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| Alberto Nota La fiera IntraText CT - Lettura del testo |
Scena seconda
La contessa Emilia e detto.
EMILIA Oh signor Lorenzo? (piú serena).
EMILIA Sí, sono riposata e tranquilla.
EMILIA E penso d'andarmene prontamente.
LORENZO Prudentissima dama!
EMILIA Dov'è il famiglio?
LORENZO Aspetta qui sotto in istrada.
EMILIA Voi mi accompagnerete due passi?
LORENZO Volentieri.
EMILIA Precedetemi dunque: e dite a quell'uomo che corra subito all'albergo della posta, cerchi di un cavalier Floridoro entratovi in calesse, son pochi minuti; gli consegni questo viglietto e venga a farmi la risposta al caffè.
LORENZO Ma, signora... che novità?
EMILIA Il cavalier Floridoro è una persona ch'io conosco da lungo tempo; ed anzi era una volta innamorato di me...
LORENZO Come, come?
EMILIA Sí, quando ero fanciulla; e fu da me preferito il conte che corrisponde con tanta gratitudine all'amor mio! (ironica).
LORENZO E Vostra Signoria vuole...
EMILIA Passeggiare col cavaliere sulla fiera.
LORENZO E poi?
EMILIA Al poi ci ho da pensar io e non voi.
LORENZO Questo improvviso cambiamento...?
LORENZO In lei mi fa specie.
EMILIA Ho riflettuto che quando una persona non vi ama piú, l'insistere è peggio.
LORENZO Dunque cercare un altro?
EMILIA Deh non vi arrestate, io vi seguirò bel bello...
LORENZO Ah che non siamo piú a tempo! il cuore me lo presagiva.
EMILIA Arriva forse mio marito con madama?
LORENZO Non sente? la carrozza si avvicina... presto, presto torni nelle mie camere per lo migliore.
EMILIA Vengano pure: non vo' disperarmi per questo.
LORENZO Coglieremo un altro istante; ma per ora la prego... le raccomando... per non espormi...
EMILIA Avete una gran paura! finalmente sono in casa mia; ma saprò contenermi.
LORENZO Non mi fido niente affatto.
EMILIA Faranno qui loro colezione?
LORENZO Purtroppo!
EMILIA Sí... va benissimo. Mi ritiro per compiacervi.
LORENZO Ella badi... salgono le scale...
EMILIA Pensate a recapitare il viglietto.
LORENZO Deh, mi permetta...
EMILIA E indugiate ancora per poco a giudicarmi (rientra nelle camere del signor Lorenzo).
LORENZO Questa sua calma mi fa specie. Quando una donna offesa tace, sorride e cessa di risentirsi, cattivo segno. O non sono Lorenzo o la contessa medita di vendicarsi. Passiamo per quest'altra parte a far l'incombenza (s'incammina, poi torna indietro). È inutile, non sono tranquillo: qui si discorre, di là si sente... Mi perdoni la signora contessa, ma voglio assicurarmi (chiude l'uscio delle sue stanze, e toglie la chiave). Cosí né il conte potrà andar di là, né la contessa venir di qua. Se esco salvo da quest'impiccio, gli è un prodigio.