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| Carlo Goldoni L’apatista IntraText CT - Lettura del testo |
Il Cavaliere e la Contessa Lavinia.
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Dunque voi non amate. |
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Se amar senza sospiri, signor, voi siete avvezzo, Non conosceste ancora del vero amore il prezzo. |
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Per me non vi è pericolo, che accesa amor vi renda. Siete già prevenuta. |
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Tutto ancor non sapete, |
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Da molt'anni, il sapete, perdei la cara madre; Per custodir miei giorni debole troppo è il padre; Veggo che nell'etade principio ad avanzarmi, Onde è in me necessaria l'idea di collocarmi. Nel povero mio stato gran sorte io non sperai, Un mediocre partito di conseguir bramai; Ma più d'ogni altro bene, più di ricchezze e onori, Cuor rinvenir mi calse colmo d'onesti ardori. Parve a me don Paolino d'ogni amator più acceso, Per amor mio più volte a sospirar l'ho inteso. Procurava i momenti di starsi meco allato, Mille sincere prove dell'amor suo mi ha dato. Posso dir con costanza don Paolin mi adora, Sposo in cuor mio lo elessi, ma non gliel dissi ancora. Seppi che il padre mio, senza aspettar consiglio, Si espose incautamente di perdermi al periglio. Egli al signor Giacinto, quivi testé veduto, Giovine stravagante da voi ben conosciuto, Promise la mia mano dal timor sopraffatto, E senza mia saputa soscrissero il contratto. Da ciò sollecitata, più assai che dall'amore, Porger volea la mano a chi mi offriva il cuore; Stava per dire il labbro, don Paolino è mio, Quando impensatamente manca di vita il zio. S'apre il suo testamento, odo la legge espressa; Colla ragion principio a consigliar me stessa. All'amator rallento i segni dell'affetto, E rilevar gli arcani del vostro cuore aspetto. Ma invan da voi tentando lungi sapere il vero, Venni col padre io stessa a sciogliere il mistero; E arrossendo che fosse la mia intenzion saputa, Finsi d'altro disegno cagion la mia venuta. Or sarebbe un delitto il simular più innante: Tradirei me medesima, e tradirei l'amante. Deggio sinceramente svelarvi il mio pensiero; Tutto il mio cuor vi dico, e quel ch'io dico, è vero. Non ho per don Paolino passion qual vi pensate, Per voi serbo la mano e il cuor, se lo bramate; Vi amerò eternamente, mi scorderò di tutti, Pur che sperare io possa della mia fede i frutti. Pure che voi mi amiate, sarò contenta appieno, Ma se amar non sapete, non mi tradite almeno. In me sia debolezza, sia una passione innata, Tutto il ben che desidero, è il ben d'essere amata; Non con amor fugace, ma col più saldo e forte, Quanto amar si può mai da un tenero consorte. Se ciò mi promettete, vostro il mio cuor sarà; Quando no, vi rinunzio ancor l'eredità, |
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Con un piacere estremo, Contessa, io vi ascoltai; Un parlar più sincero non ho sentito mai; Ed io, che al par di voi sincero esser mi vanto, Vi dirò il mio pensiero schiettissimo altrettanto. Se d'amor mi parlate, che è naturale in tutti, Con cui l'uom si distingue dal genere dei bruti, Di quell'amor che ispira la cognizion del bene, Che la ragion produce, che dal dover proviene, Lo conosco, l'intendo, di coltivarlo ho cura, Ma se passion diventa, entro il mio sen non dura. So che voi siete amabile, lo veggo e lo confesso, M'impegnerei d'amarvi, come amerei me stesso. |
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Sareste voi geloso? |
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Mi sembra abbominevole. |
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Ognun trattar potrebbe. |
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Chiunque piacesse a lei. |
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No, preveder non posso, che in saggia onesta dama Rendasi il cuor capace di biasimevol brama. L'onore è quel tesoro che donna ha in maggior pregio, E custodirlo insegna di nobiltade il fregio. Con tal giusto principio cheto vivendo in pace, Crederei la mia sposa d'una viltà incapace; Certo, che se non vale il fren della ragione, Ogni custodia è vana contro la rea intenzione. Però non mi crediate stolido a sì alto segno, Da tollerare aperto un trattamento indegno. |
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Non sdegnereste adunque di essere mio consorte. |
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Anzi di un dono simile ringrazierei la sorte. |
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No certo. |
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Ma come? |
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Tenero pronunciate di cara sposa il nome. |
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Ma non con tenerezza. |
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Cara la mia sposina. (Con qualche caricatura.) |
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Non così caricato. |
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Ve l'ho detto, Contessa, io non ne sono usato. |
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Il Cavalier si vede, che ha un cuor pien di virtù; Ma lo vorrei vedere amante un poco più. |