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Gaetano Volpi
Del furore d'aver libri

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PASSETTI. Così volgarmente si chiamano certe fibbie che chiudono, stringono, e allacciano i Volumi; si fanno per lo più di ottone, d'argento, e di ferro brunito, si conserva l'uso loro ne' Libri liturgici; negli altri sono quasi del tutto disusate, perché offenderebbero nell'estraere, e nel rimettere i Libri nelle scanzìe, i lor vicini.

 

PELLI DI PORCO. Queste sono le più vili che si adoprino per legar Libri, e sono molto usate in Germania; ma gl'ingegnosi Tedeschi han ritrovato da gran tempo la maniera di renderle pregevoli coll'improntar sovr'esse sottili lavori di fiorami, storie, ritratti d'uomini Illustri (benché alle volte anche de' lor pseudosanti) e che so io; e tutto ciò a forza o di torchio, o di ferro caldo adoprato a mano. Tali coperte nuove, o ben conservate riescono eleganti, ma logorandosi presto a cagione de' rilievi, divengono deformi e ingratissime alla vista.

 

PELLI VARIE. Vedi CUOJO. Varie sono le pelli destinate dalla Divina Provvidenza per legar Libri, come di capra, di pecora, di vitello, e fin d'elefante.

 

PERGAMENE. Vedi MEMBRANA. S'adoperavano dagli antichi per legare i Libri, senza fodera di cartone. Elegante legatura, e più immune da' tarli, per la minor quantità di colla che con esse adopravasi; si fanno imitare anch'oggi da qualche dilettante di Libri in più d'uno.

 

PERGAMENE GRASSE. Son da fuggirsi, mentre le coperte de' Libri con esse lavorate sono sempre sporche, attraendo il loro grasso ed untume a sé, oltre alla polvere, ogni altra immondizia; ed è molto facile che sien visitate ed assaggiate da' topi.

 

PESTE. Vedi MACCHIE DELLE PERGAMENE.

 

PIEGARE DE' LEGATORI. Gran diligenza dovria usarsi da' legatori nel piegare massime i Libri di conto; ma succede bene spesso che ciò ingiungano a' lor garzoni, e così i margini riescono ineguali; e pure i numeri, i titoli, i buchi che restano pel puntar i fogli nel torchio, sono indizj quasi infallibili per poter piegar giusto ed uguale. Il vezzo poi che hanno molti nel piegare, di voltar e premere fortemente i cantoni de' fogli, è detestabile, rimanendo perpetuamente ne' Libri i segni di tal piegatura. Conviene anche avvertire se manchi qualche foglio ne' Libri che piegansi, per poterli supplire prima di legarli; trovandosi pur troppo frequentemente Libri, per altro d'ottima conservazione, mancanti di fogli, non per altro accidente, che per l'oscitanza di chi li legò: come pure osservare le linee che accennano di doversi tagliar mezzi fogli, o carticini; altrimenti, legando a casaccio, come spesso si fa, restano fuor di luogo, comparendo i Libri imperfetti, benché non sien veramente tali: finalmente bisogna schifar di trasporre i fogli; e di piegare con impeto e con troppa fretta, per non lacerarli colla solita stecca d'avorio; come non di rado suole accadere: e volendo poi i legatori coprire questo lor fallo, ricorrono alli stampatori di essi Libri, fingendo d'averli ritrovati mancanti di que' fogli da lor lacerati; con danno notabile alle volte di essi, che rendono così mancanti i loro esemplari interi.

 

PIEGARE DE' LETTORI. Leggitori in gran numero nell'adoprare i Libri vanno piegando o le carte intere, facendone anche apparire fuor d'essi l'estremità, come per ricordarsi di passi notabili, e a lor proposito; ovvero più frequentemente gli angoli superiori e inferiori di essi, con esser perciò cagione che, entrandoci la polvere, si anneriscano, e per le aperture da tai piegature formate entrino i tarli, e insetti di vario genere. Niente poi dico di coloro che nel leggere rivoltano forzatamente tutto il Libro, anche ben legato, per poterlo leggere, al dir loro, più comodamente, facendogli perder la forma, e la buona simmetrìa; mentre ognun vede quanto ciò sia da biasimarsi, e schifarsi.

 

PIOGGIA. Non sempre questa rispetta le carte e i Libri come rispettò un la famosa Lettera da S. Bernardo asciuttamente scritta sotto di essa; o il Breviario recitato da un altro Santo, cadendogli attorno, senza toccarlo; ma spesso o ne' viaggi, per essere poco riparati, o nelle Librerie, o in altri luoghi entrando con impeto, e cacciata dal vento bagna, offende, e danneggia molti Libri, se non si accorre opportunamente a chiudere le finestre de' detti Luoghi. In oltre con insidiosi, e per lungo tempo non avvertiti stillicidj li guasta, marcisce, e consuma. A cagione d'uno de' quali, non moltissimi anni sono, in una celebre Libreria d'Italia restarono marciti in gran quantità preziosi Volumi, tra' quali le rarissime Pandette Fiorentine impresse in Firenze in III Tomi in foglio dal Torrentino, e altri somiglianti, con gran compassione de' dilettanti che furono spettatori d'un tale eccidio. La rara Edizione Dousiana de' Luciliani Frammenti, che era fra gli accennati marciti Codici, fu la cagione della Cominiana più accurata ristampa, adoprandosi con gran dilicatezza e diligenza, mentre affatto pregiudicata dal sito e dallo squallore, si sfarinava, e disfaceasi fra le mani degli stampatori.

 

POLVERE. Nemica capitale de' Libri, questa convien tratto tratto astergere dalle teste di essi, stando riposti nelle scanzìe; ma dopo qualche anno è d'uopo sbatterla con violenza fuor de' medesimi; lo che facendo, e si gittano lontani i semi de' tarli, e questi già nati e rodenti si uccidono, e così cessa l'odiosissimo loro incominciato lavoro.

 

POSTILLE. Varj celebri Stampatori, come Aldo e simili, evitarono a tutta lor possa, di metter Postille ne' margini de' Libri da essi stampati, e per non alterar la buona simmetrìa delle facciate, e pel pericolo che in legandoli, o rilegandoli, esse Postille si troncassero dagl'ignoranti e poco avveduti legatori; del che non si può dare in tal materia cosa più sciocca. E pur troppo si vedono ottimi Libri o a penna, o a stampa postillati, colle Postille mozzate; le quali un tempo utili e dotte, ad altro, mezzo tagliate non servono, che a deturparli, avvilirli, e renderli odiosi a' dilettanti.

 

POVERTÀ. Sotto pretesto di essa alcuni Religiosi legano i loro Libri in maniera sordissima e orribile, adoprando vilissime pergamene, anche scritte, cartoni rozzissimi, e carte di riguardo scritte, o stampate: in oltre, gran quantità di colla e di filo, lo che anzi è contrario alla Povertà, mentre con quella si ansa a' tarli di traforarli, e a' topi di roderli; laddove la Povertà industriosa insegna a conservare i doni e le limosine de' fedeli. S. Filippo Neri solea dire: Paupertas semper mihi placuit, sordes numquam. Le Librerie sono come i Palagj della Sapienza, di cui si legge, benché con alto mistico senso: Sapientia ædificavit sibi domum, excidit columnas septem; qual decoro si scorge in Librerie ripiene di così mal rattoppati, e avviliti Libri? Alcuni Santi dicono che la Libreria, dopo la Chiesa, è la cosa più pregevole in un Monistero.

 

PRIME EDIZIONI. Col nome di queste io qui non intendo solamente quelle degli Antichi Autori fatte da' primi Stampatori, e tratte da' Codici MSS. dal 1450 fino al 1500, delle quali chi può ragunar qualche numero, rende al certo più pregevoli le Librerie, mentre contando esse quasi tre secoli, si possono avere in conto di MSS. non avendo in quelle ancora posto mano certi Critici troppo arditi de' susseguenti tempi. Se ne ammira in Venezia l'insigne e quasi intera Raccolta del Sig. Giuseppe Smith Inglese: e qui in Padova quella del fu Signor Conte Alfonso degli Alvarotti, che dove la morte di lui, per buona sorte, passò a decorare e impreziosire la celebre Libreria del nostro Seminario; non intendo, ripeto, di parlare di queste sole, ma di tutte le Prime Edizioni dell'Opere di valenti e stimati Autori in ogni genere di letteratura, principalmente di quelle da essi nello stamparsi assistite; le quali si riconoscono per lo più dall'epoche apposte in fine delle Dedicatorie, o Lettere a' Lettori, ovvero da altri indizj. Procurino adunque gl'incettatori de' buoni Libri di attenersi a queste, come alle più copiose e legittime; mentre le ristampe fattene da certi stampatori per puro negozio, e guadagno, sogliono (e credasi pure anche a me che ne ho fatte molte sperienze) essere tronche in più luoghi, e scorrettissime; quando però anche le ristampe non fossero state assistite, e procurate dagli stessi Autori; lo che varie volte succede; che le accrescono, e le migliorano, come e. gr. fece lo Scaligero nel suo Manilio, che ne fece la seconda, la terza, e forse alcun'altra Edizione, e ciò pur fece il Sigonio nel suo Tito Livio; imitati da moltissimi altri, e in ispecie da mio fratello ne' suoi Poeti, Catullo, Tibullo, e Properzio. Un esempio solo addurrò per confermare ciò ch'io insinuava; ed è quello del Cristiano Istruito, e del Quaresimale, Opere tanto meritamente stimate del famosissimo Padre Paolo Segneri della Compagnia di Gesù, stampati sontuosamente la prima volta nella Stamperia del Gran Duca di Toscana in Firenze, i quali assistiti, e corretti, nell'imprimersi, dall'accuratissimo loro Autore, riuscirono un miracolo di correzione, di modo che non dovrebbe parere eccedente qualsisia prezzo che per essi chiedessesi: laddove moltissime ristampe fattene da mercenarj stampatori, sono da que' pregevolissimi Originali affatto degeneranti.

 




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