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| P. Amedeo Cencini, FDCC Il cammino dello Spirito nella vita consacrata… IntraText CT - Lettura del testo |
Chi davvero s’avvicina a Dio, come fa l’orante, dovrebbe anche sperimentare …quanto ne sia distante. È un principio forse un po’ singolare, ma che rientra nella natura della preghiera cristiana o nella logica dell’intimità divina. Forse è addirittura una prova dell’autenticità di questo avvicinamento, perché quando ci si accosta al Radicalmente Altro è inevitabile percepirne tutta l’alterità e diversità, o lasciare che la sua luce illumini e renda evidente quanto in noi s’oppone alla sua parola, ma spesso non è così evidente.
Ogni preghiera dovrebbe contenere questo accento penitenziale, altrimenti non è vera, semplicemente. E non solo nel senso puramente penitenziale e negativo del termine, con séguito di richiesta di perdono, ma in quello fors’ancor più profondo di lasciar emergere il male che c’è in noi, i nostri dèmoni, le radici spesso inconfessate di certe attrazioni meno evangeliche, quelle sottilissime tendenze motivazionali che rischiano di non esser mai scoperte e che minano alla radice -proprio perché incontrollate- ogni opzione di vita evangelica… Non solo l’esame di coscienza, ma ogni orazione, dalla lectio della Parola alla preghiera del Salmo, dovrebbe esser anche un pellegrinaggio verso le fonti dell’io, e determinare una maggior conoscenza del proprio cuore.