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| Alberto Nota La fiera IntraText CT - Lettura del testo |
Scena ottava
Il conte Aurelio e la contessa Emilia. Aurelio sopra pensiero passeggia irregolarmente.
EMILIA (finge d'occuparsi di sé per un momento, poi dice) Che avete, mio sposo, mi sembrate di mal umore?
AURELIO Mia moglie... perdonate...
EMILIA Questa mattina non fate altro che domandarmi perdono. Convien dire me ne abbiate fatto delle brutte.
AURELIO Dirò: io doveva realmente andare a Novara per miei interessi...
EMILIA Or bene avete cangiato pensiero: cangiano i savi... ed anche i matti... e invece siete venuto a goder della fiera, nel vostro castello... sette giorni prima, è verissimo.,.
AURELIO Sei.
EMILIA Sí, oggi è il settimo: ma questo non monta, sei, otto, dieci, quando si sta allegramente: e un po' di divertimento per rompere la monotonia di casa è lecito, giusto ed onesto; e poi avete avuto qualche altro affare... insomma avete fatto bene, ed io sono contenta.
AURELIO (Ella dissimula per tema d'essere rimproverata ella stessa) (da sé).
EMILIA Se non avete altro, non voglio che amareggiamo questi momenti... vo di là perché aspetto alcuno (finge di voler partire).
AURELIO Voi sapete che in Montenero ho due possessioni che mi occorre visitare di quando in quando...
EMILIA Fate benissimo: l'occhio del padrone ne val cento (come sopra).
AURELIO Ho dovuto far conoscenza con quel notaro...
EMILIA Ma queste sono freddure, marito mio.
AURELIO Perché sappiate che, per avere in questi giorni di fiera un poco di compagnia, ho invitato...
EMILIA Il notaro di Montenero?
AURELIO E sua moglie e la ragazza.
EMILIA Adesso conosco perché ho veduto la tavola apparecchiata per molti. Avete fatto bene, benone: rideremo, avremo gente, che deliziosa giornata!
AURELIO Aspetto anche il delegato.
EMILIA Ottimamente: ma vedrò pur volentieri questa... come si chiama?
EMILIA Bel nome: e suo marito?
EMILIA Vedremo dunque madama Zuccolina. Mi piacciono tanto queste signore di villa... si vestono con tanto garbo, con tanta grazia... affastellano poi un monte di roba sui cappellini: fiori, nastri, blonde, fettucce, eh? dite la verità, rideremo... ma voi non ridete, mi pare, non ridete niente affatto.
AURELIO Egli è tempo ch'io sappia ora da voi... (gravemente).
EMILIA Ma dov'è madama Zuccolina? Vorrei fare un atto del mio dovere: non commettiamo inciviltà.
AURELIO E voi siete venuta sola? (come sopra).
EMILIA No, caro sposo (sempre con allegra indifferenza), io sono venuta in buonissima compagnia: è venuto meco il cavalier Floridoro.
AURELIO Come! colui che mi fu rivale e voleva la vostra mano?
EMILIA Poverino! ed io l'ho trattato in allora cosí male per causa vostra...!
AURELIO Ma questa compagnia, scusate, contessa...
EMILIA Come sarebbe a dire?
AURELIO Floridoro è un giovane onesto...
EMILIA Onesto, gentile, compito.
AURELIO Ma una dama d'onore dee pensare...
EMILIA Egli è vero, sí, è giusto ch'io ve lo presenti, non mancherò a questa convenienza.
AURELIO Dovevate prima...
EMILIA Perdonatemi, io temeva che foste occupato... Ehi? chi è di là? Oh eccolo appunto senza bisogno d'imbasciata.