gli anemoni bianchi,~
1379 1, 4 | giunchiglia;~né tanti rai la nera~luciola avvien che scocchi,~quanti
1380 3, 2 | mercede,~le tempie ho di lumaca.~ ~Fruh.-Da un Gigante,
1381 1, 2 | mascelle;~ché la man sporta e lunga~del mobile Colosso~l’augel
1382 3, 6 | ha fra l’altre~di chiome lunghe e gialle,~stretta nel dorso
1383 4, 3 | impugnava~noderosa pesante~lunghissima una clava.~Calcolai sul
1384 4, 2 | che inventa~ragion per lusingarsi~nel mal che ne tormenta,~
1385 4, 2 | affannata, odioso~con sagaci lusinghe~le rende il suo geloso,~
1386 3, 4 | nostro~mirar presente i lutti~di sì gran principessa~potria
1387 Int | ad ingoiarmi un piatto di maccheroni imburrati col cacio compatriota
1388 2, 3 | diletto~di chi lascivo avesse~macchiato il di lui letto;~ma rinunziando
1389 3, 6 | d’un’altera statura~sì macchinosa e tanta~che de’ nostri uomiciatti~
1390 2, 2 | dei genitor le vite.~Delle madri io non parlo,~poiché l’età
1391 Int | farci? I nostri valenti maestri han sancito che sia lo stesso
1392 | maggiori
1393 1, 2 | placido e modesto.~A quei magnanim’occhi,~come a uno specchio,
1394 4, 3 | trasse l’alma al nostro~magnanimo fratello.~Ben mirai dalla
1395 pro | quibus Nilus. E Alberto Magno conviene con Aristotele
1396 3, 4 | delle nostr’ossa.~ ~Kam.-Ah maladetto Ecclissi!~Ben or non vano
1397 pro | costume certi Indiani detti Malavari, siccome nota nel lib. 3
1398 1, 2 | vorace,~o impuro ha violata.~Maledetta colomba,~ben statti ir spennacchiata.~ ~
1399 3, 4 | che splendean le stelle~maligne alla tua cuna,~quando opposta
1400 1, 2 | che col mio trono,~che dal maligno influsso~s’ottenga a noi
1401 1, 1 | quella orribil mole,~quasi mamola a fronte~di rosa o girasole,~
1402 5, 2 | implorar suo scempio,~dove Mamon destarlo~coi gridi or può
1403 2, 3 | quel ministro~e quello Dio Mamonne,~ché sì l’un come l’altro~
1404 1, 4 | ghermitrice~lasciva sua manaccia~abbia accennato un tocco~
1405 3, 5 | La metà di me stesso~mi manca al gran cimento:~ella m’
1406 Int | qual ella siasi, che vi mando, facciamo crepare que’ parlatori
1407 pro | inferiormente da molle, van maneggiati, passeggiando un piccolo
1408 pro | famigliari per via di ordigni ai maneggiatori de’ nostri piccoli pantomimi.~
1409 1, 2 | femmine a regger briglia!~Lei mangiata ha il vorace,~o impuro ha
1410 1, 2 | voce tronca~dalle concave mani,~quasi da una spelonca.~ ~
1411 pro | questa gentaglia di tal maniera irritò che fe’ giuramento
1412 3, 1 | schiera di denti,~per Dio, si manifesta,~candidi, ognun de’ quali~
1413 3, 5 | sforzarmi a dire~quel che, manifestato,~dovria farti arrossire.~
1414 Int | que’ nostri Franceschi nel mantener l’ordine e la disposizione
1415 pro | arma tenet,~Alcidem Pygmea manus prosternere letho~ posse
1416 pro | Orientali il padre fra Vincenzo Maria da S. Caterina da Siena,
1417 5, 1 | all’opra te aspetta, e tuo marito.~ ~Fruh.-Questo incenso,
1418 pro | satirica, fra la pastorale, la marittima e la tragedia introdotti,
1419 3, 5 | Colui ch’è si possente~Marte, invincibil stella,~che
1420 Int | cittadella voi troverete, Martello mio, ma cittadone non vi
1421 4, 2 | per gir sconosciuto~pon maschera di onore.~Argomento in mio
1422 Int | sapendone, accoccolato su certe materassa, che da luogo a luogo sulle
1423 Int | Vedete dunque in quale ampia materia avrei io pocolino a sdraiare,
1424 1, 4 | pur gelosia~di bocca anche materna,~ma che non è la mia.~Nel
1425 2, 3 | non dal genitore~ma dal materno zio.~Spesso il padre deluso~
1426 5, 1 | dal terz’anno al quarto,~e matura una luna~ne’ grembi nostri
1427 4, 3 | ombrarvi~tutti della sua mazza.~Ite, piccola gente,~garzoni
1428 1, 4 | spruzzo: ella torna~in sé medesma, e prega~che il suo scorso
1429 4, 3 | boschi,~saltellava traverso,~medicai nelle spume~gli aguzzati
1430 5, 1 | vile, ricorso all’arti~de’ medicati odori~possenti a indormentarti;~
1431 3, 6 | Neh.-In core~stiasi, e mel fenda o squarci,~ma taccia
1432 3, 2 | Spariscimi dinanzi.~Per melate parole~l’onor mio non si
1433 4, 1 | un melenso,~col baldo una melensa.~Chi puniracci? Il mostro~
1434 4, 1 | compensa~con la balda un melenso,~col baldo una melensa.~
1435 1, 1 | apparenza~del volto e delle membra:~ma alle sole sue tempie~
1436 4, 1 | nell’alma~di un rival sì membruto~l’innestinguibil salma;~
1437 Int | cose già rancide in vostra memoria, e per quanto rammemorandole
1438 4, 2 | e fia.~Ma chi sa che non menta~la tisica vecchiarda?~Forse
1439 1, 4 | metter foce,~cui sino ai menti nostri~profondo, un aer
1440 4, 2 | diadema.~ ~Uy.-Fosse ver che mentisse:~non so ch’io speri o tema,~
1441 4, 2 | laccio in gola~strozzi alla mentitrice~la vita e la parola.~ ~Has.-
1442 pro | Immagini fa di un tal fatto menzione, e l’Alciato in un leggiadro
1443 pro | dipintori è in commercio, e a meraviglia la natura di questa favola
1444 Int | gorgheggi coi loro vocaboli da mercato; e, intendiamoci bene, che
1445 1, 3 | per voi quel tutto~che, mercè vostra, io sono,~Uy, tu
1446 3, 4 | che a mezzo il tuo Cielo~Mercurio indifferente~dai nocevoli
1447 4, 2 | grazie e vezzi,~quando sa mertar ella~che meno uom l’accarezzi,~
1448 5, 1 | ascolta~se questa tua fedele~merti alfin di provarti~sì strano
1449 1, 4 | dipinti~meglio s’adatta e mesce~negli abiti succinti?~O
1450 1, 2 | augel prese alla coda~e la meschina al dosso,~che così prigioniera~
1451 4, 1 | un Euristeo;~e si pensan meschine~d’essergli spose: oh folli!~
1452 1, 4 | congiunte~ciglia, perché sì mesta?~Se può guardo fraterno~
1453 1, 4 | lieta e vergognosa,~ed io mesto arrossia~che di sue fiamme
1454 4, 1 | suolo,~un grido sol ch’ei metta,~non oseranno il volo.~Eccoci
1455 3, 5 | per le nostre vite~la sua mette in oblio.~ ~Kon.-Questo
1456 1, 4 | Nilo detto,~va il fiume a metter foce,~cui sino ai menti
1457 Int | Dante Alighieri; e prima di mettervi a leggere quest’operetta,
1458 Int | Lombardi ed ottimi compagnoni: mettiamoci però a sedere l’un contro
1459 4, 3 | infligge una ferita.~Del micidial tabacco~tanta è la forza,
1460 3, 6 | vestir piume,~perché ardii millantarmi,~bella fra voi famosa,~del
1461 2, 3 | arrossì, ma il viso~alle torve minacce~scompose in un sorriso.~
1462 3, 6 | che atterrando i giganti~minacciano i sovrani.~ ~Uy.-Misero,
1463 5, 1 | oscura.~ ~Fruh.-Sai tu che minacciata~d’ardermi viva io sono?~
1464 1, 2 | l’alba ventura~m’apparia minaccioso,~già sgombro ogni paura.~
1465 pro | uomicciuoli, eccovi i nomi loro in minimi monosillabi, eccovi versi,
1466 2, 3 | voi donne~sole fra quel ministro~e quello Dio Mamonne,~ché
1467 3, 1 | ver non mente,~vantiam, minuta, è vero,~ma innumerabil
1468 pro | contezza come da quelle minute genie contro del viver suo
1469 5, 1 | dito?~ ~Fruh.-Detti Pigmei, minuto~popolo ed infinito,~siam
1470 3, 6 | in nostra favella~(senti mirabil mostro)~apriva alle parole~
1471 4, 3 | quel comun germano~che tu mirasti estinto,~da inferiore statura~(
1472 3, 1 | non ancor visto,~ma che mirato altrove,~corre romor che
1473 1, 2 | uno specchio, intere~ci miravam per aria~girevoli e leggere;~
1474 1, 3 | astro~co’ raggi suoi ne mire,~disserrerò le sorti~chiuse
1475 5, 1 | ha forse, e tu nol vedi.~Mirerai l’aere pieno~di alati e
1476 1, 4 | traverso~s’oppose in sulla via,~mise sì disperate~strida, ch’
1477 1, 2 | dov’è la mia moglie?~ ~Kam.-Misera Fruh! dov’è?~ ~Kon.-Inciampò
1478 4, 1 | trar de’ giorni il resto~miseri e vedovili.~ ~Fruh.-Guai
1479 1, 1 | e fertil onde,~pascevam misti odori~fra l’alte selve assisi~
1480 3, 1 | s’uom, se d’entrambi un misto.~Sei tu forse l’Anteo~fra
1481 4, 3 | Ben mirai dalla torre,~nel misurar ch’io fea~la per metà smorzata~
1482 3, 1 | parli,~né parli in tuon più mite,~ecco, quai per tremuoto~
1483 3, 6 | nemici.~Forz’è ch’or ci sien miti~gli erranti lumi e i fissi;~
1484 1, 2 | la man sporta e lunga~del mobile Colosso~l’augel prese alla
1485 5, 1 | insidiar l’ova, in cui~quei moccolin di gru~trafiggonsi da nui.~
1486 pro | e da quelle logge così modellate l’aere, che vien dai non
1487 pro | Venezia, di Vicenza, di Modena e di Bologna, o sia da gentiluomini
1488 3, 4 | Riverenza del loco~fa ch’io modesta asconda~i miei taciti sensi,~
1489 1, 2 | alla vita~né all’onestà molesto:~grand’egli è ben d’aspetto,~
1490 3, 6 | respir, senz’alma~occupar molt’arena~stesa d’Anteo la salma~(
1491 | molte
1492 | molti
1493 | molto
1494 5, 3 | coloro che il ciel vi diè monarchi.~Principi, e voi, le belle
1495 pro | eccovi i nomi loro in minimi monosillabi, eccovi versi, o corti,
1496 Int | saporitissima conoscenza di Monsieur Fontanelle su quella sua
1497 5, 1 | e i piè alle falde~della montagna appressa!~Quai rivolte oimè
1498 2, 4 | la città, le selve~e le montagne adombra.~Che gran bersaglio
1499 3, 1 | crollar case e meschite,~e morendo di tema~qual di noi t’oda
1500 pro | Dizionario dell’erudito Moreri per vedervi entro come la
1501 Int | stesso e la ciurma a ben morire col bestemmiare. Ridemmo
1502 2, 4 | che per la ferita~l’egro a morirsi è giunto.~Puoi tu pungere
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