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Carlo Goldoni
Il festino

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SCENA SECONDA

 

Il Conte solo.

 

CON.

Temerario! Ah, conviene ch'io lo sopporti e taccia;

È un servitore antico che mi riprende in faccia.

So che gli cal non poco l'onor, la gloria mia;

E sa con il decoro unir l'economia.

Così mi prevalessi talor de' suoi consigli,

Che or non mi troverei fra debiti e perigli.

Oh dura condizione di chi seguir s'impegna

Quel che la moda e l'uso, quel che l'esempio insegna.

Oh quanti sacrifici si fanno all'ambizione!

Questa trionfa in oggi sopra ogni altra passione.

Ah sì, lo provo io stesso, io che servire or bramo

Donna d'orgoglio piena, che tollero e non amo.

E sol perché non rida il mondo che mi osserva,

L'impegno vuol per ora ch'io soffra e ch'io la serva.

Ecco mia moglie. Ah, questa merta d'esser servita;

Ma servitù di sposo dopo tre dì è finita. (vuol partire.)

 

 

 

 




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