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Scena undecima
Marco e dette.
marco Comandano, signore maschere?
angelina (Parla tu ch'io non ho coraggio).
cristina Vi sarebbe nel caffè il signor conte Del Colle?
marco Un giovine signore forestiere?
angelina (sotto voce) Rispondigli di sí.
cristina (Rispondetegli voi: a domandare cosí francamente di un
giovine mi vergogno).
angelina (Smorfiosa!)
cristina (Tant'è: per gli altri non so fare).
angelina (Domanderò io... E se poi il caffettiere mandasse
fuori uno che non fosse lui?)
cristina (Non ci mancherebbe altro).
angelina (Io scappo e lascio te negl'impicci).
marco E cosí, signore maschere, ho da farlo uscire o
vogliono restar servite?
angelina Aspettate... (Osservando entro il caffè) Sí,
sí... è là che scrive.
marco È dunque quello?
ANGELINA Sí.
marco Quel bel giovine? E vuole che lo mandi qui?
angelina (a Cristina) (Rispondigli).
cristina (E vuol far fare a me la figura!) Sí.
marco Subito. (A Cristina) È di buon gusto,
signora maschera; brava, me ne consolo: è di buon gusto (entra).
cristina (inchinandosi con affettazione) Questa è
roba che viene a lei.
angelina (traendosi la maschera) Ed è forse per
sé che la vorrebbe?
cristina (egualmente) Oh pensi!... (Basterebbe
che non fossi cameriera, e avrei anche di meglio).
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