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| Alberto Nota La fiera IntraText CT - Lettura del testo |
Scena seconda
Berto dagli appartamenti, e detti.
BERTO (al conte) La signora contessa le fa sapere che essendole sopraggiunta la solita emicrania, è scesa a prendere aria in giardino.
AURELIO In giardino! a quest'ora?... tutta sola?
BERTO Signornò: è con essa quel signor cavaliere.
AURELIO (Sentite?) (con fuoco e piano a Lorenzo).
LORENZO (Eh un po' di fresco... v'è un bel chiaro di luna) (piano).
BERTO E prega Vostra Signoria di non lasciar sola di là madama Doralisa, giacché il marito e la ragazza si sono addormentati (prende il cappellino e il taglio d'abito).
LORENZO (Vedete che moglie condiscendente!) (come sopra).
AURELIO Va' a dire alla contessa... e dove porti quella roba?
BERTO Debbo consegnarla alla cameriera, perché la riponga nella carrozza.
AURELIO E che? la contessa vuol partire?
BERTO Credo di sí: i cavalli sono attaccati, i fanali accesi...
AURELIO E per dove?
BERTO Non saprei.
AURELIO Non so chi mi tenga... Vanne, le dirai... (Andate voi, caro dottore, ditele che voglio parlarle) (piano).
LORENZO Dispensatemi da tale ambasciata.
AURELIO Dirai al cocchiere che non si muova senza mio ordine.
BERTO Ma se la padrona volesse...
AURELIO Se non mi obbedisce, lo caccerò sul momento. Parti.
BERTO Sarà servita. (E chi lo conosce piú?) (da sé e parte).
AURELIO E voi ricusate di secondarmi?
LORENZO Pensate che la signora Doralisa...
AURELIO Ora penso all'onor mio...
LORENZO Che c'entra qui l'onore? Le vostre sono paure chimeriche, come appunto certi mali dell'immaginazione: chi li teme, gl'ingrandisce, chi li disprezza, non li sente piú.
AURELIO Ho ben altro in capo che i vostri aforismi. Voi andate di là con madama, io scenderò in giardino (s'incammina).
LORENZO Non commettete imprudenze, vi renderete ridicolo.