Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Francesco De Sanctis
La scienza e la vita

IntraText CT - Lettura del testo

  • IV
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

IV

Innanzi a questi esempii io mi raccolgo e mi domando: cosa è la vita di un popolo?

Un popolo vive, quando ha intatte tutte le su forze morali. Queste forze non producono, se non quando trovano al di fuori stimoli alla produzione Più gagliardi sono gli stimoli, e maggiore è la loro intensità e vivacità. Gli stimoli ti creano il limite, cioè a dire uno scopo, che le toglie dal vago della loro libertà, e le determina, loro un indirizzo. In quanto la loro libertà è limitata, queste forze sono produttive. L'uomo forte, quando pure voi gli togliate il limite, se lo crea lui, e se non può legittimo, se lo crea illegittimo: perchè la forza ha bisogno del limite, come il mezzo ha bisogno dello scopo. Testimonio è il prete, il quale, negati a lui i figli, si sente con più tenace affetto legato a' nipoti. Più il sentimento del limite è fiacco in un popolo, e più è debole, più è vicino alla dissoluzione: e per contrario la vita è più potente dove è una coscienza più sviluppata del limite.

Per uscir dell'astratto, guardiamo cosa era l'uomo, prima che la scienza moderna vi avesse posto la mano.

L'uomo del medio evo, robustissimo di sentimento e d'immaginazione, nella pienezza della sua libertà e nella foga delle sue passioni, trovava ad ogni passo de' limiti accettati dalla sua volontà, perchè non erano imposti con violenza dal di fuori, ma erano il prodotto della sua coscienza. Que' limiti perciò non erano ributtati come ostacoli ma erano rispettati come doveri e come stimoli alla produzione. Aveva la sua casa, dove trovava la donna, materia di venerazione e quasi di culto, il padre della famiglia, armato di dritti formidabili, avvezzo al comando e sicuro dell'ubbidienza, il nome della famiglia, vincolo comune e rispettato, che imponeva a tutti gli stessi odii e gli stessi interessi, tradizioni secolari, di cui era viva la storia ne' testamenti degli avi, che con previdente affetto abbracciavano i secoli e incatenavano l'avvenire alla perpetuità del casato. La famiglia era già per lui come una piccola patria, che gli creava doveri, approvati dal suo cuore, e trasformati in gagliardi stimoli al decoro e alla prosperità della casa. E aveva la grande patria vicina e concreta, che incontrava ad ogni passo della vita, immedesimata col suolo, con la casa, con le parentele, co' suoi interessi le sue passioni e le sue aspirazioni, comunanza di sentimenti e di credenze e di costumi, che con vocabolo singolarmente espressivo era detto il Comune. Ivi trovava nuovi vincoli e nuovi stimoli all'opera, la sua chiesa e la sua classe, poderosi organismi, de' quali si sentiva parte, forte della forza comune. Quando si spiegava all'aria il gonfalone, tutti vi si stringevano attorno, deliberati a porre per quello le sostanze e la vita, perchè il gonfalone era il simbolo della patria e la patria era la terra de' padri, era la famiglia, la chiesa, la classe, il comune. L'uomo viveva come abbarbicato al suo suolo, a' suoi avi, alla sua casa, alla sua chiesa, alla sua classe, al suo comune, chiuso in potenti organismi, che gli rammentavano doveri da compiere più che dritti da rivendicare. Si sentiva non un individuo libero e isolato, ma parte di un tutto, vivente della vita di quello, figlio, marito, cittadino, soldato, credente, di questo o quel ceto. E qui era il difetto di quei ferrei organismi; l'individuo non vi aveva fini propri, ma un fine comune, che spesso pesava sopra di lui come il fato, e uccideva la sua libertà. A poco a poco il limite soperchiò, cessò di essere uno stimolo, e divenne un ostacolo. L'uomo stretto come in una rete di organismi soprapposti gli uni agli altri, de' quali non sapeva come distrigarsi, vi si sentia affogare e intisichire, e prese in odio i sentimenti più cari della vita, la sua religione la sua famiglia, il suo comune, la sua classe. Volendo rovesciare l'ostacolo, soppresse lo stimolo. Quei limiti non furono più doveri graditi, accettati dalla sua volontà ma obblighi imposti dalla violenza,e nell'ardore della lotta perirono nella sua coscienza non solo quegli obblighi, ma quei doveri; la religione, la stessa morale gli divenne sospetta, perchè invocata da' suoi oppressori; maledisse la società e la legge come istrumenti della sua oppressione e sospirò allo stato di natura, e perchè nel suo sangue ci era entrato il guasto, cacciò da il sangue cattivo e il sangue buono: così cominciò quella dissoluzione che Machiavelli chiamava corruttela italiana. Molti fanno di quella corruttela autrice la scienza, e non veggono che la scienza apparve quando la materia era già corrotta, apparve per risanare.

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2008. Content in this page is licensed under a Creative Commons License