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MACCHIE. Vedi LAVARE.
MACCHIE DELLE PERGAMENE. Innumerabili
Libri legati in pergamena si trovano colle coperte macchiate da' profumi in
tempo di contagio sovr'esse adoprati, i quali con maggior gelosia si ordinano
per tutte le sorte di pelli d'animali, come più facili a contrarre, e a
comunicare quell'orribil malore. Alcuni per ricoprir dette macchie, e altre
eziandio naturali delle pergamene, tingono tutte le coperte di giallo, o con
orpimento, o con zafferano, o con spino detto volgarmente zerbino. Ma
tutto ciò est error pejor priore; mentre le poche lor macchie
imitano i marmi, pregevoli benché macchiati; restandovi de' pezzi assai netti
che mostrano la natural finezza e nitidezza delle pelli; laddove così dipinte,
divengono tutte una sola macchia, goffa e rozzissima, e che dopo qualche tempo
dileguandosi a poco a poco il colore, ne risulta un misto schifosissimo
coll'altre più antiche macchie. Io ho purgate molte coperte di Libri da simili
immondezze, e ne restai non poco soddisfatto.
MAJUSCOLE. In lettere Majuscole, per
imitare gli antichissimi Codici, furono già stampati alcuni Libri, Greci
specialmente, come l'Antologia in 4, Apollonio Rodio, pur in 4, Florentiæ 1496,
alcune Tragedie d'Euripide. Ultimamente in Firenze un Virgilio con questo
Titolo: Virgilii Codex Antiquissimus a Rufio Turcio Aproniano
distinctus & emendatus, qui nunc Florentiæ in Bibliotheca
Mediceo-Laurentiana adservatur. Florentiæ 4 1741 cum figg.
MANCANZE. Spesso succede che ne' Libri
manchino carte o fogli, o per negligenza de' legatori che ciò non avvertirono,
o perduti per non essersi ben cuciti, o per altro sinistro; in tal caso, se i
Libri sono recenti e moderni, si ricorra a chi li stampò, mentre gli stampatori
diligenti e pratici del lor mestiere conservano per molti anni i fagotti
contenenti i fogli che restano indietro dopo d'aver posto insieme le copie
intere de' Libri da essi stampati; dando di questi volentieri a chi li dimanda:
se poi sono antichi, s'usi diligenza per ritrovarne (lo che non è impossibile,
essendo sortito anche a me di reintegrare in tal guisa parecchj carissimi
mancanti Libri) uno simile anche mal tenuto, e mancante in altro sito. Quando
si veda disperato il caso, se il Libro il meriti, si facciano stampare le
mancanze in qualche accurata stamperia, proccurando d'imitare più che sia
possibile gli antichi caratteri; anche così io feci sanar molti Libri in
maniera, che non pare sieno mai stati mutilati. Ci sarebbe anche il rimedio di
fare scrivere i fogli, ma, oltre che costerebbero forse più degli stampati,
difficilmente si trova chi sappia perfettamente imitargli. In Ravenna nella
Classense Libreria dal fu celebre Ab. D. Pietro Canneti, che ne fu il
fondatore, mi fu dato l'arbitrio di scerre per me una di due copie dell'Italia
dell'Alberti in foglio di Bologna, 1550, avvertendomi esserne una col
frontispicio scritto a mano; tanto eccellente era lo Scrittore che riparò quel
Libro, che a gran pena si discerneva lo scritto dallo stampato. Una Monaca
Carmelitana del piissimo nostro Monistero di S. Paolo, eccellente Scrittrice,
supplì tanto bene a questa insigne Libreria di S. Giustina, per mio mezzo, una
carta mancante in un raro Codice antico in foglio di S. Agostino de Civitate
Dei, stampato in pergamena, che ci fece maravigliare. Io pur feci supplire
egregiamente da altro diligente Scrittore un bel Codice MS. in membrana in
foglio della Genealogia degli Dei Latina del Boccaccio, in alcune carte nel
principio ad esso deficienti, che contenevano certi arbori genealogici
colorati; cosa ancor più difficile.
MANI. Si non lotis manibus manducare,
come dice il Signore (Matth. 15, 20) non coinquinat hominem; maneggiando
però i Libri con lorde mani, vengono essi ad isporcarsi. E pure non mancano di
coloro che non s'astengono di trattarne alcuni anche pregevolissimi con mani
molto imbrattate, con gran pregiudicio, e deterioramento loro. S. Bonaventura
volea che i suoi Frati voltassero le carte de' Libri Corali, ch'erano allora
scritti per lo più in membrana, e ornati di miniature con oro frammischiate,
con istecche d'avorio, per preservarli dall’untume, e dal sudor delle mani. La
Venerabile Orsola Benincasa Teatina solea lavarsi le verginali sue mani prima
d'adoprare i Libri Sacri.
MANI SCRITTE. Alcuni incontrando nel
leggere qualche bella sentenza, o fatto notabile, li segnano ne' margini con
certe mani pessimamente disegnate, tutto ciò indicanti, e tanto pel Volume le
moltiplicano, che fanno indispettire gli amanti de' buoni Libri, vedendoli da
esse così goffamente avviliti. Questa curiosa usanza è passata anche in qualche
Libro stampato, come nel Tesoro Ciceroniano del Nizolio, alcune Edizioni del
quale, fornite di gran quantità di picciole mani, si chiamano colla sintassi.
MARGINI. Facendo rilegare Libri antichi
di conto, meglio è tralasciar di farli tondere; o pur farli soltanto un poco
raschiare con ferro, o con vetro; per non arrischiarli all'indiscretezza de'
legatori. Io vidi più volte con isdegno Libri stimatissimi, per altro d'ottima
conservazione in tutto il resto, tagliati fin'a' titoli, e perciò privi della
naturale antica lor simmetrìa. In Padova fu già un bizzarro cervello che volea
si tondessero molti suoi Libri quanto mai si potesse, per agevolmente riporli
in certe sue basse scanzìe, imitando così Procuste nel famoso suo letto. Altri
ordinano lo stesso taglio, per poterli portare in saccoccia, tutte cose
d'ottimo gusto!
MARROCCHINO. Vedi CUOJO, PELLI.
MEMBRANA, o PERGAMENA, Oltre a'
Codici antichi in questa scritti or più fina, or più rozza, si trovano anche
parecchj Esemplari di molte Prime
Edizioni in essa stampati, i quali vengono ad essere forse più rari de'
medesimi Manoscritti, mentre anticamente una gran parte di questi, in Membrana
già era solito di scriversi; là dove pochi di quelli, anzi pochissimi, si
possono numerare. In tal genere di rarità bibliotecarie possiede un inestimabil
tesoro il dilettantissimo e magnifico raccoglitore di ottimi Libri il Sig.
Giuseppe Smith Inglese, abitante in Venezia, il quale fra' Libri di Prima
Edizione, i seguenti conserva stampati in Pergamena, che recano maraviglia a'
più diligenti e appassionato Bibliotecarj: «La Bibbia Moguntina del 1462 in due
gran Vol. in foglio. Matteo Bosso de instituendo Sapientia animo, 4
Bononiæ, 1495. Coriolano Cepione de Gestis Petri Mocenici, 4 Ven.
1477. Ciceronis Epistolæ ad Atticum, &c. fol. Romæ 1490.
Tusculanæ Quæstiones. fol. Ven. 1472. Epistolæ ad Familiares. fol. ibid.
1469. Dante col Com. di Jacobo della Lana. fogl. Milano, 1478. Durandi
Rationale &c. fol reg. Moguntiæ. 1459 (simile a quello de' Monaci di
Praglia). Euclides. fol. Ven. 1482. S. Gregorii Moralia. fol.
Ven. 1480. Justinus. fol. ibid. 1470. Lucanus. fol. sine ulla
not. Omnibonus Leonicenus de VIII. Partibus Orationis. 4. Ven. 1473.
Origenes contra Celsum. fol. Romæ 1481. Plinii Historia, fol.
reg. Ven. 1476 (un Esemplar
somigliante si vede anche nella celebre Libreria di questo nostro Seminario). Solinus
de situ Orbis, fol. Ven. 1473. D. Thomæ Theologiæ IV. Scriptum,
fol. reg. Moguntiæ 1469. Virgilius, fol. Ven. 1470. Peanius,
Alexander Benedictus, de Bello Venetorum cum Carolo VIII. Gallorum Rege
gesto 4 Ven. 1496». Dopo de' quali, tratti dalla seconda impressione
del Catalogo delle Prime Edizioni da esso possedute, ne ha acquistati degli
altri, come si può vedere nell'altro accurato Catalogo della sua copiosissima,
e sceltissima Biblioteca stampato nel 1755 in Venezia, in 4, da esso
generosamente favoritomi, e sono i seguenti «Josephus de Bello Judaico fol.
Veronae 1480. Sabellici Historia Veneta fol. Ven. 1487. Tortellii
Orthographiæ Editio I. fol. reg. sine aliqua notatione». Come
pure i seguenti moderni: «Cesare Lat. e Ital. 4 gr. Ven. 1737. M. Maffei de' Teatri
8 Verona 1728 del Milton, il Paradiso Perduto. fogl. Verona 1742». E non solo
questi Codici sono singolari per essere impressi in Membrana, ma per esser
molti di essi ornati d'esquisite miniature di celebri Pittori, messe a oro
ancor lucidissimo. Oltre di questi possiede ancora il Sig. Smith i seguenti
Libri Aldini impressi in purissimi capretti; i quali son tanto rari, che un
solo di essi suol esser un ornamento singolare d'una intera libreria. «Dante 8
1501» (una copia simile è appresso di noi). «Quinto Calabro in Greco 8
senz'epoca. Il Petrarca 8 1501 e 1533. Euripide in Greco 8 1503. L'Iliade
d'Omero in Greco 8 1524. Orazio (rarissimo anche in carta) 8 1501. Giuvenale e
Persio 8 1501. Due copie di Marziale 8 1501. Ovidio de Arte Amandi &tc.
8 1502. & Metamorphosis ibid. eod. anno. Stazio 8 1502.
Ciceronis Epistolæ Familiares Ven. ap. Aldi Filios 1540. II.
Voluminibus compactæ. & Orationum Vol. tertium 8. Ven. ap. Ald. 1519
diversi de' quali sono ornati di eleganti miniature messe a oro. Finalmente,
conserva altresì un Ariosto, pure in Membrana, del Giolito, del 1542
stimatissimo Esemplare eziandio per
altra insigne circostanza accennata nella mentovata Biblioteca. L'Italia
Liberata del Trissino (rarissima, come ognun sa, anche in carta) in III. Vol. 8
e gli Opuscoli di Girolamo Vida. 4 Romæ 1527». Anno tanto critico per
quella Metropoli.
Appresso di me, oltre l'Officio già
descritto si trova pure un Officiuolo in 32 impresso in Pergamena, contenente
le Ore della B. V. quelle della Croce, dello Spirito Santo, e molte altre
Devozioni, con questo titolo: «Heures a l'usaige de Romme, imprimees a Paris
pour Germain Hardovin, demeurant entre les deulx portes du Palays: a l'enseigne
Sainct Marguerite». In fine si legge così: «Imprimees a Paris, par maistre Pierre
Vidone. Mil. V cens. XXI». Questo galantissimo Libricciuolo è pieno di figure,
e d'iniziali miniate, e dorate. Anticamente, perché le Membrane erano in uso o
per iscrivere, o per istampare Volumi anche vasti, venivano diligentemente
purgate, acconcie e raspate, di modo che poca differenza appariva dal diritto
al rovescio di esse; ma ora che per ciò sono quasi del tutto disusate, e che
soltanto per lo più si adoprano nel diritto per estendervi Privilegj, e
Diplomi; con gran negligenza si acconciano. Onde volendo pure alcuni dilettanti
far imprimere in esse per rarità, almeno qualche picciolo Libro, convien che
tollerino i rovescj alquanto più oscuri e mal preparati. Com'è succeduto a noi
negli unici Esemplari impressi nella
Cominiana, per nostra vaghezza, in Pergamena, dell'Aminta del Tasso, e
dell'Alceo dell'Ongaro; del Boezio, e del Costanzo delle nostre prime Edizioni;
della II delle Stanze del Poliziano; e delle Vite di Dante e del Petrarca per
Leonardo Aretino: che conserviamo per rarità nella nostra picciola Libreria.
Non solo poi tali Libri impressi in Membrana sono preziosi per essere o unici,
o in pochissimo numero, o pel prezzo di essa, eccedente di gran lunga quello
della semplice carta, ma ancora per
le particolari diligenze che praticar si debbono nell'imprimerli e nel legarli.
Mentre non convien bagnare i fogli come gli altri, ma solamente fra essi
inumidirli: poscia, stampati che sieno, è necessario porli ad asciugare non
all'aria, ma posti fra molti bianchi d'altra carta, pressandoli con grave peso,
affinché non si raggrinzino, senza rimedio, com'è proprio della Pergamena
bagnata, e poscia asciugata senza una tale avvertenza. Avanti poi di legarli
convien battere i fogli fra carte bianche, affinché non si comunichi lo
stampato dall'una all'altra parte; restando l'inchiostro su le Membrane tutto
esteriore, senza insinuarsi, come nelle carte fatte di straccj. Vedi BATTILORO.
MEZZI FOGLI. Vedi CARTICINI.
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