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| Carlo Goldoni Terenzio IntraText CT - Lettura del testo |
SCENA QUATTORDICESIMA
Lelio solo.
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LEL. |
Il torto che paventi, credo l'avrai da tale, Che per voler del fato ti è serva, e ti è rivale. Giugne tant'oltre il fasto delle Romane in core, Che credonsi le sole custodi dell'onore. Preme a noi pur, che regni in lor gloria latina; Ma donna far non puote di Roma la rovina. Misero l'uom, se stesse l'onor d'una famiglia Nel cuore della sposa, nel cuore della figlia! Facciano il lor dovere, sia donna o sia fanciulla; Puniscasi chi manca, e l'uom non perde nulla. (parte.) |