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Carlo Goldoni
La donna di testa debole

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  • LA DONNA DI TESTA DEBOLE
    • ATTO PRIMO
      • SCENA QUARTA
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SCENA QUARTA

 

Donna Violante, poi Argentina collo specchio.

 

ARG. Compatitemi signora; è venuta una visita alla signora vostra cognata, e ha toccato a me riceverla ed introdurla

VIO. Chi è questa visita?

ARG. È la signora donna Aurelia.

VIO. Donna Aurelia va da mia cognata, e non viene prima da me? Bene, bene la scarterò.

ARG. Ha domandato anche di voi, signora...

VIO. qui lo specchio. (arrabbiata)

ARG. Eccolo.

VIO. (Si va guardando nello specchio, e s'accomoda con uno spillone).

ARG. Credo che dopo verrà da voi...

VIO. Da me dopo? Vada al diavolo. (con rabbia si concia)

ARG. Voi avete paura di scomparire, e fate torto a voi stessa. Credetemi, signora padrona, avete assai migliorato da che siete vedova.

VIO. Gli occhi non mi pare che abbian patito. (guardandosi nello specchio)

ARG. Per quello che avete pianto, non doverebbono aver patito certo.

VIO. Una volta mi pare che io era più rossa.

ARG. Ah, in quanto al rosso poi, il più e il meno sta in vostra mano.

VIO. Sento gente. Chi viene?

ARG. Parmi che sia...

VIO. Donna Aurelia? non la voglio ricevere

ARG. Ma io non saprei...

 

 

 




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