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| Pier Iacopo Martello Lo starnuto di Ercole IntraText CT - Lettura del testo |
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SCENA TERZA Kon, Neh e detti Fruh.-Qual terror, principesse, vi trascolora il viso? Non fu questo tremuoto che del Gigante un riso. Desio d’ambe acquistarvi fa ch’egli or ne minaccia: non so se la novella vi piaccia o vi dispiaccia. So ben ch’è da piacere l’onor di stargli a lato; così pur quant’è bello, non foss’ei smisurato. Non so come di tanta mole gioir secure possano amanti e spose sì piccole figure; ma vi ama ambe egualmente. Se non v’ottien, sua mano questi eccelsi palagi schiacciar promette al piano; e il farà, sol ch’ei stenda la formidabil palma. Quasi un solo suo grido restar mi fe’ senz’alma; e, se non che lo sposo trovai per rincorarmi, mi opprimea la gran voce, che ancora ahi! d’udir parmi.
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