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Carlo Goldoni
Terenzio

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SCENA QUINTA

 

Livia e detti.

 

LIV.

Creusa, invan ti cerco, invan ti chiamo, e lieta

Trovoti accanto alfine del comico poeta.

TER.

Le donne mai non furo da noi poeti escluse:

L'estro ci dan felice tre Grazie e nove Muse.

LIV.

Speme di nobil estro da una vil schiava è vana.

CRE.

Estro sublime, altero, daratti una Romana. (a Terenzio.)

LIV.

Parti da questo luogo. L'ago ti aspetta e il fuso. (a Creusa.)

CRE.

(Misera! il mio sospetto di falso io non accuso.

Il cuor che non s'inganna, temi colei, mi dice,

Che ha l'arte, che ha il potere, di renderti infelice). (da sé, indi parte.)

 

 

 




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