Paragrafo
1 I | nessun figliolo de' suoi, e pensò d'andare a prenderne una
2 III | Tutto per il meglio». Poi pensò ai suoi obblighi di padrona
3 VI | dondolava gemendo. «È il gatto» pensò il Dottorino a cui il vino
4 VII | ottenuta una riabilitazione, e pensò rivolgendo la mente a Rachele: «
5 VIII| In un giorno di sgomento pensò: «Le donne sono onnipotenti.
6 VIII| fu tanto disgustato che pensò di non rimettere più i piedi
7 X | di quella voce. Ella non pensò di resistere a quel fascino
8 X | erano i mobili di casa. Egli pensò che ormai non c'era più
9 X | le cose ammodo.~Giovanni pensò con profonda tristezza la
10 X | schernisse dalla sua cassa, e pensò che stava per andarsene.
11 X | stava per andarsene. Poi pensò alla lontananza ignota del
12 X | anche la parrocchia. Ci pensò a lungo, perché non aveva
13 XI | doveva averne tanto bisogno, pensò che forse le mancava il
14 XI | vendevano per poche lire. E pensò che lei era come quell'asino.
15 XI | Cosa potrà avere? Ma!». Poi pensò che i campagnoli non sanno
16 XI | sua stanza. Alla Matta non pensò più.~ ~La bella contessa
17 XII | gola.~Un momento Giovanni pensò che quella lettera era stata
18 XII | sua gelosia insensata, non pensò che a ravvivare l'amore
19 XIII| Quella stupida donna!» pensò. «L'avrà tolta fuori per
20 XIII| nel fossato.~«Mi aspetta» pensò.~Ma Rachele era così assorta
21 XIII| per comprenderlo.~«È vero» pensò. «Sono troppo vecchia per
22 XIII| ideale fosse svanito così. Ci pensò lungo la notte, e ci pensò
23 XIII| pensò lungo la notte, e ci pensò il mattino in ferrovia,
24 XIII| rivedere Rachele. Poi ci pensò a Milano, lungamente, sempre.
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