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ACQUA. Vedi PIOGGIA.
ACQUA FORTE. Utilissima è una tal'Acqua
per le Librerie, mentre con essa si levano le inutili scritture che spesso
deformano gli ottimi Libri: si mondano le coperte loro di pergamena, levandone
dalle schiene i replicati titoli, numeri, e che so io. Bisogna però avvertire
che sia legittima, e di Zecca, fatta apposta per partire i metalli; altrimenti
riesce inefficace, e promuove, come suol dirsi, senza risolvere; cioè fa
ismarrire alquanto la scrittura, e divenir rosseggiante, o gialliccia, e non
levandola, viene piuttosto a viepiù deformare gli stessi Libri. Una tal forza
acquista essa dal nitro, di cui è composta; del quale Chi gli ha dato tal
proprietà, dice per Geremia 2, 21: Si laveris te nitro, maculata es.
Asterse che sieno le dette scritture, o coperte, una, o più volte, secondo
la resistenza degl'inchiostri, convien raddolcirle coll'acqua semplice, immergendo in essa le prime per breve
spazio, e astergendo con picciola spugna le seconde. Diligenza ci vuole
nell'adoprarla, guardandone gli occhi, e le mani, per non ferir quelli, e
abbruciar le dita di queste. Le scritture, principalmente ne' frontispicj, si
possono con essa levare anche senza staccarli, ponendovi sotto duplicate carte,
e poi con grande industria e cautela immergendoli nell'acqua; lo che certamente
non è per tutti. E qui parmi ben fatto d'avvertire uno sbaglio che si prende a
carte 377 della Capponiana Libreria, dicendosi, essersi tentato di levare
alcuni versi nel suo Esemplare
dell'Italia Liberata del Trissino in varj luoghi con l'acqua forte;
mentre essa non ha antipatia, né efficacia alcuna coll'inchiostro tipografico,
composto di negro fummo, olio di lino, e vernice, ma solo con quel da scrivere,
quando sia fatto col vetriolo, ch'è metallico, contrastando essa e vincendo
soltanto varj metalli e metallici; di modo che leva anche gli schizzi di esso
caduti sulla stampa; lasciando essa illesa. Que' versi adunque doveano
raschiarsi con affilato coltellino, che su carta forte e sostenente una tal
raschiatura, adoprato, e non l'acqua forte, li avrebbe obliterati e fatti del
tutto isvanire.
ACQUA SALSA. Vedi MACCHIE.
AGHI. Con questi alle volte si uniscono
da persone zelanti certe carte ne' Libri per impedir ad alcuno la lezione di
qualche passo lubrico, altri usano a cucirle, altri ad incollarle; tutto ciò
non poco pregiudica i Libri, massime se sien rari e di conto. Non mancano Libri
immuni da ogni pericolo, e da potersi leggere inoffenso pede da
ciascheduno.
ARME. Le Arme de' possessori de' Libri su
le coperte di essi improntate o con ferro rovente, o a forza di torchio, sono
facili a logorarsi, e obliterarsi, e offendono le coperte liscie de' Libri
vicini.
ASSENZIO. Erba amarissima, posta da
alcuni in principio e in fine de' Libri, supponendola un gran preservativo da'
tarli; ma, a mio parere, quasi del tutto inutile a tale effetto: mentre se i
tarli sono così avveduti e ingegnosi che traforano alle volte gl'interi grossi
Volumi solamente negli spazj interlineari, schivando la tenue amarezza dello stampato,
quanto più sapranno evitare alcune foglie di quell'amarissima erba in due soli
luoghi riposte? Oltre di che, aprendosi i Libri, cadono per lo più le dette
foglie, e, imbrattando prima le Librerie, si perdono.
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