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Mons. Giulio Raimondo Mazzarino
Breviario dei politici

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  • CUOPRIR GLI ERRORI O RISARCIR I FALLI
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CUOPRIR GLI ERRORI O RISARCIR I FALLI

 

Se ti trasportasse inavvedutamente la lingua, o sdrucciolassi in qualche trascorso, con leggiadra, e repentina invenzione, dirai, aver così favellato, per udire l'altrui sentimenti, o aver parlato in quella forma, per assomigliar il tenore del favellar di quel tale. Giubila, come se ti sia riuscito il disegno, o dolgati di non averlo saputo a bastanza esprimere.

 

Se tal'uno per ignoranza prese sbaglio, ancorchè non l'abbi raggiunto, guardati di fartene dar conto da altri, e così mostri di non aver saputo accorgertene. O pure figurati pensoso, e dubbio, e che in grazia della verità dimandi accertarti, ovvero ricerca del suo sentimento il vicino, che farebbe in simil caso; nascondendogli il tuo parere, per non farti scuoprire di non aver capito.

 

Se non ti sovviene di qualche bel detto (e ciò succede a' troppo candidi) guardati di non profferir a sorte l'opposto. Il perchè faresti meglio ridurre, come a una tavola, o indice i più sentenziosi detti, o assiomi. Sii oculatissimo a non confondere altrui; perchè ne riporteresti o 'l concetto d'ignorante, o faresti conoscere la tua maligna intenzione. Perlochè antivedi, e dà riparo per tempo al doppio sconcio accennato.

 

 




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