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Alberto Nota
La fiera

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Scena seconda

 

Lena, da un altro uscio a destra. e detti.

 

LENA Mi comandi, signor conte?

AURELIO Lena mia, bada a quel che ti ho detto: che al mio ritorno la colezione sia pronta: caffè, cioccolato, frutti, rosolio. Verranno frattanto le altre provvigioni pel desinare.

LENA Egli è già un buon pezzo che si lavora in cucina.

AURELIO Mi raccomando a te, perché il tutto vada bene e i miei convitati siano serviti a dovere.

LENA Farò quel poco ch'io so... per servir lei, già s'intende, e poi compatirà: ché, sebbene serva del signor medico, sono nata contadina, e per un desinare di signori...

AURELIO Fai la cucina a meraviglia; ed io sono contentissimo di te.

LENA Mi fo aiutare dalla Ghitta che apparecchia assai bene: era la cuoca d'un procuratore...

AURELIO Ingegnati come e' ti parrà il meglio.

LENA Ma, di grazia, quante persone saranno?

AURELIO Non te l'ho detto? madama Doralisa...

LENA S'intende.

AURELIO Suo marito, la ragazza, il dottor Lorenzo, il delegato e sua moglie se ci verranno.

LENA Per sette persone?

AURELIO Possono arrivar d'improvviso altri amici... giorni di fiera...

LENA Basta cosí, ho capito.

AURELIO Tuo padrone dov'è?

LENA Credo nelle sue camere.

AURELIO Studia sempre le sue ricette. Oh signor Lorenzo? signor dottorone? (battendo forte l'uscio con la canna).

 

 




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