A Milano
Passò in questa età a Milano, e s'abbaté nel tempo che
'l cardinale Borromeo, oggi san Carlo, era nel fervor della riforma di quella
chiesa, et in particolare con rigoroso zelo ridusse i confessori a cosí stretto
numero, o perché in loro trovasse grand'ignoranza, o perché sapesse gravi abusi
introdotti nell'amministrazione della penitenza, che v'erano delle chiese, in
quali non ne rimase alcuno. Aveva trovato mezzi quel pastore di sapere le
condizioni, vita e qualità anco de' claustrali, come si vidde che tanti ne
partirono senza aspettar giudizio. Si può congietturare quali relazioni tenesse
de 'l padre Paolo, perché lo fece chiamare e, contro ogni sua inclinazione, volse
ch'ascoltasse le confessioni, valendosi di lui non solo nella chiesa del suo
ordine, ma in altre ancora, secondo che faceva di mestiero, e gli prese molto
affetto, onde lo vedeva molto volentieri. Lo faceva intervenire nelle piú
difficili discussioni de' casi di coscienza e nelle consulte di varii
accidenti, ove si ricercasse il parere de' piú dotti religiosi, e spesse volte
voleva che restasse a cibarsi nel refettorio suo. Imperoché quel cardinale, ad
imitazione di quei antichi santi pastori Ambrosio et altri, frequentemente
faceva vita comune e mensa con quelli del suo clero.
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