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L
LAPIS. Così si chiama volgarmente certa
spezie di terra rossa, detta da' Toscani Rubrica, la quale si
sega in pezzetti sottili e bislunghi, e con essi resi acuti si scrive: ed è di
varie sorte, come di color di piombo, e si chiama Lapis Piombino; e
negro, e Lapis nero si appella. Molti segnano con questi qua e là i
Libri, o ne' margini, o fra le righe; e per lo più tai segni, che deformano non
poco i buoni Libri, sono indelebili, mentre ricordano alcuni d'adoprare il pane
bollente per toglierli, ma provato parecchie volte da me, e da altri, si
esperimentò a ciò inefficace.
LAVARE. Si possono lavare i Libri dalle macchie che
imprime frequentemente in essi l'acqua dolce, o salsa, ovvero l'orina di varj
animali; cagionate dalla prima quando non bagna tutte intere le carte, ma
solamente una parte di esse, restando tra l'asciutto e il bagnato un certo
sedimento, o segno gialliccio deformante i Volumi: dalla seconda poi, e per la
stessa cagione, e pel sale che in sé contiene: ma quando i Libri da gran tempo
sono impregnati di essa, o di nitro, benché si lavino, sempre
restano come umidi; avendo fatta io di ciò qualche sperienza. Per lavare i
Libri conviene in primo luogo osservare che la carta di essi sia soda e
consistente, perché se fosse assai debole e floscia, com'è moltissima della
moderna; ovvero dal lungo umido resa quasi marcia, e con certe macchie rossigne,
non occorrerebbe arrischiarla alla lavanda, se non con estrema cautela, e a
corto tempo; lo che certamente non fa per tutti, ma solo pe' diligentissimi, e
amantissimi de' buoni Libri, e desiderosissimi di riparare anche quelli in
simil guisa deteriorati, alla meglio che possano. Risoluto che si sia di
lavarli, si sciolgano affatto, levando i fili, e voltando i cartoccj de'
margini. Sbattasi poi tutto il Libro dalla polvere, e mettasi in un catino, o
altro vaso, capace in maniera, che ci resti comodamente disteso, e ivi si lasci
finché l'acqua tutta in esso insinuata lo tiri al fondo; ove dee stare per
tanto tempo che si vegga l'acqua esteriore ben tinta: dopo di ciò alcuni il
levano, e premono fra due tavolette, o, meglio, in torchietto, da cui uscendo alcun
poco asciutto, lo ripongono un'altra volta nello stesso vaso ripieno d'acqua
netta, la quale di nuovo ancor tinta, l'estraggono, e premono come innanzi.
Poscia alcuni usano distendere i fogli, o i quinternetti, aperti nel mezzo,
sovra spaghi, o cordicelle; ma perché si perde in far ciò molto tempo, e in
aprirli così umidi si arrischia di lacerarli, e che dal peso, cagionato dalla
lunga tratta di esse, si rompano, o, staccandosi i chiodi che le sostengono,
cadano le dette cordicelle in terra insieme co' fogli distesi, con evidente
pericolo di rompersi, e bruttamente sporcarsi di nuovo, e di macchie
indelebili, come più volte è accaduto: perciò altri, meglio consigliati, e
avvertiti, sogliono con più sicurezza levate, e separare per le schierne i
fogli de' Libri lavati, e, senza aprirli, riporli sovra di letti, o di banchi
nettissimi. Dico così, perché posti alle volte su banchi, o tavole tinte, o
d'antico untume imbrattate, benché nette apparissero, contrassero irremediabili
macchie nell'asciugarsi. Questa maniera ricerca più tempo per asciugare i detti
fogli; i quali asciugati che sieno, si uniscono, (e con maggior facilità e
perfezione de' distesi su i spaghi, a cagione del muoversi così alquanto le
carte) e premonsi con qualche peso; ed è la lavanda bella e compiuta. La quale
non è faccenda per tutti, e prima di riuscirvi, si pagherà, come suol dirsi, il
maestro, e si romperanno più fogli. Curioso fu il caso, molti anni sono,
accaduto qui in Padova. Avendo udito un dilettante di buoni Libri, che poteansi
lavare i macchiati, ne cacciò uno vastissimo in acqua, senza sciorlo; ma poco
dopo vedendolo enormemente ingrossato dall'acqua imbevuta, e pensando come mai
si sarebbe potuto così asciugare, accortosi dell'errore, mi mandò a chiamare
per consigliarsi meco su tale accidente. Restai sorpreso in vedere questo
spettacolo, e in pensando a così bizzarra risoluzione. Il suggerimento fu di
premere lo sgraziato Volume strettamente in un torchio; sciogliendolo poscia
alla meglio che si fosse potuto, e praticando intorno ad esso le sovraccennate
avvertenze.
LEZIONI VARIE. Vedi VARIE LEZIONI.
Le Varie Lezioni tratte da Codici Manoscritti, e notate con intelligibil
carattere ne' margini delle impresse Edizioni degli stessi Autori antichi, le impreziosiscono,
e le rendono più accette a gli studiosi di essi; ed è ciò notato ne' Cataloghi
diligenti di varie Librerie.
LIBRERIE. Da alcuni così poco si
apprezzano che le hanno come un inutile ingombro delle lor case, o palagi. In
certa Città d'Italia da alcuni Signori fu chiesto d'una, occupante un'intera
stanza, il meschinissimo prezzo di soli trenta scudi Romani; accordato subito
da un avveduto ed erudito Bibliotecario; avendo avuto scrupolo di dettrarne un
quattrino, e la stanza, in vece fu subito fornita di sedie e d'altri utensili
alla moda. Queste chi tien troppo esposte, e chi troppo chiuse. De' primi era
certo Signore in un luogo d'Italia, che com'io vidi con nausea ed isdegno,
facea stendere il grano in mezzo della Libreria lasciatagli da' suoi antenati;
incitamento a' topi dopo d'aver gustato quel solito lor cibo, di voler
assaggiare anche i Libri; i quali erano orribilmente coperti di polvere e di
tele di ragni. Ma non è guari accennando io ciò ad un amico erudito, fui
accertato non essere stato costui solo a ciò praticare, ma esserci al presente
alcuni che lo imitano, e superano altresì, stendendoci anche l'uve; e invitando
così le vespe, e le mosche a sporcare i Libri. De' secondi furono per varj
secoli certi Ecclesiastici d'una Cattedrale, i quali possedendo una
pregiatissima Libreria, fornita di antichissimi Codici Manoscritti, non sapeano
di possederla; e finalmente, pochi anni sono, venne scoperta, con molto
profitto della sacra erudizione e letteratura. Tale fu ancora certo Signore, che
avendo in una terrena camera certa copiosissima Libreria, abbondante d'ottimi
antichi Codici Greci e Latini, scritti e stampati, stata d'un suo studiosissimo
antenato, tutta riposta in cassette una sovra l'altra coi coperchj che si
aprivano d'alto abbasso, non sapea d'averla; e da un suo confidentissimo
finalmente avvertitone, la vendé per poco prezzo a chi forse non finì nemmen di
sborsarglielo. Alcuni con gran difficoltà ammettono in esse gli studiosi, e
desiderosi di vederle. Altri non vogliono né cartelli improntati, né titoli
scritti dietro ai loro Libri, ma solo lettere e numeri, riserbandosi di
ritrovarli per via di Cataloghi accennanti i medesimi; e ciò per tema che
vengano loro involati. Ma ciò riesce incomodo, poco decoroso, e dannoso; come
farò vedere in altro paragrafo. Si usino le dovute cautele per guardarsi da'
ladri, e non si tolga l'antica utilissima usanza d'accennare i Libri agli
studiosi che visitano le Librerie famose e di conto. Avvertendo che sebbene il
fuoco ecciti alle volte molto dannosi incendj, non per questo si bandisce da
alcuno, ma si tien sempre acceso
nelle case per moltissimi e utilissimi usi; impiegando per altro ogni diligenza
affinché in avvenire più non li ecciti. Vedi TITOLI.
LIBRERIE ALL'INCANTO. Nell’Ollanda, e in
altri paesi, quando muore qualche Letterato possedente una buona Libreria,
senza erede che di essa o possa, o voglia far uso, se ne stampa il Catalogo, e
si manda per tutta l'Europa coll'avviso che dopo sei mesi si esporrà
all'Incanto. Venuto il tempo prefisso, che non si preterisce, concorrono i
desiderosi d'acquistare alcuni di que' Libri osservati e notati nel Catalogo, o
per sé, o per amici, e corrispondenti; occorrendo alle volte che qualche Libro,
benché in se stesso di conto non grande, per le varie ricerche fattene, monti
ad eccedente prezzo, incalzatosi vicendevolmente da' vogliolosi di esso:
laddove Libri rarissimi, e in sé di gran prezzo, ma poco allora ricercati, si
hanno per pochi danari. Finito l'Incanto, i restanti invenduti Libri, che per
lo più sono la maggior parte, vengono comperati da' libraj per prezzo assai
vile. Quest'uso è utilissimo agli Eredi, che vendono con sicurezza, in poco
tempo, e con riputazione le lor Librerie: (laddove in altri paesi, dove non è
ricevuto, alle volte dopo molt'anni, d'esse non trovansi compratori) a'
Letterati e studiosi presenti, che si provveggono d'alcuni Libri desiderati, e
molto a' loro studj opportuni, e spesso a prezzi assai discreti: a' posteri, a
cagione de' Cataloghi che di esse rimangono, in cui si conserva la memoria di
rari Libri, de' quali alle volte s'arriva a dubitare se sieno veramente stati
stampati; e spicca il buon gusto e discernimento dell'erudito raccoglitore,
servendo di norma ad altri: finalmente, a' poveri libraj, che con poca spesa
forniscono spesso le lor botteghe di buoni e rari Libri, che, coll'andar del
tempo, vendono poi, come suol dirsi, col fior nell'orecchio.
LIBRERIE PUBBLICHE. Per lo più vengono
poco ben tenute, massime dove non sia deputato onorario al Prefetto, e a'
ministri subalterni di esse; come è deputato in quella di S. Marco in Venezia,
nella nostra di Padova, nella Vaticana, nell'Ambrosiana, e in molte altre
d'Europa. S. Filippo Neri fra l'altre Regole del suo Instituto pose quella di
tener pulita la Libreria: la quale non solo è di gran decoro delle Metropoli, e
delle Università, ma altresì delle Case Religiose.
LINEE. Certi leggitori poco considerati,
e poco amanti de' buoni Libri vanno tirando nel leggere incondite linee sotto
le righe, credendo di segnar così le cose notabili per ricordarsene, cosa
inutilissima; mentre si perde la memoria anche di questi segni, massime quando
son molti ed eguali. Con un tal mezzo, affatto barbaro, si sono da' nostri
antichi guastati gran quantità di preziosi Codici; i quali così difformati
scemano molto di prezzo; pare che a' dì nostri sia cessata una tale
sciocchezza. Quando sieno queste linee in poche carte, si possono cancellare
coll'acqua forte; ma se vanno molto innoltrandosi, scorano affatto, e fanno
arrestare i più pazienti ristoratori de buoni Libri.
LINEE ROSSE. Si trovano molti Libri
antichi d'ottime stampe colle pagine incorniciate da ben tirate linee di color
rosso, or semplici, or duplicate. È
controversia se sieno impresse ne' torchj, o tirate a mano con rubrica. Il mio
costante parere, che si accorda con quello di molti altri, è che sieno di
questa seconda maniera, e così si faceano adornare i Volumi distinti dagli
appassionati per maggior loro venustà e decoro, ed è circostanza accennata in
qualche esatto Catalogo.
LOGORARE. Nel viaggiar co' Libri, o nel
mandar questi lontano per terra, convien bene allogarli, strignerli e
ripararli, altrimenti sbattendosi nelle casse, e ne' bauli non ben riempiuti, e
in essi non ben pressi, e stivati, si lacerano e logorano miserabilmente.
LUOGHI PARALLELI. Questi giudiciosamente,
e con buona scrittura apposti ne' margini de' Libri degli antichi Scrittori, li
accrescon di pregio, purché nel legare, o rilegare i Volumi, non vengano
mozzati da' legatori nel tonderne i fogli. Lo stesso si dica delle Varie
Lezioni, e d'altre utili, ed erudite Annotazioni.
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