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Carlo Goldoni
L’apatista

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SCENA SESTA

 

Fabrizio ed il Cavaliere che torna.

 

 

FABRIZIO:

Signor. (Chiamando il Cavaliere.)

CAVALIERE:

Che c'è di nuovo?

FABRIZIO:

La lettera ho recata

Io stesso, e la risposta in voce ho riportata.

CAVALIERE:

Che disse il formidabile signor Giacinto?

FABRIZIO:

Udite;

Se ben me ne ricordo, ve lo dirò, stupite.

Vanne dal Cavaliere, di' che uom di valore

Saprà fra quelle mura venir senza timore.

Digli che or or mi aspetti; digli che non pavento

Gli ospiti e i servi loro, se fossero anche cento.

Digli poi ch'io mi fido della parola data,

Ch'io non vuò per paura condur la gente armata.

Ma sol perché si vegga, s'io merito rispetto,

Condurrò i miei seguaci del Cavalier nel tetto. (Procura imitare la caricatura di Giacinto.)

CAVALIERE:

Egli non ha timore, ma un poco di spavento.

Venga pur, ch'io mi voglio pïgliar divertimento.

FABRIZIO:

Sento rumor.

CAVALIERE:

Che fosse?...

FABRIZIO:

Eccolo, appunto è desso.

Son preparati i servi, vo a prepararmi io stesso.

 

 

 




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