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| Mons. Giulio Raimondo Mazzarino Breviario dei politici IntraText CT - Lettura del testo |
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INTRODUZIONE LO STAMPATORE A chi legge Non ho potuto prima di questo tempo, mio benigno Lettore, parteciparti il presente tesoro de' Politici Dogmi, trasmessomi un pezzo fa da un gran Principe Italiano, per pubblicarsi alla luce della stampa, e da me per altr'importantissimi affari differito al dì d'oggi, che per reiterati comandamenti del medesimo Principe mi riduco finalmente a divulgare. La sublimità dell'argomento, e 'l nome stesso dell'Eminentissimo Cardinal Mazzarini, che cavò da se medesimo, come dal vivo modello della sua vita, e operazioni queste massime, basteranno per una efficace commendatizia del presente libricino, a non isdegnare di averlo sovente sotto gli occhi, e fra le mani i primi Potentati dell'Europa, non che i Titolati lor Soggetti, Principi di minor grado, e gentil'uomini privati, per ciascuno a proporzione valersene al perfetto governo de' suoi sudditi, e sopra tutti del suo propio individuo. E vaglia il vero, non potrà in estremo non prezzar quest'Operetta chi con una scorsa di pensiero rianda le catastrofi, e stranissime mutazioni della Corte di Francia, dove questo grand'uomo consumò tutta sua vita, e i continui naufragj, che parvero più volte ingojarlo, e sommergerlo nel più profondo delle sciagure; ed egli sempre risorse a fior d'acqua, non con altra tavola di scampo, che colla direzione di questi suoi dogmi; nè seguì altra scorta, per distrigarsi da' laberinti artificiosi de' suoi emoli, che l'unico filo delle presenti istruzioni; col cui magistero si battè vinta, e soggiogata a' piedi la sinistra fortuna, che confessò insuperabile il senno di questo grand'Eroe della Porpora; sol perchè agguerrito delle armi di questi Dogmi, impenetrabili alle saette della sorte contraria. Rerum fato prudentia maior; non v'ha chi possa smentirmi il sensatissimo emistichio del Poeta latino; e per conseguenza non oserà contendermi, che il Mazzarini cogli auspicj soli di questo suo libricino, a guisa di Cajo Cesare con in mano i Commentarj, si mantenne a galla in tutt'i marosi delle disgrazie, quante nel vastissimo Regno della Francia dalla calca de' suoi rivali gli si suscitarono contro, per assorbirlo. Queste medesime massime lasciò egli, come leggi inviolabili al Gran Luigi XIV, invittissimo Monarca della Francia, per non solo mantenersi in tutta la propia Monarchia, ma per dilatarla a que' sterminati confini, dov'egli col valore, e col senno fin'ora l'ha ampliata. Non parlo della felicità, ubbidienza, e ossequio di tante nazioni al suo scettro sottoposte, senza menomo intestino movimento di sediziosi tumulti; quando per l'innanzi la ribellione a quei popoli era così usuale, come appunto le agitazioni al mare. Effetti indubitabili del Magistero del Mazzarini, comunicatogli nell'Epilogo di questi Dogmi, che tu mio cortese Lettore puoi recare a tua gran ventura, aver fra le mani, come furto prezioso del gabinetto di sì degno Monarca. Entrane dunque ancor tu alla participazione di questi arcani, ne' quali si restrigne quel Magistero de' Magisterj, e Arte delle Arti, come chiamò il Nazianzeno l'amministrazione de' popoli: Ars artium, hominum gubernatio. Di qui si cavano quegli incantesimi, da ammansir fiere, cicurar furie, placar tigri, e mitigare i più rozzi, e aspri macigni, come ne sembrò al Principe della Romana lira, quando stimò, che Ercolo, e Bacco, e Polluce, per mezzo d'un'arte a lui ignota, perchè innominata, raggiunsero a far prove della loro forza sino a termini dell'impossibile, che è tutta dessa, ridotta come in istillato di quint'essenza, la Politica qui compilata del Cardinal Mazzarini,
Hac arte Pollux et vagus Hercules enisus arces attigit igneas, quos inter Augustus recumbens purpureo bibet ore nectar;
hac te merentem, Bacche pater, tuae vexere tigres indocili iugum collo trahentes; hac Quirinus Martis equis Acheronta fugit
Con quest'arte altresì potrai, mio riverito Lettore, guadagnarti l'immortalità del nome, segnalandoti con una sopraffina prudenza fra tuoi Cittadini, che ti consulteranno, come un Nestore, e ti ammireranno come un Solone del tuo secolo. Adoperala dunque, non già per l'altrui inganno, ma per prevenire gl'inganni altrui, e valertene, come di antidoto al veleno della frode, che tanto oggi giorno serpeggia, e in cui riparo anche l'Agnello senza fiele ci volle forniti d'una prudenza serpentina: Estote prudentes, sicut serpentes. Vivi sano, e sovvengati sovente di questa mia industria, che per aggevolare a te, e ad ogni altro l'intelligenza di quest'imprezzabili documenti, mi sono preso con una scrupolosa attenzione trasportarli da una latinità perplessa, e laconica, a' periodi della nostra Italiana favella nella più candida, e sincera formola, che mi è stata possibile; con aver anche la mira proporzionata agli uomini di stato, a' quali con disegno particolare s'indrizza questa mia fatica. Non ho tuttavia lasciato di non camminare una via di mezzo, coll'uso dello stile, non molto sublime, nè molto basso; non gran fatto plausibile per la sollevatezza dell'andamento, nè pure anche spregevole per la dozzinalità della frase. Goditi, torno a dire, questo mio affettuoso tributo, e gradiscine, se non l'opera, l'amore, assomigliandoti al nostro Dio, che al sentir di S. Gregorio, nunquam respicit quantum, sed ex quanto. Dovendoti per ultimo avvertire, che io mero traduttore di questa cortigiana Politica, ne rapporto semplicemente i precetti; come anche ha praticato il sopraddetto S. Gregorio, comentando il capo XI di Giobbe, che sapientia hujus mundi est cor machinationibus tegere, quae falsa sunt vera ostendere, quae vera sunt falsa demonstrare, irrogata ab aliis mala multiplicius reddere, &c. Non altrimenti io, che non potendo punto appartarmi da' dettami della legge Evangelica. E di bel nuovo ti annuncio prognostici di felicità, e contenti.
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