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Alberto Nota
La fiera

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Scena settima

 

La contessa Emilia in abito da contadina, con pezzuola in testa e canestrino al braccio.

Il suddetto.

 

EMILIA (dopo aver guardato all'intorno se non ci ha nessuno) Dottor Lorenzo? (con voce affannata, ma sommessamente).

LORENZO Cercate il medico? eccomi da voi.

EMILIA No, cerco l'amico.

LORENZO Oh che veggo mai? signora contessa...!

EMILIA Tacete: siamo soli?

LORENZO Per ora . Il signor conte è uscito.

EMILIA L'ho veduto... deh lasciate ch'io riposi un momento: non ne posso piú dall'affanno e dalla stanchezza (si getta a sedere).

LORENZO (da sé) arrivata in buon punto!) Ma come mai a quest'ora, in quest'abito, a qual fine? deh, signora, parli liberamente: forse in traccia del signor conte...?

EMILIA Sono sette giorni che quell'ingrato è partito di città, dicendomi che interessi di famiglia lo chiamavano in Novara. Io gli prestai fede... ed ho saputo ieri l'altro sera in teatro, che egli invece se ne venne in Valdimora a divertirsi e poi a godersi la fiera.

LORENZO Non è poi gran male...

EMILIA Come? sette giorni d'assenza, dopo appena quindici mesi di matrimonio? ah voglio che gli sconti cari.

LORENZO Finalmente è venuto in casa sua: credo anzi che qualche affare...

EMILIA E perché tacere alla moglie il dove si va, perché non iscrivermi? dunque ci sta sotto un mistero.

LORENZO Convien dire che Vostra Signoria fosse in grande ansietà?

EMILIA Passai la giornata di ieri e la notte precedente con mille pensieri, l'un peggio dell'altro: feci mille risoluzioni; volevo parlarne a mio padre, poi temendo di farmi ridicola, mi rimasi. Immaginatevi; mi venne persin nell'idea che un qualche amoraccio di villa lo trattenesse.

LORENZO In queste terre, a dir vero, non vi sono donne di cui ella possa ragionevolmente temere.

EMILIA Oh , i mariti che hanno il destro di variare si accomodano bene alla ragione! Insomma, dopo essere andata, secondo il solito, al corso, quindi alla commedia, a mezzanotte, senza dir nulla a persona, deliberai tutto ad un tratto di volermi togliere la crudelissima pena dell'incertezza; e sola, con la mia cameriera, montai in carrozza, e partii.

LORENZO A meraviglia.

EMILIA Siamo smontate alla fattoria di Rialto. E fattomi prestar quest'abito dalla moglie del fattore, lasciata quivi la donna e la carrozza, ed imposto silenzio a tutti sotto pena della mia disgrazia, preso meco un famiglio, me ne venni da voi.

LORENZO A piedi?

EMILIA A piedi.

LORENZO Vostra Signoria avrà, m'immagino, interrogato il fattore...?

EMILIA Non seppe o non volle dirmi nulla: ma, cammin facendo, scoprii dal famiglio che mio marito ha fatto mettere in sesto un appartamento del castello; e tratto ogni vecchio arnese dalla guardaroba, ne ha addobbate le camere facendo egli stesso da tappezziere ed apparatore.

LORENZO , è vero... per passare il tempo.

EMILIA Ho saputo che questa mattina si tien convito in castello.

LORENZO Giorni di fiera... arrivano persone improvvisamente...

EMILIA Finalmente che ci sarà festa da ballo questa sera nella gran sala terrena, e che i suonatori sono tutti accaparrati.

LORENZO Eh mi pare sia stata informata a dovere.

EMILIA E se vi ha qualche cosa di piú, voglio saperlo da voi.

LORENZO Dico cosí io: un marito giovane e brioso... qualche passatempo in villa... si sa... m'intendo onestamente... (Non so quel che diavolo mi dica) (da sé).

EMILIA Voi vi confondete: vegnamo al punto. Dov'è andato poco fa mio marito nel suo carrozzino?

LORENZO Che so io? sarà andato a spasso.

EMILIA Tarderà molto a tornare?

LORENZO Io non saprei. Certo, se egli immaginar potesse questa inaspettata ventura, sarebbe sollecito. (Oh potessi farlo avvertire!) (da sé).

EMILIA S'egli mi ama com'io l'amo, se innocente è la sua venuta, quanto gli sarà cara la visita improvvisa della sua Emilia! Che ne dite, dottor Lorenzo?

LORENZO Senza alcun dubbio... oh mi permetta ch'io mandi un uomo a farne ricerca (per partire).

EMILIA Non voglio assolutamente (rattenendolo).

LORENZO E che pensa Vostra Signoria di fare?

EMILIA Mi nasconderò per pochi momenti; lo sorprenderò al suo arrivo, lo sgriderò un tantino; e poi... e poi s'intende, gli perdonerò di tutt'anima; faremo la pace, passeremo insieme la giornata, andrem sulla fiera; voi verrete con noi... , ... ah mi balza il cuore tra l'affanno e il piacere.

LORENZO (Oh stiamo freschi, se arriva con colei!) (da sé).

EMILIA Ma che? voi non approvate...?

LORENZO (da sé) (Ah potessi allontanarla!) Mi pare piú a proposito, che Vostra Signoria vada a fare un giro... così sulla fiera.

EMILIA Eh giusto, voglio aspettar mio marito.

 

 




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