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Gaetano Volpi
Del furore d'aver libri

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RACCOLTE. Non solo s'usa di far Raccolte di Composizioni per varj motivi, ma dagli economi e avveduti Bibliotecarj se ne fanno di varj piccioli Libri, facendoli insieme legare per meglio e più sicuramente così conservarli. Bisogna però avvertire di farle giudiciosamente, e di argomenti e materie per quanto si possa consimili, e sopra tutto di non miscere sacra profanis, come m'è accaduto spesso di vedere: avvertendo ancora che la forma degli Opuscoli sia eguale, affinché nel tagliar i Volumi con essi formati, non restino alcuni di loro co' margini malamente mozzati; com'è succeduto ad un rarissimo Esemplare delle Cose Latine del Sanazzaro stampate in foglietto, che per averlo il possessore voluto unire ad Opuscoli in 4 (come si raccoglie da' numeri scritti nelle facciate) restò orribilmente difformato e tronco.

 

RAPPEZZARE. Gran diligenza si ricerca nel ben rappezzare gli ottimi Libri in varie guise deteriorati ed offesi. Conviene scegliere carta dello stesso colore, come pure di somigliante tessitura e pasta. Alcuni diligentissimi (che altri chiamerebbe superstiziosi) conservano a tale effetto carte antiche di varj paesi, e di ottimi stampatori, tratte da Libri imperfetti di essi, per valersene a tal'effetto opportunamente. A differenza di quegli sciocchi non ristoratori, ma guastatori de' Libri, che rappezzano anche quei di gran rarità e prezzo infino con carte scritte, o per lo più grosse, oscure, e vilissime, riempiendole di colla in maniera che poco dopo si lacerano e scavezzano i fogli così duramente e mal rattoppati, tutto ciò s'intende nelle rotture de' margini. In quelle poi in mezzo allo stampato si adopra e bene, e male certa sottilissima membrana pelle vergine volgarmente appellata; questa unisce le fissure, e non del tutto oscura le lettere, di modo che sotto di essa si possono ancora leggere. Il nostro Lorenzo Tedesco avea una certa sua colla formata di zucchero, e forse di qualch'altro ingrediente, con cui, bagnata colla saliva, fortemente univa in guisa le carte fesse che più non si separavano. Lo che a tutti non riusciva, benché da esso ottenuta l'adoprassero; credo che dipendesse l'intento dal modo ch'ei tenea nell'usarla.

 

REGISTRARE. Anticamente gli Stampatori mettevano in fine de' Libri il Registro di essi, per norma de' legatori, affinché non errassero nel cucirne i fogli. Questo altro non era che una continuata serie delle lettere dell'Alfabeto che si sogliono porre sotto ciascun foglio; il qual finito, si replica, se il Libro è vasto, più e più volte, aggiungendo alle majuscole le minori lettere, così: Aa Aaa Aaaa ec. segnandosi anche spesso i primi fogli con varj altri segni, come *, †, numeri, o che so io? Questa lodevole e utile usanza da molto tempo si è trasandata, come è succeduto, e tutto succede, di molte altre de' savj nostri antenati. Qual maraviglia poi se oggidì molti Libri sieno mal legati, e con fogli trasposti e mal collegati? I diligenti Bibliotecarj non solo registrano i Libri nelle segnature sotto de' fogli, e ne' richiami di essi, ma ancor ne' numeri delle pagine, per assicurarsi del tutto di lor perfezione ed integrità.

 

REPLICAZIONE DE' FOGLI. Succede alle volte nel mettere insieme i fogli nelle stamperie per formar con essi le particelle de' Libri, che in vece di prender un foglio differente, se ne prendano due somiglianti; lo che non avvertito da' legatori, restano i Volumi imperfetti, cioè mancanti d'un foglio, e ridondanti d'un altro. Ciò mi accadde in un Tomo di Cicerone comentato e stampato da' Manuzj, e in uno del Tesoro della Lingua Greca d'Errico Stefano venutoci da Norimberga, dove per tal cagione tutto intero il Corpo di esso ritornò.

 

RIGUARDI. Sono quelle carte bianche che si pongono volanti in principio e in fine de' Libri: le quali per lo più dagl'ignoranti, e da poco apprezzatosi de' Libri vengono strappate per valersene in vilissimi, e immondi usi. Si pongono esse per preservare i Libri da varie ingiurie e accidenti, di sporcarli, bagnarli, o lacerarli ne' primi e negli ultimi fogli, che sono i più esposti a tutto ciò. Molti usano a farne porre in qualche numero, non solo per meglio conservare i Volumi, massime se in cuojo legati, ma altresì per far sovr'esse notandi; e così serbar illesi e netti i margini de' medesimi. Vedi CUOJO.

 




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