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Fulgenzio Micanzio
Padre Paolo

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  • L'accomodamento fra Roma e Venezia
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L'accomodamento fra Roma e Venezia

Nel fine di quest'anno e nell'ingresso del 1607 l'accomodamento fu dal re di Francia conchiuso col mezzo del cardinale di Perron in Roma; et essecutore e mediatore fu il cardinale di Gioiosa, il quale, per interposizione di monsieur di Fresnes, ambasciatore del re Cristianissimo, fece ogn'opera acciò il padre s'abboccasse con lui, asserendo che, oltre che per l'accomodamento era compreso nella causa publica come consigliero, aveva anco speciali commissioni da trattar seco cose concernenti la sua grandezza. Penetrò il padre il fine del cardinale, diede conto del tutto al publico, e volendo l'eccellentissimo collegio sopra ciò udire il suo parere, quasi rimettendo alla sua sola prudenza la risoluzione, egli rispose in modo che da quei sapientissimi senatori fu risoluto che non trattasse col cardinale. E tra l'altre ragioni, perché, non avendo mai il senato voluto assentire o benedizzione o assoluzione, de' quali non aveva bisogno, non si poteva prevedere ciò che fosse per fare in un privato raggionamento di gran cardinale con un frate. E fosse pur il padre quanto volesse parco nel parlare, era in poter d'altri ampliarlo a suo piacere. E non può far peggio salto un che serve un prencipe et ha già l'odio rispetto d'un altro, ch'ascoltar alcuna cosa, potendo insospettire l'uno, senza speranza di placar l'altro.

Nell'accomodamento fu una delle condizioni che la serenissima republica rendesse la sua grazia a tutti quelli che non fossero nominatamente specificati. Per il che, come tanti ritornarono nello Stato, ch'avevano gravemente offeso il publico, cosí fu il padre compreso in individuo, oltre la disposizione della ragione comune e dottrina de' giurisconsulti che, fatta la pace col prencipe, s'intende fatta co' consiglieri suoi. Il che poi anco il papa medesimo Paolo V nominatamente ratificò all'ambasciatore Francesco Contarini, oggi serenissimo prencipe di Venezia. E restarà fondata questa verità per le cose seguenti, che, parlandosi del padre Paolo in individuo, disse il papa aver data la sua benedizzione a tutti e non voler che piú si parlasse delle cose passate. Sopra le quali promesse di cosí gran prencipe e sopra la coscienzia propria stava il padre con l'animo sereno e mente tranquilla, servendo il suo natural prencipe colla diligenza e fede che sin all'ultimo spirito conservò incomparabile.

Fu anco trattato piú volte, se 'l padre dovesse visitar il nunzio Gessi, mandato a Venezia dopo l'accomodamento. Fu detto per offizio fatto coll'ambasciatore in Roma, perché ciò mostrava un segno di riverenza. E ciò rimesso alla sua consultazione, egli, quanto a sé, si mostrò prontissimo; ma atteso il modo di trattare de' nunzii anco col prencipe medesimo, ove possono valersi del pretesto della religione, fu risoluto che dall'eccellentissimo collegio gli fossero prescritte le parole precise da usare, et anco che cosa dovesse tollerar o risponder in caso che 'l nunzio, come pretendeva, fosse entrato nella causa. Il che ebbe tanta varietà d'opinioni e contrarietà, che senza risoluzione cadé il negozio. Indi anco avvenne dopo ch'i piú gran Prelati di questo Stato, vescovi e patriarchi indifferentemente quando è loro occorso, hanno trattato i loro negozii col padre, altri visitandolo nel suo monasterio, altri mandandolo a chiamare alle case loro.

 




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