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Pier Iacopo Martello
Lo starnuto di Ercole

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  • ATTO TERZO
    • SCENA  TERZA Kon, Neh e detti
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SCENA  TERZA

Kon, Neh e detti

Fruh.-Qual terror, principesse,

vi trascolora il viso?

Non fu questo tremuoto

che del Gigante un riso.

Desio d’ambe acquistarvi

fa ch’egli or ne minaccia:

non so se la novella

vi piaccia o vi dispiaccia.

So ben ch’è da piacere

l’onor di stargli a lato;

così pur quant’è bello,

non foss’ei smisurato.

Non so come di tanta

mole gioir secure

possano amanti e spose

sì piccole figure;

ma vi ama ambe egualmente.

Se non v’ottien, sua mano

questi eccelsi palagi

schiacciar promette al piano;

e il farà, sol ch’ei stenda

la formidabil palma.

Quasi un solo suo grido

restar mi fe’ senz’alma;

e, se non che lo sposo

trovai per rincorarmi,

mi opprimea la gran voce,

che ancora ahi! d’udir parmi.

 




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