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Pier Iacopo Martello
Lo starnuto di Ercole

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1717-comin | comme-frapp | frate-morir | moris-rida | ridea-temes | temi-zuppe

                                                   grassetto = Testo principale
     Atto, Scena                                   grigio = Testo di commento
1503 4, 3 | con dubbio~della sua fè morissi,~qual del mio più agitato~ 1504 5, 1 | Quai rivolte oimè d’occhi!~Morrem dalla paura~se non ci seppelliamo~ 1505 2, 3 | in un fuggio~d’avventar morsi in atto~con lui lo stesso 1506 5, 1 | avvezza~solo ape, vespa o mosca~o zanzara o farfalla,~ma 1507 2, 1 | ma ancor talvolta irate~mostran battendo i denti:~guai, 1508 pro | comparire che, o con un dito, mostrando di parlar fuori di scena, 1509 pro | de’ burattini non voglio mostrarmi degenere e sconoscente, 1510 4, 2 | il mio sospetto,~ché il mostrarsi geloso~talor di un qualche 1511 pro | parlar fuori di scena, o mostrerà di ragionar nella scena 1512 Int | sorridiate, i cari denti non mostrerete. Voglio vederli. Voglio 1513 1, 4 | de’ fiori~alterneremo io motti~di caccia e tu d’amori.~ ~ 1514 Int | pulci e sulle cimici si muovevano, tanto era lasso, ronfava. 1515 pro | pharetras suas suspenderunt in muris tuis per gyrum. Ma sia pur 1516 3, 4 | ben gli orridi polsi~suoi muscolosi e vasti~han per l’alta minaccia~ 1517 2, 2 | da comun genitrice~pur nacque a noi fratello.~Se l’avessi 1518 Int | giorno dopo, allorché mi narraste come quell’aguzzino della 1519 3, 1 | e principesse~(se il ver narrasti, o Nana), sien preda a me 1520 4, 3 | costui quella recarsi~spoglia narrata e gialla,~che d’un passo 1521 2, 3 | da Kon sua sposa~per lui nascano i regi.~Aggiugni anche, 1522 1, 4 | parla,~da quanto è lei, mi nasce~ragion per adorarla;~e sì, 1523 5, 1 | Ella e noi dalla Terra~nascemmo io non so come.~Costei troppo 1524 2, 3 | te, non al consorte,~sol nasceran gli eredi~sudditi di coloro~ 1525 1, 1 | osservato pianeta~da che nascesti al regno,~pervenendo a cotesta~ 1526 1, 1 | riva del mare,~che tacito nasconde~la fonte alle correnti~sue 1527 5, 3 | con voi succeda all’ire,~nasconderà del fiume le fonti all’avvenire,~ 1528 1, 4 | lor salme~religïon tacesse~nascondersi quell’alme,~che a tenor 1529 2, 5 | saputo~celar la sua catena;~e nascosa od uccisa~darà a me sola 1530 5, 1 | e vi erreran fra l’ale~nascosi i cavalieri,~che sapran 1531 4, 1 | dove noi curvi alquanto~coi nasi in sé ritorti~pendiam verso 1532 2, 1 | segni di sprezzo e d’ira,~le natiche scoperte,~già ritira gli 1533 2, 1 | Celare è in lui virtude~sue naticucce ignude.~Guardi chi vuol 1534 pro | sì degli uomini che delle nazioni, in una di esse mi sono 1535 5, 2 | colorano i devoti?~ ~Uy.- pur ronfa, né pure~move 1536 3, 5 | pietà dello sposo~fa ch’io, negando a lui~la destra, io la sua 1537 3, 4 | nostro.~Quando a lui sia negata~tua figlia, e mia cugina,~ 1538 2, 2 | del prenze a me germano,~negheria volentieri~d’offrire a lui 1539 2, 2 | madre, il consenso,~ch’io ’l nego agl’imenei~del mio cugin 1540 3, 5 | qual folto~e tempestoso nembo.~Forse ch’è delle nostre~ 1541 5, 3 | grondanti dentro il vello nemeo~io li ricetti, e un dono 1542 1, 4 | giunchiglia;~né tanti rai la nera~luciola avvien che scocchi,~ 1543 4, 1 | oh folli!~ché per quel nerboruto~son troppo scarse e molli;~ 1544 1, 4 | quanti ne dan più belli~que’ neri e lucid’occhi;~né gli anemoni 1545 1, 4 | calabron, mostro armato~di nero aculeo acerbo,~che minaccia 1546 2, 3 | concepir mole eguale~di carni, nervi e d’ossa.~Ma poiché scaltra 1547 3, 6 | cui flagella il fianco,~nervosa ispida coda.~La nudrice 1548 | Nessun 1549 1, 4 | che non è la mia.~Nel gran niliaco mare~vorrei tanta isoletta~ 1550 pro | ante paludea, ex quibus Nilus. E Alberto Magno conviene 1551 2, 1 | Kon, Neh.~Mud.-Lancisi o noce o pomo~all’idolo gentile,~ 1552 3, 4 | nocevoli aspetti~fu reso a te nocente;~allor Venere e Giove,~che 1553 3, 4 | Mercurio indifferente~dai nocevoli aspetti~fu reso a te nocente;~ 1554 4, 3 | più fiumi, ed impugnava~noderosa pesante~lunghissima una 1555 3, 2 | mentre posta a cavallo~de’ nodi suoi, fur ambe~di spalancarsi 1556 4, 3 | irte e gialle~spoglie, e nodosa clava~si reca in sulle spalle.~ 1557 2, 4 | risco,~formi piantata eretta~nodoso, alto obelisco.~Talvolta 1558 Int | trasposizione e questo lungo nomaccio di sillabe cinque può farvi 1559 3, 6 | coda.~La nudrice leone~lei nominò, che rugge~ed assalta il 1560 pro | detti Malavari, siccome nota nel lib. 3 cap. 7 de’ suoi 1561 2, 2 | pentimento~a replicar le note~tacciute al Nume offeso,~ 1562 1, 3 | coraggio;~e perché vi sia noto~che a me salvando il trono~ 1563 1, 4 | espresse~più la mia bella e nova~vittoria a me piacesse;~ 1564 pro | udito un poeta recar maggior novero di gravissime autorità per 1565 2, 3 | innamora.~Vorrei gli occhi alla nuca~per rimirarmi addietro;~ 1566 3, 6 | strozza;~poi scorticato e nudo~sel divora, com’era~sanguinolento 1567 3, 6 | nervosa ispida coda.~La nudrice leone~lei nominò, che rugge~ 1568 2, 3 | che d’altrui seme usciro,~nudriria l’altrui schiatta~schernito, 1569 3, 6 | mi pascea, quai pure~nudron voi degli odori~l’aure esalanti 1570 pro | nel lib. 6 cap. 30: Quid num, et Pygmaeorum gentes prodiderunt 1571 2, 4 | esercito compensi~col suo numero immenso~del mostro i membri 1572 1, 4 | disporre a predar mosche,~numerosa, importuna~e garrula famiglia,~ 1573 Pers | sorella~Mud, sacerdote~Gruh, nuncio~Has, famigliare di corte~ 1574 2, 2 | Fam.-Figlia, non figlia e nuora,~svegliando i Numi a sdegno,~ 1575 2, 3 | gelosia, ma tutta~a buttar nuove frondi~s’è nel mio cuor 1576 pro | guidato; e il signore del nuovo e difficil lavoro, in cui 1577 1, 3 | soverchiato alfine~da un nuvolo di squadre~ritornerà sepolto~ 1578 5, 3 | bassi al suol quegli archi,~obedite a coloro che il ciel vi 1579 2, 4 | piantata eretta~nodoso, alto obelisco.~Talvolta un’irritata~vespa 1580 3, 5 | nostre vite~la sua mette in oblio.~ ~Kon.-Questo è un tradirvi, 1581 5, 3 | già sostenne in spalla l’oblique vie del sole.~Giove, perché 1582 Int | il non darvi anche costì occasione, qual per me si possa, di 1583 1, 4 | piacesse;~e che il più delle occhiate~tutte al suo bel dovute,~ 1584 pro | Iliade cantò delle gru:~ ~Oceani advolitant refluos clangoribus 1585 | od 1586 3, 1 | morendo di tema~qual di noi t’oda o veda,~sarem noi senza 1587 3, 5 | sai:~se il genitor poi m’ode,~a temer n’hai gastigo,~ 1588 4, 2 | s’accorge~dell’affannata, odioso~con sagaci lusinghe~le rende 1589 2, 1 | piena;~ecco un bel pomo odora,~poi lieto Ei sel divora.~ 1590 3, 6 | nel suolo.~Di quell’aria odorata~ mi pascea, quai pure~ 1591 4, 3 | giacenti in sull’arena~l’aure odorate intorno~corrompe ed avvelena.~ ~ 1592 4, 2 | Gigante~non s’è poc’anzi offerta?~Quel suo finto coraggio~ 1593 3, 5 | sangue alfine~da reggere alle offese.~Io n’andrò inerme e sola~ 1594 2, 2 | le note~tacciute al Nume offeso,~chiamisi il sacerdote.~ ~ 1595 1, 4 | liberatore~la smarrita donzella~m’offria sugli occhi il core,~semplicetta 1596 2, 2 | germano,~negheria volentieri~d’offrire a lui la mano.~ ~Fam.-Neh 1597 5, 3 | Colosso.~Vittima io per voi m’offro.~ ~Uy.-Vittima? Addosso, 1598 4, 2 | geloso~talor di un qualche oggetto~fa che, rimproverata~chi 1599 2, 3 | quest’occhi~sì che non spiino ognora~se al ciel o al suol si 1600 | ognun 1601 4, 3 | il suo veleno.~Queste in olio spremute~bastano a trar 1602 2, 1 | come nella possanza.~Ecco olocausti attende~la fronte sua serena:~ 1603 4, 3 | piazza~della gran testa, e ombrarvi~tutti della sua mazza.~Ite, 1604 pro | traffiggerne l’ova, e perciò Omero nel quinto libro dell’Iliade 1605 3, 5 | al petto, al grembo~dell’omiccion, qual folto~e tempestoso 1606 2, 5 | Gigante;~mentre i nostri omiciatti~costringerà la tema~a sudar 1607 1, 2 | nol credo alla vita~né all’onestà molesto:~grand’egli è ben 1608 4, 2 | rubati.~Così dell’uomo ad onta~in feminil beltate~da gelosia 1609 2, 2 | brameresti~vendicator dell’onte~con cui le gru rapaci~stridonci 1610 Int | questo santissimo nome coll’opera rispondete; e lo so io, 1611 Int | mettervi a leggere quest’operetta, qual ella siasi, che vi 1612 pro | noi concilieremo le due opinioni in una terza, e si è questa, 1613 3, 4 | volere,~qual so che basta a opporsi~libero alle tue spere;~ma 1614 4, 3 | detti~Kam. -Voi qui trovo opportuni~ad ascoltar novella~che 1615 1, 4 | ferìa,~volubile e traverso~s’oppose in sulla via,~mise sì disperate~ 1616 3, 4 | maligne alla tua cuna,~quando opposta a Saturno~con te sorgea 1617 3, 2 | sterminato,~che me col pugno oppresse~alla gran clava imposta~ 1618 2, 2 | tenera d’alma,~nol brameresti oppresso;~anzi lo brameresti~vendicator 1619 3, 3 | trovai per rincorarmi,~mi opprimea la gran voce,~che ancora 1620 4, 3 | alle tue misure,~non all’oracol vano~di una grue, che del 1621 4, 3 | che in definirlo Alcide~l’Oracolo non mente.~ ~Ban.-Credo 1622 pro | assai famigliari per via di ordigni ai maneggiatori de’ nostri 1623 pro | fiori sieno i loro alberi ordinari e discreti, e che le nostre 1624 Int | Franceschi nel mantener l’ordine e la disposizione delle 1625 pro | di due a alle volte tre ore fra i risi e gli applausi 1626 3, 1 | si possa,~onde giunga all’orecchio~del misero regnante~tra 1627 1, 3 | superbo Anteo~pria fiacchisi l’orgoglio.~ ~Kam.-Compirem l’auree 1628 pro | de’ suoi Viaggi alle Indie Orientali il padre fra Vincenzo Maria 1629 3, 4 | possa,~noi non lasciar pur orma~nel suol delle nostrossa.~ ~ 1630 pro | piccoli pantomimi.~Ma questo è ormai un proemio da una favola 1631 4, 3 | Io pur di lento rospo,~ma orribile e diverso~che, sgominando 1632 2, 3 | atroce in vista~suona nell’orridarmi.~Ti par quello un sembiante,~ 1633 5, 1 | col turibolo~Has.-Oimè! l’orrida testa,~che ingombre ha di 1634 1, 2 | chi m’offre una spina~d’orrido cardo, ond’io~con disperato 1635 3, 6 | con foschi orridi peli,~ch’orso s’appella, e ritto~vien 1636 Int | rocchetta, fra le insalate e le ortiche, oste, castellano ed affittuario 1637 2, 2 | se a una madre~fidarsi osa una figlia,~non spiacer 1638 1, 4 | egli abbia~mirar d’appresso osato~quegli occhi e quelle labbia,~ 1639 3, 4 | io sento~per quel troppo oscurato~pianeta il mio spavento.~ 1640 5, 1 | o farfalla,~ma carabroni oscuri~e (incredibile audacia!)~ 1641 4, 1 | grido sol ch’ei metta,~non oseranno il volo.~Eccoci dunque in 1642 3, 4 | il prim’onore~contender osi, e vuoi?~Sola per questa 1643 5, 1 | uomiccino~che volgesi, e non oso~ti sogguarda in disparte?~ 1644 1, 1 | scorrer per ogni segno~l’osservato pianeta~da che nascesti 1645 Int | quel bistolfo cencioso, che ostentando due pezzi di cannone di 1646 5, 3 | Fam.-Non so vèr chi vi ostenti~tal zelo or sì amorose.~ ~ 1647 1, 2 | che dal maligno influsso~s’ottenga a noi perdono.~Io del vicino 1648 3, 3 | ambe egualmente.~Se non v’ottien, sua mano~questi eccelsi 1649 Int | tutti e due Lombardi ed ottimi compagnoni: mettiamoci però 1650 | Otto 1651 Int | dizionario che del mille ottocento diecisette escirà.~Seguitiamo 1652 Int | lo sa il signor canonico Ovard, e lo sanno monsignor Acquaviva 1653 | ove 1654 pro | dai non piantati giardini, ozio avvenire de’ suoi felici 1655 2, 2 | che n’è sorella,~e che non paga anch’essa~del prenze a me 1656 2, 5 | forse che a quell’istante~pagata avrà la pena~del non aver 1657 1, 1 | facea bel cerchio un coro~di paggi e di donzelle.~Quand’ecco 1658 2, 2 | stelle.~ ~Fam.-Kon, tu mi pagherai~l’ardor presuntuoso.~Cieco 1659 3, 3 | sua mano~questi eccelsi palagi~schiacciar promette al piano;~ 1660 pro | passeggiando un piccolo palco di varie e volubili scene 1661 1, 4 | Quinci a me sulle braccia~pallida si ritenne,~non cedendo 1662 3, 6 | sotto un gran tronco~di pallide vïole~ad osservar ricovro~ 1663 pro | si pascano questi popoli palmari di odori, lo afferma Plinio 1664 pro | si fermano, ma in pochi palmi, sia di cartone o di legno, 1665 pro | gentes prodiderunt ante paludea, ex quibus Nilus. E Alberto 1666 pro | maneggiatori de’ nostri piccoli pantomimi.~Ma questo è ormai un proemio 1667 1, 2 | le cavalcatrici~dipinti i papagalli;~ma che bella spelonca~per 1668 1, 1 | qual di colomba~e qual di papagallo;~ma il color della piuma~ 1669 3, 4 | Insellate, o scudieri,~il pappagallo: io volo~a trar lei di periglio,~ 1670 1, 4 | lilii ai giacinti azzurri~ne paragona al canto~bell’ape i suoi 1671 pro | superba ch’ella era, a Giunone paragonare, fu per gastigo da Giove 1672 1, 1 | sovrasta un gigante,~cui, se si paragone~tua sublime statura,~mal 1673 Int | di cannone di bronzo sul parapetto di una rovinosa rocchetta, 1674 1, 4 | quand’anche chiusi stanno,~le pareggian le poppe,~che vengono e 1675 4, 3 | macchina antea de’ nostri~pareggiarsi a sessanta.~Quindi chiaro 1676 3, 6 | che de’ nostri uomiciatti~pareggiasi a sessanta.~A me attonito 1677 1, 4 | è libertade~più bella al parer mio;~e questo mio, che ad 1678 2, 3 | addietro;~vorrei ch’ogni parete~fosse a’ miei guardi un 1679 4, 3 | piccola gente,~garzoni e pargoletti,~non sposate e sposate~donzelle 1680 pro | conseguisca. Cade in acconcio di parlare di questa legge nella Scena 1681 Int | quali più volte, dopo aver parlato di poesia, ci siamo a buoni 1682 Int | mando, facciamo crepare que’ parlatori di rabbia, facendoci un 1683 4, 3 | nemici~amor s’aspetta o zelo:~parlerà da Mamone,~se parlar vuolci 1684 pro | scritti più dell’usato. Parleranno con le zampogne, acciocché 1685 3, 3 | che ancora ahi! d’udir parmi.~ ~ 1686 Int | pretendono che né Piacentini, né Parmigiani, né Bolognesi s’impaccino 1687 4, 1 | fosse,~che infuriar del paro~vorran contro le spose~e 1688 5, 2 | può dal tempio.~ ~Uy.-Non parta il sacerdote,~ma dell’incenso 1689 2, 1 | nostro impero!~Sgridocci e si partì.~ ~Mud.-O nostre alte speranze~ 1690 5, 1 | luna~ne’ grembi nostri il parto.~Pasco a noi son le pure~ 1691 1, 1 | erra,~a noi tutti gemello~partorì l’alma Terra;~e adunò le 1692 pro | clademque ferentes.~ ~Che si pascano questi popoli palmari di 1693 2, 3 | serbi;~di nozze gigantee~pasce i pensier superbi;~ed invan, 1694 3, 6 | quell’aria odorata~ mi pascea, quai pure~nudron voi degli 1695 3, 6 | miro~non, come noi, d’odori~pascersi, ma di belve~quanto di voi 1696 1, 1 | sue dolci e fertil onde,~pascevam misti odori~fra l’alte selve 1697 5, 1 | grembi nostri il parto.~Pasco a noi son le pure~sostanze 1698 3, 1 | contrade infelici~diromperà, in passando,~le facce agli edifici.~ 1699 1, 4 | o più belle o men belle~passano a vestir piume.~Sia pur 1700 Int | ma cittadone non vi sarà passato dall’Accademia. Signor Marchese, 1701 pro | da molle, van maneggiati, passeggiando un piccolo palco di varie 1702 4, 3 | nostrarchi il forte,~e passerà dal sonno~quest’Ercole alla 1703 1, 4 | con quattro or de’ suoi passi!~Pria si pugni e si vinca;~ 1704 pro | apparenze la scena, che passionatamente n’è vaga.~E per dir ancora 1705 pro | fra la satirica, fra la pastorale, la marittima e la tragedia 1706 5, 3 | al soglio;~ma di soli due patti vogir securo altrove:~ 1707 5, 3 | ceder voglio~alle vostre paure; rinuncio al regno e al 1708 3, 2 | Gigante, e che temi?~Più paventar tu dèi,~o gobbo mio geloso,~ 1709 1, 3 | Io, che le gru non uso~di paventare, e molte~fatte n’ho d’aria 1710 3, 5 | e mille~giganti io non pavento.~ ~Fam.-Minor premio, o 1711 3, 4 | a me, trarrei giorni~non paventosi e lieti,~se di colui temessi~ 1712 Int | ridete, che mi saprebbe peccato il non darvi anche costì 1713 pro | costumanze. V’ha ben di peggio. Costoro furono figli della 1714 4, 1 | se pòn dall’irte aurate~pelli del suo gran manto~sortir 1715 4, 1 | alquanto~coi nasi in sé ritorti~pendiam verso il terreno~gracili, 1716 4, 3 | che, abbagliando le nari,~penetra e lega i sensi.~Fruh il 1717 2, 3 | donzelle~tutte daria per due~penne, trofei strappati~dai vanni 1718 3, 6 | avida di una reggia~ch’io peno a dir ‘fu mia’,~né mi piaccion 1719 4, 1 | dono a un Euristeo;~e si pensan meschine~d’essergli spose: 1720 Int | creduto doversi prima pensare a che dire, e quinci a dirlo 1721 pro | hanno, per quanto io creda, pensato. Di costoro parla Plinio, 1722 4, 2 | innocente,~ ’ve non pria pensava~rivolga alfin la mente,~ 1723 2, 3 | di nozze gigantee~pasce i pensier superbi;~ed invan, tua mercede,~ 1724 2, 3 | negli atti,~ma qual sin nel pensiero:~e cercar nel suo cuore,~ 1725 4, 2 | in mio danno;~ma più che penso, io trovo~di sua dubbia 1726 4, 2 | val più della mia vita.~Pentasi, e son felice;~né dirle 1727 4, 1 | noi lontana riva.~ ~Fruh.-Pentomi che ai due prenzi~scoprii 1728 | perch’ 1729 | perciocché 1730 3, 4 | periglio;~né a Ban, perch’ei mi perda,~vedrassi umido il ciglio.~ 1731 3, 4 | che non fia pianta, e fia~perdita no, ma acquisto~per voi 1732 Int | scarso di antique frasi. Perdonatemi. Sarà meglio dispor le parole 1733 Int | ci trovammo in brigata a peregrinare contro il sirocco su quell’ 1734 pro | edificio alla desiderata sua perfezione in pochi giorni guidato; 1735 2, 4 | quaranta e più di nui?~Ma perigli non fuggo;~l’esercito compensi~ 1736 Int | volea per sonori e ritondi periodi la vostra amicizia e la 1737 Int | lettera torti e ritorti periodoni, i quali volubilmente nel 1738 3, 4 | Gigante in mano,~chi dal perirti appresso~trarrebbe il mio 1739 3, 4 | suo favorito.~Ma se tu mai perissi~d’Anteo Gigante in mano,~ 1740 pro | laonde, infintosi di dormire, permise che la canagliuola presuntuosa 1741 pro | serpenti e di draghi. I perrucchetti e le colombe, come l’ippogrifo 1742 3, 6 | prometto~nelle fragranti perse~del florido boschetto.~ ~ 1743 pro | nana nazione, astretta a perseguitarli dentro ai loro nidi con 1744 1, 3 | volte e rivolte;~io, che ho perseguitate~per valli, piani ed erte,~ 1745 1, 1 | da che nascesti al regno,~pervenendo a cotesta~felice età canuta,~ 1746 4, 3 | fiumi, ed impugnava~noderosa pesante~lunghissima una clava.~Calcolai 1747 Int | accigliato su questa carta a pescar forme di dire e concetti: 1748 1, 3 | Uy.-Con le spine de’ pesci,~di cui saette uom fassi,~ 1749 2, 2 | sdegno,~voi fiaccole, voi pesti~siete alla patria, al regno.~ 1750 Int | pretendea saluti dalle nostre petriere.~Ma coteste son cose già 1751 Int | cencioso, che ostentando due pezzi di cannone di bronzo sul 1752 pro | erant in turribus tuis, pharetras suas suspenderunt in muris 1753 3, 6 | peno a dir ‘fu mia’,~né mi piaccion le stragi,~cosa a veder 1754 1, 4 | piacergli~bellezza a me piacciuta.~ ~Ban.-Bella delicatezza~ 1755 Int | rannicchiate, pretendono che né Piacentini, né Parmigiani, né Bolognesi 1756 Int | contro all’altro, voi in Piacenza voltato a sirocco ed io 1757 3, 3 | dispiaccia.~So ben ch’è da piacere~l’onor di stargli a lato;~ 1758 1, 4 | abbattuta,~perché poteo piacergli~bellezza a me piacciuta.~ ~ 1759 1, 4 | bella e nova~vittoria a me piacesse;~e che il più delle occhiate~ 1760 pro | spesa e con molto diletto, piacevoli o serie favolette si rappresentano, 1761 Int | riposare, per allungare a loro piacimento, comecché senza proposito, 1762 2, 4 | gran corpo~farem tutta una piaga.~ ~ 1763 1, 4 | giovinetta~sinor non ha piagato,~e sol rende inesperto~gli 1764 3, 6 | boschetto.~ ~Fam.-Ma che piangi, o mia figlia?~ ~Kon.-Piango 1765 3, 6 | piangi, o mia figlia?~ ~Kon.-Piango i fati inumani,~che atterrando 1766 3, 4 | son’io colei~che non fia pianta, e fia~perdita no, ma acquisto~ 1767 2, 4 | del tuo bel risco,~formi piantata eretta~nodoso, alto obelisco.~ 1768 pro | l’aere, che vien dai non piantati giardini, ozio avvenire 1769 1, 4 | caccia;~ed accorso a que’ pianti~d’uccisa gru col rostro~ 1770 Int | annegare, ed io avrei forse pianto; ma nulla sapendone, accoccolato 1771 Int | più volte ad ingoiarmi un piatto di maccheroni imburrati 1772 4, 3 | vedrete~tutta occupar la piazza~della gran testa, e ombrarvi~ 1773 2, 3 | al patrio trono~sia nel piccol suo grembo~del suo Gigante 1774 pro | maneggiatori de’ nostri piccoli pantomimi.~Ma questo è ormai 1775 2, 5 | ad un cotanto~monarca io piccolina~sul novo soglio immenso,~ 1776 pro | recreat cum corpore somno~ sub picea, et clavam caeteraque arma 1777 5, 1 | nol vedi.~Mirerai l’aere pieno~di alati e bei corsieri,~ 1778 1, 4 | ritenne,~non cedendo ai pietosi~conforti insin che svenne.~ 1779 1, 1 | fatal volo.~Deh allontani pietoso~lo Ciel dai capi nostri~ 1780 Int | lombarda del signor conte Pighetti, erudito inviato dal vostro 1781 3, 5 | andrem noi soli;~v’ha il pigmeismo intero~de’ quai ciascun 1782 2, 3 | tu, suora, m’uccidi~nel pingermi l’ingrata~del forestier 1783 4, 3 | quest’aure in seno,~che in pinguissime foglie~dilata il suo veleno.~ 1784 5, 1 | sopito~proromperà l’ascosa~pioggia delle saette~fatale e velenosa.~ 1785 Int | dalle fragranti lor zuppe ai piramidali desserts. Scompisciamoci 1786 1, 1 | papagallo;~ma il color della piuma~verde purpurea e varia~rese 1787 3, 2 | parole~l’onor mio non si placa,~or che, la tua mercede,~ 1788 3, 6 | Anteo felici!~Or sì, le gru placate,~che non v’ha più nemici.~ 1789 3, 6 | alla sua Terra,~non vuol placato il Cielo~che più sia fra 1790 1, 2 | egli è ben d’aspetto,~ma placido e modesto.~A quei magnanim’ 1791 | poca 1792 Int | quale ampia materia avrei io pocolino a sdraiare, questa burattinata 1793 Int | volte, dopo aver parlato di poesia, ci siamo a buoni e replicati 1794 pro | ottavo. Si è mai udito un poeta recar maggior novero di 1795 | poich’ 1796 4, 1 | ei solleva il sembiante,~polputo il petto e il fianco,~dove 1797 3, 4 | distrutta;~e ben gli orridi polsi~suoi muscolosi e vasti~han 1798 3, 4 | diroccate~fabbriche sparse in polve;~e con lor stritolati~dall’ 1799 4, 1 | tutto il lor sangue,~e in polvere la reggia;~lui si godan 1800 1, 3 | amante,~e avrà guise la pompa~di onor fatto al Gigante;~ 1801 4, 2 | che per gir sconosciuto~pon maschera di onore.~Argomento 1802 4, 1 | e per lor non è poco~se pòn dall’irte aurate~pelli del 1803 2, 4 | ché, se precipitando~te il pondo suo non schiaccia,~respirerai 1804 5, 1 | belle,~contro t’ha concitato~popol, che intorno ai piedi~ti 1805 pro | cosa delle leggi del nostro popoluccio, sappiate come colà il genitore 1806 1, 4 | stanno,~le pareggian le poppe,~che vengono e che vanno.~ 1807 pro | aestus,~caedem Pygmaeis populis, clademque ferentes.~ ~Che 1808 2, 5 | vastissima pupilla~a tutta pormi in foco~bastava una favilla.~ ~ 1809 2, 3 | quello un sembiante,~un portamento, o frate,~da pretendere 1810 Int | certe forme di quelle che portano la randiglia trascrivono 1811 pro | in regalo a Euristeo si portò. Erostrato nelle Immagini 1812 pro | volenteroso ed innamorato diventa, posciaché spaziando già coll’immaginazione 1813 3, 5 | men nel lagrimare~forse poss’io di quella,~io prostrata, 1814 | possano 1815 2, 1 | mole Ei n’avanza~come nella possanza.~Ecco olocausti attende~ 1816 | posse 1817 3, 5 | mia figlia.~Colui ch’è si possente~Marte, invincibil stella,~ 1818 5, 1 | all’arti~de’ medicati odori~possenti a indormentarti;~e su te 1819 | posso 1820 | posson 1821 3, 2 | che me fendesse,~mentre posta a cavallo~de’ nodi suoi, 1822 Int | coll’accetta alla mano per potare gli autori forestieri, come 1823 1, 4 | trafitta ed abbattuta,~perché poteo piacergli~bellezza a me 1824 | potete 1825 | potrà 1826 1, 3 | cosa ho nel core~che non potrian giammai~trarnela tutti quanti~ 1827 Int | tutto il restante di questa povera Italia gorgheggi coi loro 1828 3, 4 | io sposa a Ban ti veggia~precedermi regina.~ ~Neh.-Bel precederti, 1829 3, 4 | precedermi regina.~ ~Neh.-Bel precederti, o bella,~dove ha mortal 1830 5, 3 | Ban.-Miei fidi, io vi precedo:~su quelle labbra a tempo~ 1831 2, 4 | capo tuo propizio:~ché, se precipitando~te il pondo suo non schiaccia,~ 1832 2, 1 | O nostre alte speranze~precipitate a terra!~Non solo con un 1833 1, 4 | uom nato a seguir belve,~precorrerà poi l’albe~dal talamo alle 1834 1, 4 | invisibili reti~disporre a predar mosche,~numerosa, importuna~ 1835 1, 1 | gran danno.~E tu che altrui predici,~fiso ai lumi celesti,~le 1836 1, 4 | ella torna~in sé medesma, e prega~che il suo scorso periglio~ 1837 2, 2 | accende ai Numi avante,~a pregar ch’Ei ci atterri~sugli occhi 1838 3, 5 | quinci udia la regina~le mie preghiere, ond’essa~non indugi al 1839 3, 4 | regno~salvar la gloria e i pregi,~se uccideria la doglia~ 1840 2, 2 | fastosa è più tosto~che il pregio in lei si adempia~d’un’infida 1841 3, 1 | primiera.~Non inoltrar, ti prego,~quella tua destra intera,~ 1842 3, 4 | derise~quai folli i miei preludi,~Fam, che con voi schernisce~ 1843 3, 1 | romoreggia il tuono;~se non premi la voce~tua rimbombante 1844 4, 2 | e di pena che, in core~premuta, uscir non puote~senza che 1845 pro | del fratello di essa si prendono. Tizio ha dalla moglie sua 1846 1, 3 | brandi e scudi,~principi, preparate:~segua ciascun suoi studi;~ 1847 2, 5 | osò poc’anzi~di vantarsene presa~alla regina innanzi,~forse 1848 1, 1 | che lume è di natura.~Suol presagir l’ecclissi~pur troppo a 1849 1, 2 | del mobile Colosso~l’augel prese alla coda~e la meschina 1850 4, 3 | turibolo n’arda,~e curva a lui presenti~sé stessa, e adoratrice~ 1851 2, 4 | nostro~degno di cuor non vili~presentisi a quel mostro.~ ~Neh.-Tu 1852 4, 3 | fra cento mostri~per me presi o feriti;~e, s’io moro, 1853 | presto 1854 pro | permise che la canagliuola presuntuosa gli frugasse fino alle nari, 1855 2, 2 | tu mi pagherai~l’ardor presuntuoso.~Cieco antro, insin che 1856 Int | della sudiciotta mogliera, pretendea saluti dalle nostre petriere.~ 1857 2, 3 | portamento, o frate,~da pretendere il core~da femminil beltate?~ 1858 1, 3 | invariabile~tenor dell’influenza~prevederem de’ Cieli~su noi l’alta 1859 1, 1 | instituite sventure,~la tua non prevedesti?~ ~Kam.-Che di’ tu di gigante?~ 1860 1, 2 | meschina al dosso,~che così prigioniera~stridea con voce tronca~ 1861 3, 6 | appunto ha sett’anni~da che primier lo vidi,~quand’oggi me la 1862 3, 1 | se ne caddi,~ché vi sedei primiera.~Non inoltrar, ti prego,~ 1863 2, 3 | può che Anteo~dal Ciel si privilegi,~sì che da Kon sua sposa~ 1864 pro | num, et Pygmaeorum gentes prodiderunt ante paludea, ex quibus 1865 2, 1 | Già col Nume irritato,~profani, io vi abbandono.~ ~ 1866 1, 4 | cui sino ai menti nostri~profondo, un aer fosco~sulle rive 1867 5, 3 | vili adoratori~indarno or profumate di non ben sparsi odori;~ 1868 4, 3 | avvinto ei giaccia~dai tenaci profumi,~uscite alla grand’opra,~ 1869 5, 3 | puote del maggior Dio la prole,~che già sostenne in spalla 1870 2, 3 | lor legge,~ché a noi le proli accerta.~Poiché incerto 1871 1, 3 | corsi,~antiveder se il cielo~prometta o no soccorsi.~ ~ 1872 4, 3 | germano~del popolo pigmeo.~Né prometton gli aspetti~che amico a 1873 Int | spero che per li nostri pronipoti cittadone sarà vocabolo 1874 2, 4 | macchina viva~sia al capo tuo propizio:~ché, se precipitando~te 1875 pro | staturette la vocina si proporzioni. Ma Ercole, empiendo di 1876 | propria 1877 pro | lo che fare con qualche proprietà, seguendo il mio instituto, 1878 5, 1 | indormentarti;~e su te poi sopito~proromperà l’ascosa~pioggia delle saette~ 1879 Int | replicati brindisi provocati, prorompiamo in una risata. Ma perché 1880 2, 3 | rinunziando i figli~alla prosapia altrui,~dalla sua donna 1881 pro | tenet,~Alcidem Pygmea manus prosternere letho~ posse putat, vires 1882 5, 3 | che, pugnando, ha in uso prostrar mostri e giganti.~Anteo 1883 3, 5 | forse poss’io di quella,~io prostrata, io di aspetto~non furia, 1884 3, 6 | SESTA~Gruh e detti~Gruh.-Mi prostro, ecco, a monarca,~che riconosco 1885 pro | ille, velut pulices, sic proterit hostem,~ et saevi implicitum 1886 4, 1 | quel che dico,~io, che il provai non certo~crudele e non 1887 5, 1 | tua fedele~merti alfin di provarti~sì strano e sì crudele.~ ~ 1888 Int | torto, sgridatemi. Ho io provato cotanto gusto nel conversarvi 1889 pro | garzoncelli ed adulti, ma provetti e togati sediam volentieri 1890 4, 1 | addossa~sì timidi mariti!~Provida la fortuna~contempera e 1891 1, 4 | noi trapassi~per quaranta province~con quattro or de’ suoi 1892 1, 1 | tal che qui coprirebbe~una provincia intera)~un uom, ch’uom fue 1893 Int | buoni e replicati brindisi provocati, prorompiamo in una risata. 1894 1, 3 | colmino i carcassi;~e a provveder di brandi~del regno i più 1895 2, 3 | ad una grue.~ ~Uy.-In ver provvidi e saggi~fur gli avi nostri; 1896 5, 3 | mercé sua, tremanti~tal che, pugnando, ha in uso prostrar mostri 1897 Int | che da luogo a luogo sulle pulci e sulle cimici si muovevano, 1898 pro | suas.~Excitus ille, velut pulices, sic proterit hostem,~ et 1899 2, 4 | morirsi è giunto.~Puoi tu pungere in guisa,~benché minor di 1900 4, 1 | col baldo una melensa.~Chi puniracci? Il mostro~che careggiommi 1901 4, 2 | Uy, Has in disparte~Ban.-Punirò mia sorella.~Come io soffrirla 1902 4, 2 | incostante,~né la vorrei punita.~Una lagrima sua~val più 1903 4, 1 | Garrulissima donna,~s’elle punite andranno,~sarà tua lingua 1904 1, 3 | gagliardi~si sprovedan di punte~gli eccelsi ispidi cardi.~ 1905 2, 4 | irritata~vespa un de’ nostri ha punto,~sì che per la ferita~l’ 1906 4, 2 | che cento volte e cento~punzicandole il core,~vi sveglia il pentimento.~ ~ 1907 2, 5 | quella azzurra~vastissima pupilla~a tutta pormi in foco~bastava 1908 | purché 1909 1, 2 | risi~denti in candor più puri~dei candidi narcisi!~ ~Has.- 1910 3, 6 | Kam.-Pria vo’ di decollate~purissime colombe~al buon Mamone~ ~ 1911 1, 3 | formin le creste~bianche purpuree e gialle~o a più color dipinte~ 1912 pro | prosternere letho~ posse putat, vires non bene docta suas.~ 1913 3, 2 | gl’impudici avanzi~in te, putta, rifiuta.~Spariscimi dinanzi.~ 1914 pro | 27 d’Ezechiele: Sed et Pygmaei, qui erant in turribus tuis, 1915 pro | clangoribus aestus,~caedem Pygmaeis populis, clademque ferentes.~ ~ 1916 pro | 6 cap. 30: Quid num, et Pygmaeorum gentes prodiderunt ante 1917 pro | caeteraque arma tenet,~Alcidem Pygmea manus prosternere letho~ 1918 4, 3 | una clava.~Calcolai sul quadrante~le gigantee giunture,~pari 1919 1, 3 | per valli, piani ed erte,~quadrupedi serpenti,~le rapide lucerte,~ 1920 | qualch’ 1921 | qualcuno 1922 | qualora 1923 | quante 1924 pro | Ma Ercole, empiendo di quattordici sillabe i suoi discorsi 1925 | quegl 1926 | quibus 1927 | Quid 1928 pro | cadersi ridevolmente di bocca: Quinam homunciones illi sunt, qui 1929 Int | dicembre dell’anno 1717. Alli quindici del venturo gennaio, al 1930 Int | crepare que’ parlatori di rabbia, facendoci un complimento 1931 2, 4 | membri immensi~e, noi duci, raccolga~da quante son le vite~de’ 1932 Int | alcuni esimi copisti della Raccolta delle lettere dei dodici 1933 pro | tutto favola quello che si racconta dagli scrittori. E siccome 1934 5, 1 | quegli occhi sì biechi:~raddolciscili, e ascolta~se questa tua 1935 3, 5 | fiori~le stridule cicale?~Rado è che a me lo strale~scorra 1936 3, 6 | carpone~e che s’aperse il raggio~su me della ragione,~la 1937 Int | amicizia e la mia gratitudine raggirare. Eccomi però accigliato 1938 pro | di scena, o mostrerà di ragionar nella scena coll’appariscenza 1939 1, 2 | per affetto;~e con voi mi rallegro,~non men che col mio trono,~ 1940 pro | Nilo. Qui le lucertole ed i ramarri saran figura di serpenti 1941 5, 1 | La viola, il tabacco,~il ramerin, la felce~son poscia alberi 1942 Int | vostra memoria, e per quanto rammemorandole sorridiate, i cari denti 1943 Int | escirà.~Seguitiamo dunque a rammemorare quello che nel cittadon 1944 3, 6 | allora eri fanciullo,~né rammentar già puoi~miei cangiati sembianti;~ 1945 Int | Ma coteste son cose già rancide in vostra memoria, e per 1946 Int | di quelle che portano la randiglia trascrivono alle quali poi, 1947 Int | forestieri, come le viti lor rannicchiate, pretendono che né Piacentini, 1948 2, 2 | dell’onte~con cui le gru rapaci~stridonci in sulla fronte,~ 1949 1, 3 | quadrupedi serpenti,~le rapide lucerte,~vibrerò tanti strali~ 1950 3, 6 | Gruh vedi~per una grue rapito~da bambolo, ai tuoi piedi.~ 1951 pro | piacevoli o serie favolette si rappresentano, e ciò con tanta felicità 1952 pro | vedermeli da esse famigliarmente rappresentare, per mia , che dagli avvertimenti 1953 2, 3 | miei guardi un vetro~che la rappresentasse~veridico e sincero,~qual 1954 pro | libero di questa burattinesca rappresentazione, alla quale non Aristotele, 1955 pro | fabbriche delle giocose e serie rappresentazioni, ne’ quali la riuscita se 1956 3, 6 | cangiati sembianti;~né anch’io ravviso i tuoi.~Una grue smisurata~ 1957 3, 6 | al manto,~all’aria alta e reale.~ ~Kam.-Ma te non conosc’ 1958 pro | fonti del Nilo, patria e reame già de’ Pigmei, ascendendo, 1959 4, 3 | spoglie, e nodosa clava~si reca in sulle spalle.~Voi fra 1960 pro | Si è mai udito un poeta recar maggior novero di gravissime 1961 4, 1 | Fruh sua nuova anchella~recargli ambe le spose?~I due cugini? 1962 4, 3 | in spalla~costui quella recarsi~spoglia narrata e gialla,~ 1963 4, 1 | strale ama, arco o faretra,~recherassi a dispetto~non l’imeneo 1964 pro | Alciato.~ ~Dum dormit, dulci recreat cum corpore somno~ sub picea, 1965 pro | gru:~ ~Oceani advolitant refluos clangoribus aestus,~caedem 1966 pro | leone, la piccola preda in regalo a Euristeo si portò. Erostrato 1967 5, 1 | che al turribulo avanti~reggano i lumi tuoi.~Qua mi spinse 1968 4, 2 | sussurrò bugiarda.~Se non regge l’accusa,~vo’ che vil laccio 1969 1, 2 | augei mal atte~femmine a regger briglia!~Lei mangiata ha 1970 3, 5 | siam d’un sangue alfine~da reggere alle offese.~Io n’andrò 1971 pro | che qualcuno di lontana regione, avvenutosi in esse, ha 1972 3, 1 | all’orecchio~del misero regnante~tra il fragor che ne introna~ 1973 1, 1 | confini~che cerchiano i tuoi regni.~Qual gran monte di carne~ 1974 Int | complimento per la prima regola degli attivi, e sia: io 1975 3, 4 | e Giove,~che agli astri rei fan guerra,~lontani al tuo 1976 1, 4 | se dentro alle lor salme~religïon tacesse~nascondersi quell’ 1977 4, 2 | tue sien le gelosie,~o me renda geloso~ch’altri al tirar 1978 4, 3 | avvelenati~a noi colla sua morte~rendan più amici i fati.~Ciò segua, 1979 pro | ragione inventato che me l’ha rendutoaccetto, e mercé della 1980 2, 2 | Deh da un bel pentimento~a replicar le note~tacciute al Nume 1981 Int | poesia, ci siamo a buoni e replicati brindisi provocati, prorompiamo 1982 1, 1 | piuma~verde purpurea e varia~rese le tre mal caute~visibili 1983 3, 4 | dai nocevoli aspetti~fu reso a te nocente;~allor Venere 1984 pro | de’ suoi felici nipoti, respira. Ed ecco il fine per cui 1985 5, 1 | cui dalle selve nostre~respirano i fïori.~ ~Ercole.-Ma che 1986 2, 4 | pondo suo non schiaccia,~respirerai dal colpo~sedendo in quella 1987 5, 1 | nostro;~né scampo altro ci resta~che insidiar l’ova, in cui~ 1988 Int | pretendono che tutto il restante di questa povera Italia 1989 3, 3 | Quasi un solo suo grido~restar mi fe’ senz’alma;~e, se 1990 4, 3 | libera alle sue voglie~resti colei che indarno~legar 1991 4, 1 | umìli~a trar de’ giorni il resto~miseri e vedovili.~ ~Fruh.- 1992 1, 4 | siepi e fosche~le invisibili reti~disporre a predar mosche,~ 1993 Int | stesso con meno, ma in quel ri sta tutta la forza dell’ 1994 2, 2 | quelle sue chiome~bionde, ricciute e belle~dall’alto immenso 1995 5, 3 | dentro il vello nemeo~io li ricetti, e un dono ne faccia ad 1996 4, 1 | del Gigante,~securo a me ricetto.~Ivi, sedendo in pace,~vedrò 1997 4, 3 | donzelle e vecchi inetti,~ricevete in trionfo,~pria che il 1998 2, 1 | che vuota Ei stende,~torni ricolma e piena;~ecco un bel pomo 1999 pro | sieno i lor fiumi, e che non riconoscasi per essi altro mare che 2000 3, 1 | i Pigmei giunto, in elli~riconosciti al piede~gli umili tuoi 2001 5, 1 | spinse il tiranno~vile, ricorso all’arti~de’ medicati odori~ 2002 5, 3 | in Ciel che impunito non rida il tradimento.~ ~Il fine~ ~


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