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Carlo Goldoni
Il festino

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SCENA OTTAVA

 

Il Conte e dette.

 

CON.

Qui Madama? Contessa, le fate compagnia?

V'attendono alla festa.

CONT.

Vuol Madama andar via.

CON.

Ma perché? Don Alessio, il mio gentile amico,

Balla, v'aspetta e cerca.

MAD.

Voglio partir, vi dico.

CON.

Eh via!

CONT.

Non so che dire, anch'io pregata l'ho;

Ma quando vuol partire, fermarla non si può.

CON.

La fermerò ben io. Cara Madama...

CONT.

Cara?

CON.

Termine d'amicizia.

CONT.

Ogni più s'impara.

MAD.

Ma non c'è un uomo, un paggio, un diavolo vestito?

CON.

Che volete, Madama?

MAD.

Io voglio mio marito.

CONT.

Lasciate che si servi; quest'è il minor de' mali,

Prima che le si destino gli effetti matricali

CON.

Tacete. (alla Contessa.)

MAD.

Troppo amore ha per me la Contessa.

CONT.

Volete don Alessio? lo chiamerò io stessa.

CON.

Non tocca a lei, signora.

CONT.

Supplisco al suo dovere.

Se vuol partir Madama, non si dee trattenere.

MAD.

(Or di restarci ho voglia). (da sé.)

CON.

So da che il mal procede;

Che siete ognor più pazza in pratica si vede.

CONT.

Sì, lo sarò; ma intanto le mie pazzie raffreno;

Vi lascio colla bella in libertade appieno. (parte.)

 

 

 

 




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