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Vincenzo Viviani
Vita di Galileo Galilei

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  • XII
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XII

Per così salutifero benefizio che l'infinita Providenza si compiacque di conferirgli in rimuoverlo d'error così grave, non volle il Sig.r Galileo dimostrarsele ingrato con restar di promuover l'altre invenzioni di altissime conseguenze. Che perciò nel 1636 si risolse di far libera offerta alli Ill.mi et Potentissimi Stati Generali delle Provincie Unite d'Olanda del suo ammirabil trovato per l'uso delle longitudini, col patrocinio del Sig.r Ugon Grozio, ambasciador residente in Parigi per la Maestà della Regina di Svezia, e con l'ardentissimo impiego del suddetto Sig.r Elia Deodati, per le cui mani passò poi tutto il negoziato. Fu dalli Stati avidamente abbracciatagenerosa offerta, e nel progresso del trattato fu gradita con lor umanissima lettera, accompagnata con superba collana d'oro, della quale il Sig.r Galileo non volle per allora adornarsi, supplicando gli Stati a compiacersi che il lor regalo si trattenesse in altre mani sin che l'intrapreso negozio fosse ridotto a suo fine, per non dar materia a' maligni suoi emuli di spacciarlo come espilator de' tesori di gran Signori per mezzo di vane oblazioni e presuntuosi concetti. Gli destinarono ancora, in evento di felice successo, grossissima recognizione. Havevano già deputato per l'esamina et esperienza della proposta quattro Commessarii, principalissimi matematici, esperti in nautica, geografia et astronomia10, a' quali poi il Sig.r Galileo conferì liberamente ogni suo pensiero e secreto concernente alla speculativa e pratica del suo trovato, et in oltre ogni suo immaginato artifizio per ridurre, quando fosse occorso, a maggior facilità e sicurezza l'uso del telescopio nelle mediocri agitazioni della nave per l'osservazioni delle Stelle Medicee. Fu da quei Commessarii esaminata e con ammirazione approvata così utile et ingegnosa proposizione. Fu eletto da' medesimi Stati il Sig.r Martino Ortensio, uno de' quattro Commessarii, per transferirsi d'Olanda in Toscana et abboccarsi col Sig.r Galileo, per estrarre ancor di più dalla sua voce tutti quei documenti et instruzioni più particolari circa la teorica e pratica dell'invenzione. Insomma, nella continuazione per più di cinque anni di questo trattato, non fu per l'una parte o per l'altra pretermessa diligenza e resoluzione per venire alla conclusione di tanta impresa. Ma a tanto non concorrendo per ancora il Divino volere, ben si compiacque che il nostro Galileo fosse riconosciuto per primo e solo ritrovatore di questa così bramata invenzione, sì come di tutte le celesti novità e maraviglie, e che per ciò si rendesse immortale e benemerito insieme alla terra, al mare, et quasi dico al cielo stesso; ma volle con varii accidenti impedire l'esecuzione dell'impresa, differendola ad altri tempi, con reprimer intanto il fastoso orgoglio degli uomini, che averebbero per tal mezzo con egual sicurezza passeggiato l'incognite vie dell'oceano come le più cognite della terra. Per lo che, avendo il Sig.r Galileo per lo spazio di ventisette anni sofferto grandissimi incomodi e fatiche per rettificare i moti de' satelliti di Giove, i quali finalmente con somma aggiustatezza egli aveva conseguiti per l'uso delle longitudini; e di più avendo per esattissime osservazioni pochi anni avanti, e prima d'ogn'altro, avvertito col telescopio un nuovo moto o titubazione nel corpo lunare per mezzo delle sue macchie; non permettendo la medesima Providenza Divina che un sol Galileo disvelasse tutti i segreti che forse per esercizio de' futuri viventi ella tiene ascosi nel cielo; nel maggior calore di questo trattato, nell'età di settanta quattro anni in circa, lo visitò con molestissima flussione ne gl'occhi, e dopo alcuni mesi di travagliosa infermità lo privò affatto di quelli, che soli, e dentro minor tempo d'un anno, avevan scoperto, osservato et insegnato vedere nell'universo assai più che non era stato permesso a tutte insieme le viste umane in tutti i secoli trascorsi.





10 Presidente eletto dalli Stati per l'esame della invenzione:

Sig.r Lorenzo Realio, Governatore generale delle Indie Orientali.

Deputati o Commessarii:

Sig.r Martino Ortensio, Matematico d'Amsterdam;

Sig.r Guglielmo Blavio, geografo;

Sig.r... Golio, professore di matematica in Leida;

Sig.r Isaac Beecchmanno, professore di matematica e Riformatore della Scuola Dodracena.





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