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| Alberto Nota La fiera IntraText CT - Lettura del testo |
Scena nona
Il cavalier Floridoro, la contessa Emilia, il conte Aurelio. Doralisa entro alle scene.
FLORIDORO Amico, la signora contessa mi procura, dopo tanto tempo, il bene di rivedervi (abbraccia il conte).
AURELIO Questa inaspettata visita mi fa... un gran piacere.
FLORIDORO Io non avrei osato veramente... ma la contessa è cosí gentile, e voi...
AURELIO Padrone, padronissimo; anzi vi assicuro...
EMILIA Non perdiamoci in complimenti. Mio marito conosce le ottime vostre doti, desidera rinnovare con voi l'antica amicizia; ed accertatevi che quanto piú spesso verrete a favorirci, tanto maggiormente egli vi sarà grato, e di cuore.
AURELIO (Che insolenza! non so piú contenermi) (da sé).
EMILIA Ma che facciam qui? Non v'è apparenza che arrivi il delegato: madama Zuccolina sarà forse avvezza a desinar di buon'ora?
DORALISA (di dentro) È inutile, voglio trovare il conte: in questa casa non si desina mai.
EMILIA Ve l'ho detto che madama ha appetito? poverina!
AURELIO Vi prego, mia moglie, d'un qualche riguardo... sono persone civili.
EMILIA So far gli onori di casa vostra, non avrete a lagnarvi di me. Sono persone invitate da voi, e basta perché mi siano care, carissime. (Cavaliere, abbiate pazienza ancora per poco: se il delegato non viene, andremo stasera da lui) (piano a Floridoro, e si porta ad incontrare Doralisa).
FLORIDORO (L'intendimento vostro è onesto, ma io non ci fo bella figura) (piano ad Emilia).
AURELIO (E si parlano all'orecchio!) (da sé).