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CANI. Convien bandirli affatto dalle
Librerie, atteso il loro istinto d'alzar la gamba nell'orinare; principalmente
dove le scanzìe sono quasi fino in terra; essendo a' Libri perniciosissima la
loro orina. Vedi ORINA.
CANTONI. Gli antichi munivano i loro Libri legati in
tavole, e cuojo con cantoni d'ottone, i quali servivano e per fortezza, e per
bellezza di essi; perché collocati su banchi non offendevano i vicini; come
farebber'ora riposti accanto ad altri nelle scanzìe. Spesso però
irrugginendosi, malamente trattavano le prime e le ultime carte.
CAPITELLI. Così si chiamano que'
cordoncelli che sotto e sopra si pongono da' legatori interiormente alle
schiene de' Libri legati in cuojo, o in pergamena (che in rustico non s'usa a
porveli). Servono questi e di decoro, e d'utilità notabile ad essi; mentre
chiudono l'adito a varj insetti, e alla polvere. Pochi però sono que' legatori
che li faccian perfettamente, rotondi, grossetti, stabili, di seta, e di
varj colori. Unico in ciò era il nostro Lorenzo Tedesco qui in Padova. Per lo
più si fanno con somma negligenza, o per imperizia, o per infingardaggine;
sottili, smunti, poco fermi, e perciò quasi subito scostantisi dalla schiena
de' Libri, con isdegno e fastidio degli amanti di essi; fortissimi si tessevano
e piantavano dagli antichi, benché di semplice
filo.
CAPPETTE. Vedi FIBBIE.
CAPRETTI. Delle pelli di essi, e massime qui
in Italia, di Fabbriano, si fanno elegantissime coperte a' Libri. Vedi
MEMBRANA.
CARTATURA, o sia Numerazione delle
Carte, o Facciate de' Libri. Spessissimo errata anche ne' Codici de'
più celebri Stampatori, con pregiudizio degli Indici, ne' quali i paragrafi non
corrispondono alle carte mal numerate. Si potria rimediare ad un tal disordine
colla penna.
CARTE ANTICHE. Molto per lo più migliori
delle moderne, massime quelle dall'Invenzion della Stampa fin al 1500 essendo
pure, ben trite, sode, e candide: dal 1500 al 1600 pur buone, benché più
sottili; dopo un tal tempo se ne fecero in gran quantità di deboli, fosche ed
impure, e non sostenenti la scrittura. Le prime e le seconde essendo macchiate
tollerano la lavazione; le terze, poco, o niente; principalmente molte de'
nostri tempi, affatto senza colla, e sottili a guisa di tele di ragno; e ciò
non ostante sono tutte carissime; credendosi che ciò proceda dall'eccessivo
prurito di stampare che oggidì da per tutto alligna.
CARTE COLORATE. Si schivino nel coprire i
Libri, o nel foderar interiormente le lor coperte, o nel porle innanzi e dopo
ad essi, volanti, quasi per riguardo, mentre col tempo inumidendosi imbrattano,
e deformano i Volumi.
CARTELLI. Così volgarmente si chiamano
que' pezzetti quadri di cuojo cremisino su cui s'imprimono con caratteri di
ferro, di ottone, o di bronzo le lettere majuscole d'oro indicanti
succintamente i titoli de' Libri. Questi, oltreché pochi sanno farli con
eccellenza, spesso si staccano, e perdonsi. S'è trovata poco fa la maniera di
tinger di varj colori il fondo d'essi su le schiene de' Codici legati in
pergamena, dove s'improntano le lettere, e così sono stabili e permanenti;
purché i colori sien forti, e col tempo non ismarriscano,
CARTICINI. Nello stamparsi i Libri occorre
spessissimo, che mancando in fine la materia per riempire un intero foglio, si
stampino per lo più due carte attaccate a un foglio de' primi, (usandosi quasi sempre nelle stamperie d'imprimere i primi fogli in
ultimo luogo) che sogliono accennarsi a' legatori con linea da una e dall'altra
parte, affinché le taglino, e riponganle nel fin de' Volumi per compimento di
essi, e queste due carte, se il Libro è in 8 si chiamano Carticino. Ciò
può succedere anche in altri siti de' Libri, per rimediare a qualche notabile
errore, con una, o più carte ristampate: nel qual caso si lacerano le carte col
fallo, per sostituir loro le immuni da errore. Frequentemente però succede che
si perdano questi Carticini, o che per inavvertenza si lascino attaccati al
foglio dove furono uniti, non badando alle suddette linee i trascurati
legatori, o i loro garzoni; e così i Volumi pajono imperfetti, e nol sono. Un
Libro tutto stampato a Carticini (cosa bizzarra ed insolita) è quello del
Zanchi de Origine Orobiorum.
CARTONI. Chi vuole una legatura di poca
spesa, ed elegante nel suo genere, detta in rustico, quasi a
guisa d'un tal'ordine nell'Architettura, faccia legare i suoi Libri in buoni e
fini Cartoni, e sostenenti la scrittura de' titoli; quai sono in Italia per lo
più i fabbricati nella Riviera di Salò, almeno a me noti e sperimentati. Così i
Libri sono come sempre nuovi, e se
le coperte s'imbrattano, o laceransi, con facilità, e menomo dispendio si
rinnuovano. In alcuni paesi sono così goffi i Cartoni, vili e deformi, che
fanno rivoltar lo stomaco a chi in tal materia è dotato di qualche buon gusto.
CERA. Leggendo alcuni di notte, per
vederci meglio, adoprano candellette di cera (dette volgarmente cerino, candelino,
o majolo) da cui cadendo gocciole su le carte, vengono a
pregiudicarsi i Libri. Queste con coltellino si levano, restando scoperte le
lettere da esse offuscate, ma lasciano macchia indelebile. Nelle Chiese, a chi
non usa buon riguardo, succede ciò frequentemente sovra i Messali, e su le
solite Tabelle che stanno appoggiate a gli Altari, a cagione delle candele che
in essi si accendono.
CIPRESSO. Le Scanzìe di Cipresso sono
eleganti, e forse preservano i Libri da' tarli, ma offendono il capo degli
studiosi, se troppo davanti vi si trattengono, col troppo grave, e
intollerabile loro odore.
COLLA. Pochissima ne adopravano i nostri
antichi nel legar in pergamena i lor Libri, senza fodera di cartone; e così
erano più immuni da' tarli, e da' topi, de' quali suol'essere gratissimo
pabulo. Alcuni per preservativo da quelli pongono in essa l'orpimento; che
gitta fuori un gialliccio macchiante le carte prime ed ultime de' Volumi; onde
meglio sarà non usarlo.
COLORI. Sogliono i moderni legatori o
tingere d'un sol colore, o spruzzare gli orli de' Libri con varj; ma se non sono
bene avvertiti, innanzi di ciò fare, di strignere fortemente i Volumi nel
torchio, imbrattano malamente tutti gl'interiori margini, con disgusto
sensibilissimo de' dilettanti.
COPERTE DI PERGAMENA. Quando le Pergamene
sien belle, asciutte, ed immacolate, sono la materia più atta, e a proposito
d'ogn'altra per coprir Libri; mentre se col tempo si sporcano, con facilità si
mondano, e diventano come nuove. Le Ollandesi son belle a maraviglia: le
Fabbriane in Italia sono anch'esse assai nitide e decorose.
COPERTE DI PERGAMENA SCRITTA. Le
Pergamene scritte o d'ambe le parti, o tuttavia da una sola (da cui già traspar
la scrittura) sono vilissime, adoprate o da spilorci, o da poveri Religiosi, o
da ignoranti; da' quali Dio sa quanti preziosi Manoscritti furono perciò
manomessi, e straziati! e screditano i buoni Libri; come gli eccellenti Quadri
dalle rozze cornici vengono screditati.
COPERTE SPORCHE, o LACERE. Queste
pure avviliscono i Libri, e le Librerie, e mostrano il pessimo gusto de' possessori
degli uni, e dell'altre; e ciò si dice generalmente, potendosi di ciò dare una
qualche eccezione, come si vede in S. Filippo Neri, che interrogato perché
comperasse Libri mal legati, solea rispondere di comperar Libri, non affetti.
S. Carlo però, suo amicissimo, facea legare i Libri Sacri sontuosamente.
CORDELLE, O STRINGHE. Molti per lo
passato facean porre nelle coperte de' Libri quattro cordelle, di seta per lo
più, ovvero quattro stringhe di pelle, per chiuderli ben così, affine, cred'io,
di conservarne la buona simmetrìa, o di preservarli dalla polvere, e
dagl'insetti; anzi alcuni più appassionati pe' Libri, due nell'alto, e due nel
basso di essi, cosa bella e utile in idea, ma difficile nell'esecuzione,
essendo l'uomo impaziente e incostante in tali minute osservanze; onde per lo
più succedeva che slacciandoli per leggerli, ulteriormente non si
allacciassero; e restando perciò pendenti i legami per lungo tempo, si
consumavano, e si perdevano o tutti, o in parte, con poco decoro de' Libri, restando
anche spesso i buchi di esse nelle coperte, che apparivan perciò vili e
deformi. Fu per tanto ottimo consiglio abbandonare affatto una tale usanza,
sperimentata non solo inutile, ma anzi dannosa; ritenendola soltanto ne'
piccioli Volumi contenenti Orazioni, e Raccolte poetiche da presentare a
personaggi distinti.
CORPI COMPOSTI DI MOLTI TOMI. Non è, a
parer mio, del tutto sano consiglio il formar Corpi di Libri di picciola mole,
composti di tante Parti separate, mentre, se la continua sperienza c'insegna
che anche i formati di poche Parti spesso si separano e si disgiungono (come, e.gr.
l'Opere di Cicerone di varie preclare Edizioni antiche, a segno che di rado
possono perfettamente riunirsi) che sarà di quei che constano di 50 e più Tomi?
I varj accidenti, di trasporti, di furti, d'imprestiti, d'acqua, di fuoco, e
che so io? li renderanno imperfetti; e così, laddove avran costato tanti
danari, il prezzo loro diverrà affatto vile; e questa novella usanza ritrovata
per utile di alcuni, si renderà col tempo per molti dannosa.
CUCITURA. Quella degli antichi ne' Libri
era fortissima e diligentissima, e perciò dopo più secoli non si moveano i
fogli e i quinternetti dal loro sito. Ora è debolissima e negligentissima,
lasciandosi spesso fogli non cuciti, (con evidente pericolo di perdersi) ovvero
cucendosi con punti sì rari, e con fili sì deboli, che dopo d'aver alcune volte
aperti i Libri, e voltatene le carte, si veggono uscir fuori i fogli da' lor
cancelli, con disgusto sensibilissimo di chi li fece legare. Cucivanli gli
antichi con molti doppj, e grossi strevi, (per valermi del comun
librario vocabolo) or quadrati, or rotondi: i moderni, con rari, semplici, e insussistenti; molti de' quali
scioccamente segano, per introdurveli, le schiene de' Codici, indebolendone
così i fogli, i quali poi vengon cuciti a sottili e meschinissimi spaghi,
maniera frequente, ma pessima, di legare, e di pochissima durata. Quasi tutti
poi usano nel cucire, per più speditezza, non di pigliar ciascun foglio, ma due
per volta.
CUOJO. La sperienza continua fa conoscere
non tornar conto a far legar Libri in Cuojo di qualsisia sorte, o colore,
mentre inumidendosi, o trasudando per caldo, tinge di mala maniera le carte
vicine alle coperte, anzi le schiene stesse introducono il colore negl'interni
margini, con deformarne i Volumi interi. Per le coperte ci sarebbe il rimedio
di far porre in principio, e in fine molte carte bianche dette di riguardo;
ma tingendosi anche queste, disgustano la vista de' dilettanti. In oltre, il
Cuojo si spela, e resta segnato, senza rimedio.
CUOJO CREMISINO. Questo vien chiamato
Damaschino, o di Costantinopoli. Le legature fatte con esso son belle e
magnifiche in apparenza e recenti; ma, oltre ad esser soggette a tutti i
difetti testé accennati, hanno questo particolare di tingere bruttamente i
Libri vicini legati in pergamena; come è succeduto a noi per aver in certa
appartata scanzìa, contenente molti Cominiani Libri in carta Romana, legati in
bellissime pergamene, e colle carte dorate, frammischiatine alcuni legati in
detto Cuojo; i quali trasudando, forse per lo scirocco, comunicarono qua, e là
il lor colore all'eleganti coperte di quelli, con grave nostro disgusto.
CUOJO NERO. S'usa per lo più ne' Libri
liturgici, o di Chiesa, non naturale, ma tinto e granito, volgarmente detto Sagrinato.
In Inghilterra se n'usa una spezie d'odor tetro e ingratissimo, almeno a
noi, che non ci siamo usati; sparute e poco piacevoli alla vista riescono le
legature fatte con esso, e pure usatissime colà, dove forse abbonda in maniera,
che per ismaltirlo, è proibito come gran contrabbando l'introdurre in essa
libri legati di qualsisia sorta, o paese; e se i ministri ne trovano, pel minor
castigo ne tagliano in croce le coperte, per obbligar così i padroni di essi a
farli legare col Cuojo suddetto.
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