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Gaetano Volpi
Del furore d'aver libri

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LAPIS. Così si chiama volgarmente certa spezie di terra rossa, detta da' Toscani Rubrica, la quale si sega in pezzetti sottili e bislunghi, e con essi resi acuti si scrive: ed è di varie sorte, come di color di piombo, e si chiama Lapis Piombino; e negro, e Lapis nero si appella. Molti segnano con questi qua e i Libri, o ne' margini, o fra le righe; e per lo più tai segni, che deformano non poco i buoni Libri, sono indelebili, mentre ricordano alcuni d'adoprare il pane bollente per toglierli, ma provato parecchie volte da me, e da altri, si esperimentò a ciò inefficace.

 

LAVARE. Si possono lavare i Libri dalle macchie che imprime frequentemente in essi l'acqua dolce, o salsa, ovvero l'orina di varj animali; cagionate dalla prima quando non bagna tutte intere le carte, ma solamente una parte di esse, restando tra l'asciutto e il bagnato un certo sedimento, o segno gialliccio deformante i Volumi: dalla seconda poi, e per la stessa cagione, e pel sale che in sé contiene: ma quando i Libri da gran tempo sono impregnati di essa, o di nitro, benché si lavino, sempre restano come umidi; avendo fatta io di ciò qualche sperienza. Per lavare i Libri conviene in primo luogo osservare che la carta di essi sia soda e consistente, perché se fosse assai debole e floscia, com'è moltissima della moderna; ovvero dal lungo umido resa quasi marcia, e con certe macchie rossigne, non occorrerebbe arrischiarla alla lavanda, se non con estrema cautela, e a corto tempo; lo che certamente non fa per tutti, ma solo pe' diligentissimi, e amantissimi de' buoni Libri, e desiderosissimi di riparare anche quelli in simil guisa deteriorati, alla meglio che possano. Risoluto che si sia di lavarli, si sciolgano affatto, levando i fili, e voltando i cartoccj de' margini. Sbattasi poi tutto il Libro dalla polvere, e mettasi in un catino, o altro vaso, capace in maniera, che ci resti comodamente disteso, e ivi si lasci finché l'acqua tutta in esso insinuata lo tiri al fondo; ove dee stare per tanto tempo che si vegga l'acqua esteriore ben tinta: dopo di ciò alcuni il levano, e premono fra due tavolette, o, meglio, in torchietto, da cui uscendo alcun poco asciutto, lo ripongono un'altra volta nello stesso vaso ripieno d'acqua netta, la quale di nuovo ancor tinta, l'estraggono, e premono come innanzi. Poscia alcuni usano distendere i fogli, o i quinternetti, aperti nel mezzo, sovra spaghi, o cordicelle; ma perché si perde in far ciò molto tempo, e in aprirli così umidi si arrischia di lacerarli, e che dal peso, cagionato dalla lunga tratta di esse, si rompano, o, staccandosi i chiodi che le sostengono, cadano le dette cordicelle in terra insieme co' fogli distesi, con evidente pericolo di rompersi, e bruttamente sporcarsi di nuovo, e di macchie indelebili, come più volte è accaduto: perciò altri, meglio consigliati, e avvertiti, sogliono con più sicurezza levate, e separare per le schierne i fogli de' Libri lavati, e, senza aprirli, riporli sovra di letti, o di banchi nettissimi. Dico così, perché posti alle volte su banchi, o tavole tinte, o d'antico untume imbrattate, benché nette apparissero, contrassero irremediabili macchie nell'asciugarsi. Questa maniera ricerca più tempo per asciugare i detti fogli; i quali asciugati che sieno, si uniscono, (e con maggior facilità e perfezione de' distesi su i spaghi, a cagione del muoversi così alquanto le carte) e premonsi con qualche peso; ed è la lavanda bella e compiuta. La quale non è faccenda per tutti, e prima di riuscirvi, si pagherà, come suol dirsi, il maestro, e si romperanno più fogli. Curioso fu il caso, molti anni sono, accaduto qui in Padova. Avendo udito un dilettante di buoni Libri, che poteansi lavare i macchiati, ne cacciò uno vastissimo in acqua, senza sciorlo; ma poco dopo vedendolo enormemente ingrossato dall'acqua imbevuta, e pensando come mai si sarebbe potuto così asciugare, accortosi dell'errore, mi mandò a chiamare per consigliarsi meco su tale accidente. Restai sorpreso in vedere questo spettacolo, e in pensando a così bizzarra risoluzione. Il suggerimento fu di premere lo sgraziato Volume strettamente in un torchio; sciogliendolo poscia alla meglio che si fosse potuto, e praticando intorno ad esso le sovraccennate avvertenze.

 

LEZIONI VARIE. Vedi VARIE LEZIONI. Le Varie Lezioni tratte da Codici Manoscritti, e notate con intelligibil carattere ne' margini delle impresse Edizioni degli stessi Autori antichi, le impreziosiscono, e le rendono più accette a gli studiosi di essi; ed è ciò notato ne' Cataloghi diligenti di varie Librerie.

 

LIBRERIE. Da alcuni così poco si apprezzano che le hanno come un inutile ingombro delle lor case, o palagi. In certa Città d'Italia da alcuni Signori fu chiesto d'una, occupante un'intera stanza, il meschinissimo prezzo di soli trenta scudi Romani; accordato subito da un avveduto ed erudito Bibliotecario; avendo avuto scrupolo di dettrarne un quattrino, e la stanza, in vece fu subito fornita di sedie e d'altri utensili alla moda. Queste chi tien troppo esposte, e chi troppo chiuse. De' primi era certo Signore in un luogo d'Italia, che com'io vidi con nausea ed isdegno, facea stendere il grano in mezzo della Libreria lasciatagli da' suoi antenati; incitamento a' topi dopo d'aver gustato quel solito lor cibo, di voler assaggiare anche i Libri; i quali erano orribilmente coperti di polvere e di tele di ragni. Ma non è guari accennando io ciò ad un amico erudito, fui accertato non essere stato costui solo a ciò praticare, ma esserci al presente alcuni che lo imitano, e superano altresì, stendendoci anche l'uve; e invitando così le vespe, e le mosche a sporcare i Libri. De' secondi furono per varj secoli certi Ecclesiastici d'una Cattedrale, i quali possedendo una pregiatissima Libreria, fornita di antichissimi Codici Manoscritti, non sapeano di possederla; e finalmente, pochi anni sono, venne scoperta, con molto profitto della sacra erudizione e letteratura. Tale fu ancora certo Signore, che avendo in una terrena camera certa copiosissima Libreria, abbondante d'ottimi antichi Codici Greci e Latini, scritti e stampati, stata d'un suo studiosissimo antenato, tutta riposta in cassette una sovra l'altra coi coperchj che si aprivano d'alto abbasso, non sapea d'averla; e da un suo confidentissimo finalmente avvertitone, la vendé per poco prezzo a chi forse non finì nemmen di sborsarglielo. Alcuni con gran difficoltà ammettono in esse gli studiosi, e desiderosi di vederle. Altri non vogliono né cartelli improntati, né titoli scritti dietro ai loro Libri, ma solo lettere e numeri, riserbandosi di ritrovarli per via di Cataloghi accennanti i medesimi; e ciò per tema che vengano loro involati. Ma ciò riesce incomodo, poco decoroso, e dannoso; come farò vedere in altro paragrafo. Si usino le dovute cautele per guardarsi da' ladri, e non si tolga l'antica utilissima usanza d'accennare i Libri agli studiosi che visitano le Librerie famose e di conto. Avvertendo che sebbene il fuoco ecciti alle volte molto dannosi incendj, non per questo si bandisce da alcuno, ma si tien sempre acceso nelle case per moltissimi e utilissimi usi; impiegando per altro ogni diligenza affinché in avvenire più non li ecciti. Vedi TITOLI.

 

LIBRERIE ALL'INCANTO. Nell’Ollanda, e in altri paesi, quando muore qualche Letterato possedente una buona Libreria, senza erede che di essa o possa, o voglia far uso, se ne stampa il Catalogo, e si manda per tutta l'Europa coll'avviso che dopo sei mesi si esporrà all'Incanto. Venuto il tempo prefisso, che non si preterisce, concorrono i desiderosi d'acquistare alcuni di que' Libri osservati e notati nel Catalogo, o per sé, o per amici, e corrispondenti; occorrendo alle volte che qualche Libro, benché in se stesso di conto non grande, per le varie ricerche fattene, monti ad eccedente prezzo, incalzatosi vicendevolmente da' vogliolosi di esso: laddove Libri rarissimi, e in sé di gran prezzo, ma poco allora ricercati, si hanno per pochi danari. Finito l'Incanto, i restanti invenduti Libri, che per lo più sono la maggior parte, vengono comperati da' libraj per prezzo assai vile. Quest'uso è utilissimo agli Eredi, che vendono con sicurezza, in poco tempo, e con riputazione le lor Librerie: (laddove in altri paesi, dove non è ricevuto, alle volte dopo molt'anni, d'esse non trovansi compratori) a' Letterati e studiosi presenti, che si provveggono d'alcuni Libri desiderati, e molto a' loro studj opportuni, e spesso a prezzi assai discreti: a' posteri, a cagione de' Cataloghi che di esse rimangono, in cui si conserva la memoria di rari Libri, de' quali alle volte s'arriva a dubitare se sieno veramente stati stampati; e spicca il buon gusto e discernimento dell'erudito raccoglitore, servendo di norma ad altri: finalmente, a' poveri libraj, che con poca spesa forniscono spesso le lor botteghe di buoni e rari Libri, che, coll'andar del tempo, vendono poi, come suol dirsi, col fior nell'orecchio.

 

LIBRERIE PUBBLICHE. Per lo più vengono poco ben tenute, massime dove non sia deputato onorario al Prefetto, e a' ministri subalterni di esse; come è deputato in quella di S. Marco in Venezia, nella nostra di Padova, nella Vaticana, nell'Ambrosiana, e in molte altre d'Europa. S. Filippo Neri fra l'altre Regole del suo Instituto pose quella di tener pulita la Libreria: la quale non solo è di gran decoro delle Metropoli, e delle Università, ma altresì delle Case Religiose.

 

LINEE. Certi leggitori poco considerati, e poco amanti de' buoni Libri vanno tirando nel leggere incondite linee sotto le righe, credendo di segnar così le cose notabili per ricordarsene, cosa inutilissima; mentre si perde la memoria anche di questi segni, massime quando son molti ed eguali. Con un tal mezzo, affatto barbaro, si sono da' nostri antichi guastati gran quantità di preziosi Codici; i quali così difformati scemano molto di prezzo; pare che a' nostri sia cessata una tale sciocchezza. Quando sieno queste linee in poche carte, si possono cancellare coll'acqua forte; ma se vanno molto innoltrandosi, scorano affatto, e fanno arrestare i più pazienti ristoratori de buoni Libri.

 

LINEE ROSSE. Si trovano molti Libri antichi d'ottime stampe colle pagine incorniciate da ben tirate linee di color rosso, or semplici, or duplicate. È controversia se sieno impresse ne' torchj, o tirate a mano con rubrica. Il mio costante parere, che si accorda con quello di molti altri, è che sieno di questa seconda maniera, e così si faceano adornare i Volumi distinti dagli appassionati per maggior loro venustà e decoro, ed è circostanza accennata in qualche esatto Catalogo.

 

LOGORARE. Nel viaggiar co' Libri, o nel mandar questi lontano per terra, convien bene allogarli, strignerli e ripararli, altrimenti sbattendosi nelle casse, e ne' bauli non ben riempiuti, e in essi non ben pressi, e stivati, si lacerano e logorano miserabilmente.

 

LUOGHI PARALLELI. Questi giudiciosamente, e con buona scrittura apposti ne' margini de' Libri degli antichi Scrittori, li accrescon di pregio, purché nel legare, o rilegare i Volumi, non vengano mozzati da' legatori nel tonderne i fogli. Lo stesso si dica delle Varie Lezioni, e d'altre utili, ed erudite Annotazioni.

 




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