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| Fulgenzio Micanzio Padre Paolo IntraText CT - Lettura del testo |
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In questo stesso tempo alle sue naturali debolezze s'aggiunsero due infirmitadi gravissime, ch'ha portato per molti anni. Imperoché vivendo, come s'è detto, con estrema tenuità, e non bevendo ch'acqua, et anco in modo che i giorni, anzi anco piú giorni non beveva, e quando la sete l'invitava, andava al pozzo e beveva una sol volta, gli sopravenne una stitichezza cosí grande, che parerà cosa strana, e pur è vera. D'ordinario stava tre giorni, alle volte tutta la settimana senza che le parti naturali destinate all'espulsione degl'escrementi facessero il lor offizio, e con tanti dolori, per avergli cominciato anco un travaglio d'emorroide, che dalli sforzi violenti e longhi contrasse una procidenzia dell'intestino retto, accompagnata da un flusso epatico, che ha portato sin alla vecchiezza. In questa occasione cominciarono i prescritti de' medici, co' quali conversava piú per discorrere dell'arte che per valersi dell'opera loro (avendo egli di già anco in quella età fatto grandissimi progressi in quella scienza, in cui dopo si vidde a meraviglia eccellente) et anco l'essortazioni degl'amici ad indurlo a bever vino. Al che però non s'arrese, se non dopo l'anno 30 di sua età, et anco con difficoltà grandissime. Né mai in 41 anni ch'ha vissuto dopo ha potuto aggradir il vino che non fosse bianco, per la similitudine che tiene con l'acqua. E tra le cose di che diceva essersi pentito in sua vita questa è una, di aversi indotto a bever vino. Gl'affetti naturali si moderano, ma non credo che s'estinguano mai. Rari sono stati gl'uomini ch'abbino potuto ben commandar a se medesimi. Ma per avventura non sarà facile ritrovarne alcuno generalmente et in tutte le occorrenze piú patrone e che piú commandasse a' suoi affetti di lui; se precedeva il suo giudizio, niuna cosa era sufficiente a muoverlo contro di quello. Niun cibo gl'eccitava l'appetito, se lo stimava nocivo. Nissuna medicina prendeva con altra maniera che come fosse stato cibo gustevole, se credeva che fosse proficua; e cosí nel rimanente. Nondimeno diceva che niuna cosa aveva vinta con piú difficoltà che di lasciar l'acqua e bere il vino. Ma parte per la sua complessione, ch'era d'una magrezza incredibile, parte per le congiunte infermità, era così disposto che mai fu persuaso di poter viver un anno. Lo attestano tutti quelli che gli sono stati famigliari che, se non computava ogni giorno per l'ultimo, computava almeno ogni anno, al contrario di chi disse che non è alcun tanto vecchio che non speri piú d'un anno di vita; et egli non si raccordava esser mai stato cosí giovane, che vi sperasse un anno. A questo vien attribuito che ne' studii, avendo fatto un progresso sopra ogni umana credenza et essendo in quelli cosí immerso, che pochi giorni passò in vita privata in quali non avesse almeno otto ore studiato, però mai volse scrivere alcuna cosa da publicare, sino che le publiche necessità non ve lo costrinsero. E nell'azzioni riusciva agl'amici, come loro dicevano, freddo, non attivo, non risoluto; perché non s'applica alle azzioni di longa conseguenza chi non ha speranza di vita.
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