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| Carlo Goldoni Terenzio IntraText CT - Lettura del testo |
SCENA SESTA
Lucano ed i suddetti.
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TER. |
Signor, questo che miri è da te conosciuto? (a Lucano.) (Curvati). (piano a Critone.) |
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LUC. |
Non rammento averlo unqua veduto. |
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TER. |
Sovvienti quel che pose Creusa in tue catene? |
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LUC. |
Una volta lo vidi; di lui non mi sovviene. So ch'era Trace, antico, curvo. |
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TER. |
(Curvati). (piano a Critone.) |
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LUC. |
E pingue. |
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TER. |
Eccolo al tuo cospetto; se l'occhio nol distingue Per grassezza perduta, miralo d'anni carco, Candido come neve, curvo a guisa d'un arco. (lo dice forte, battendo un piede, acciò Critone si curvi.) |
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LUC. |
Che vuoi tu dir per questo? Segni tutti fallaci, Facili ad imitarsi dagli uomini mendaci. |
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TER. |
Mira, signor, sue prove non esibite invano: Eccoti la corteccia segnata di tua mano. Scrivesti collo stile tu stesso il tuo contratto; Ei della greca schiava ti domanda il riscatto. |
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LUC. |
Oimè! chi m'assicura essere il greco Trace, Non un ch'abbia rapito questo mio scritto, audace? |
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TER. |
Signor, io lo conosco. Costui, ch'or ti presento, Protesto, e alla protesta aggiungo il giuramento, Esser ei quel che puote, sia per ragione o patto, Della venduta schiava pretendere il riscatto. |
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LUC. |
E i duemila sesterzi? |
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TER. |
A me li ha consegnati. Solo che tu li voglia, son colà preparati. (accenna la stanza.) |
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LUC. |
(Render dovrò colei? colei che m'innamora?) (da sé.) Vecchio, a me t'avvicina. |
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TER. |
(Deh, non rizzarti ancora). (piano a Critone.) |
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CRIT. |
Eccomi a' cenni tuoi. |
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LUC. |
Tu vuoi da me Creusa? |
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CRIT. |
Giusta il patto... |
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LUC. |
Comprata l'ho per due lustri. |
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TER. |
Scusa. (A Lucano.) Par, due lustri passati, che renderla dovresti, Se lo sborsato prezzo indietro non avesti. E i duemila sesterzi a te deono esser dati, Allor che gli anni dieci non fossero passati. Alla metà del tempo ti chiedono il riscatto, Dunque si deve il prezzo a te giusta il contratto; E tu negar non puoi di darla a sua richiesta. |
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LUC. |
Giudice te non feci, Terenzio, e non vorrei Che in ciò tu fossi parte. |
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TER. |
Mi guardino gli dei. |
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LUC. |
Dimmi. (a Critone.) |
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TER. |
(Sei troppo ritto). (piano a Critone.) |
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CRIT. |
(Vuol stroppiarmi costui). (da sé, inchinandosi.) |
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LUC. |
Che vuoi far di Creusa? |
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CRIT. |
Darla ai parenti sui. |
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TER. |
(Saggiamente rispose). (da sé.) |
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LUC. |
Tu a guadagnare avvezzo, Venderla ad altri forse vorrai a maggior prezzo. Se questo fia, son pronto sborsar nuove mercedi; Vendila a me per sempre, e quanto vuoi mi chiedi. |
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CRIT. |
No, signor, siate certo, sciolta dalle catene L'avolo suo paterno mireralla in Atene; L'aspetta fra le braccia, pien di paterno amore. |
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LUC. |
Lo crederò? |
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CRIT. |
Lo giuro. |
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TER. |
Egli è un uomo d'onore. (a Lucano, parlando di Critone.) |
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LUC. |
Bene; non siamo in Roma barbari ed inumani. Abbiala l'avo amante, ma sol dalle mie mani. |
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CRIT. |
(Che dirò?) (da sé.) |
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TER. |
(Si confonde). (da sé.) |
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LUC. |
Il vecchio ove dimora? (a Critone.) |
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CRIT. |
(Che risponder non so). (da sé.) |
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LUC. |
Terenzio, ei si scolora. (a Terenzio.) |
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TER. |
Quel che Lucan ti chiede, non ti par giusto e onesto? (a Critone.) Ragion ti diedi in altro, farlo non posso in questo. Non vuol mandar la schiava sola in paesi estrani; Venga l'avolo in Roma: l'avrà dalle sue mani. |
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CRIT. |
Ma se... |
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TER. |
Ma se ricusa di darla a te il padrone, A domandarla in Roma ha da venir Critone. Signor, la libertade a lei negar non puoi; Ma senza il vecchio padre non torni ai lidi suoi. Prometti a lui di darla, e basti al mercatante. |
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LUC. |
Sì, la darò a Critone. |
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TER. |
Tu sborsagli il contante. (a Critone.) (Dee l'uom, quand'uopo il chieda, essere pronto e franco). (da sé.) |
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CRIT. |
(L'arte comica intendo, ma di chinar son stanco). (da sé.) |
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LUC. |
Di suo riscatto il prezzo ricever non ricuso, Ma forse in suo favore non ne farò mal uso. Libera la dichiaro, ognun saprallo in breve; A lei recar si veda l'onor che le si deve. |
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TER. |
Vedrai nella tua schiava brillar luci più liete. Col vecchio mercatante vo a contar le monete. Andiam. (a Critone.) |
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CRIT. |
Signore. (a Lucano.) |
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TER. |
Andiamo a numerar quegli ori. (a Critone.) |
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CRIT. |
Grazie, signore... |
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TER. |
Oh vecchi, siete i gran seccatori. |
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CRIT. |
Non mi sgridar, son teco. (a Terenzio, camminando.) |
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TER. |
(Curvo cammina). (piano a Critone.) |
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CRIT. |
(È lunga). (da sé, curvandosi.) |
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TER. |
Un'ora a quelle stanze vi vorrà pria ch'ei giunga. (a Lucano.) |
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CRIT. |
Se veduto m'avessi in verde età... |
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TER. |
Finiamo. |
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CRIT. |
Più del tuo svelto e franco era il mio piede... |
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TER. |
Andiamo. (lo prende per mano e lo conduce frettolosamente.) |