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I
IMPRONTI. Vedi ARME.
INARCARE. S'inarcano le coperte de' Libri
per la troppa economia usata da' legatori nel coprire i Cartoni di essi con
pergamene, e pelli troppo picciole, tirandole a forza, dopo d'averle perciò
bagnate, affinché arrivino all'intento loro: le quali poi asciugandosi, fanno
inarcar le coperte. Di ciò poco si accorgono i padroni de' Libri quando vengono
portati loro da' legatori, perché tenuti alcun poco stretti ne' torchj, per
qualche tempo stanno bassi, e a segno; ma essendo esposti all'aria, manifestano
un tal'enorme e disgustoso difetto; in tal caso (che non è raro) ci vorrebber
le già disusate stringhe per chiuderli e rinserrarli; o almeno si tengano
strettissimi nelle scanzìe; quando pur non si voglia farli rilegare. S'inarcano
ancora le coperte de' Libri, benché senza un tale difetto, al vento, al Sole,
ed al fuoco; dalle quali cose convien diligentemente guardarli.
INCARTOCCIARE. Moltissimi non sanno
leggere senza incartocciare i Libri, cioè senza rivoltare gli angoli de' fogli
o dall'una, o dall'altra parte, così ne' margini di sotto, come di sopra; con
notabile pregiudicio di annerimento, di logorazione, di tarli, e d'altri
insetti, introdotti per le fissure formate da tai cartoccj; i quali dagli
amanti de' buoni Libri, coll'occasione di registrarli, vengon disfatti, per
rimedio degli accennati disordini.
INCHIODARE. Occorrendo d'incassar Libri
legati, o sciolti, a chi non istà ben avvertito, occorre nel serrare con chiodi
la cassa, di forare e lacerare con essi parecchi Libri, con lor detrimento
notabile.
INCHIOSTRO DA SCRIVERE. Quello fatto col
vetriolo si leva coll'acqua forte, quando venga l'opportunità di purgar Libri
scelti, da esso imbrattati, mentre essa tiene grand'antipatìa co' metalli,
(trattone l'oro) e co' metallici, de' quali uno è il vetriolo. Ma quello fatto
col negro fummo, o con altro argomento, resiste a detta acqua, si sparge, e si
dilata; e così in vece di nettar i Libri dalle sciocche e inutili scritture,
viepiù anzi si sporcano. Vedi ACQUA FORTE.
INCHIOSTRO DA STAMPA. Dio ci liberi dalla
malizia di que' torcolieri che per fuggir fatica, o per ammollire la tenacità
dell'inchiostro, mescolano in esso olio crudo di qualsisia sorta! mentre i
Libri con esso stampati, nel battersi da' legatori anche dopo lungo tempo
restano tutti offuscati, comunicandosi vicendevolmente l'impressione. Questa è
disgrazia frequente nelle stamperie, e toccò anche a varj Libri nella
Cominiana, come al Cornelio Celso della prima nostra Edizione, all'Opere
Volgari del Sanazzaro, e a qualch'altro. Abbiamo noi un Eutropio in 8 impresso
nel celebre Teatro Seldoniano d'Oxfort, rovinatissimo per tale (così
giustamente si può appellare) assassinio del torcoliere, o del componitor
dell'Inchiostro; che di questi ancor può esser la colpa, per ischifar la briga
di far ben cuocere l'olio di lino, perché ci vuol molto tempo. Convien però di
più avvertire che anche i Libri stampati con inchiostro legittimo, battuti o
subito, o poco dopo d'essere terminati, producono lo stesso cattivo effetto;
onde nell'uno, o nell'altro caso i diligenti legatori, dopo d'averne fatta la
pruova, scorgendo il bisogno, battono i fogli stampati inseriti in altrettanti
bianchi, di carta per altro ordinaria, e con poca colla, cosa che tutti i
legatori non sanno fare a perfezione per varj rispetti.
INDICI. O sien Cataloghi delle Librerie
siccome son necessarj, e quasi l'anima di esse, così a farli bene è cosa
difficile e laboriosissima. La maniera più utile è il notare gli Autori per i
lor cognomi posti per esatto alfabeto; perché essendo i cognomi per lo più
unici e singolari, l'occhio sopra essi poco dee scorrere; laddove registrandosi
per nomi, questi alle volte sono replicatissimi, e prima di ritrovar l'Autore
che si cerca, conviene scorrerli presso che tutti. Quando però i nomi non sien
tanto celebri, che non solo equivagliano a' cognomi, ma che da lungo tempo
abbiano come loro tolto la mano, e gr. si nota più tosto Dante,
che Aligbieri, ec. E i Santi si registrano piuttosto per via di
nomi, che di cognomi, per la stessa ragione. I Cataloghi che debbon servire a
pubblica utilità, è cosa utile che non solo registrino i Libri da sé degli
Autori, ma accennino anche gli Opuscoli di essi sparsi qua e là in altri Libri;
e in tal genere sono quelli delle Librerie del Cardinale Imperiali, del
Marchese Capponi, e del Sig. Giuseppe Smith, i due primi pochi anni sono
stampati in Roma, e questo terzo recentemente in Venezia; tra' quali quel del
M. Capponi, benché il più scarso, è il più ragionato, cioè adorno di utili
notizie intorno agli Autori, e alle Edizioni di loro Opere. Da un altro canto,
volendo tessere un Catalogo per far vedere il numero, il valore, e la
preziosità de' Codici, questi pajono poco a proposito, per essere ingombrati di
troppe citazioni e notizie; per le quali i Libri restano come soffocati ed
oppressi, per non dir perduti di vista: crescono i Volumi, a dismisura, di
prezzo, e divengono per conseguenza poco esitabili, contra l'intenzione di chi
li fa tessere, che è certamente affinché vengano da molti scorsi, e gustati.
Nel presente mio ho tenuto una via di mezzo, fermandomi alcune volte in
osservazioni utili o intorno agli Autori, o a qualche lor Opera; che se avessi
voluto imitare i riferiti col citare gli Opuscoli ec. avrebbe ecceduto forse la
mole d'alcuno di essi. Molte altre avvertenze ci sarebbero in materia di buoni
Cataloghi, che per brevità si tralasciano.
INSETTI. Tenendo i Libri aperti, restano
esposti all'infestazione, e alle ingiurie di varj insetti, e principalmente
delle sporche e insolenti mosche, che alle volte ricamano tutti i frontispicj
di essi co' loro escrementi; alcuni de' quali facilmente si levano: altri
riescono indelebili. I Naturalisti sapranno addurre di ciò la ragione.
INVOLGERE. Nel mandar Libri da un luogo
ad un altro, e in qualche lontananza, convien ben'involgerli per preservarli
da' varj sinistri de' tempi, delle strade, e che so io; guardisi nello
stringerli che i spaghi, o le cordicelle non imprimano in essi i solchi,
massime ne' ben legati. Si schivi l'empio costume di adoprar carte Sacre per
involture; contra il quale v'è Decreto religiosissimo del nostro Principe; al
quale però alcuni poco ubbidiscono, arrivando taluno a tanta temerità di
riparare fagotti di Libri con carte contenenti il Sagrosanto Canone della
Messa, col lasciare le stesse Divine Parole della Consacrazione esteriormente
alla vista d'ognuno; come più volte è accaduto a me di vedere anche dopo il
suddetto Decreto, con grande mio rammarico, e indignazione.
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