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Carlo Goldoni
Il festino

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SCENA QUINTA

 

Madama e don Alessio

 

ALE.

Perché dirglielo piano? Che cerimonia è questa?

MAD.

Faccio per non recare disturbi sulla festa.

ALE.

Bene.

MAD.

(Dell'aspettarmi così mantiene il patto?

Vuò che mi paghi il Conte l'affronto che mi ha fatto). (da sé.)

ALE.

Ma dirlo alla Contessa mi par più convenienza.

MAD.

Il disturbar la dama sarebbe un'insolenza.

ALE.

Benissimo.

MAD.

(Per poco me n'anderei di qua

Se non si scusa il Conte, se non sa far... chi sa?) (da sé.)

ALE.

Pericolo non vi è, che mormorin di noi?

MAD.

Apprender non ho d'uopo a vivere da voi.

ALE.

Non parlo più.

MAD.

(Non viene, s'accresce il mio dispetto). (da sé.)

ALE.

Ecco qui la Contessa.

MAD.

(Oh paggio maledetto!) (da sé.)

 

 

 

 




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