Lago di Costanza, 26 luglio 1868.
Carissimo Amico,
ricevo
in questo momento una lettera di Gustavo Struve (il propugnatore della
rivoluzione nel Ducato di Baden 1848): mi scrive che vi ha scritto il 14 di
questo mese riguardo alla pubblicazione del vostro romanzo in Germania
ed America. Mi rincresce assai che vengano a seccarvi con cose noiose di
cui io voleva incaricarmi. Ma sentite: sapendo che Gustavo Struve è rimasto 14
anni in America e che vi ha scritto e pubblicato una storia universale nel
senso liberale, che vi aveva pubblicato altri libri, io doveva supporre che gli
editori più liberali gli fossero ben noti. Dunque gli scrissi, domandandogli di
mandarmi i nomi di tali editori, affinché io potessi mettermi in rapporto con
loro. Ora sento da lui che vi ha scritto e ne sono furiosa. Se volete
affidargli la pubblicazione tedesca in America sarà forse bene. Io ho mandato
molti scritti da Creta a G. Struve; furono tutti pubblicati ma mai ebbi un
soldo mentre io ne volevo per i miei poveri Cretesi. Intanto ogni volta che
mando un articolo ai giornali ricevo o sette o dieci dollari tedeschi. In
quanto alla pubblicazione tedesca, sono già in relazione e corrispondenza con
tantissimi editori per vedere chi mi offre il massimo e credo che sia meglio
lasciarmi terminare l'affare. Del resto il vostro volere è per me una legge
sacrosanta.
Caro
amico, vi bacio la mano in fretta, ma con tutta l'effusione d'affetto e d'ammirazione
che ho per voi, uomo di Dio. La vostra dev.ma amica
Speranza.
Anita
sta benissimo.
Vi
scrissi giorni fa. Vi prego, rispondete. Struve mi scrisse una volta: “Io non
ho mai avuto il genio di domandare e di ottenere un soldo dai miei editori”.
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