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| Carlo Goldoni Terenzio IntraText CT - Lettura del testo |
SCENA TERZA
Fabio e Lisca.
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LIS. |
Buon per noi che a' privati sien le ricchezze sparte; Possiam dell'altrui bene noi pure essere a parte. Di schiavo fortunato amici esser conviene; Godrem da lui fors'anco dei pranzi e delle cene. |
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FAB. |
Non è di coltivarlo questa per me ragione; Ma calmi della stima ch'ave di lui il padrone. Sportula, col suo mezzo, maggior posso acquistarmi, Ond'è che di adularlo fa d'uopo, e vo' provarmi. |
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LIS. |
Farai poca fatica, se hai l'adular per uso. |
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FAB. |
Andar, chi non sa farlo, vedo da' ricchi escluso. |