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Scena terza
Carletto e detta, poi Marco con il caffè.
carletto (guardando dentro alla bottega) Nol
gh'è: lo aspetarò. - So' suà che no posso piú. - Cossa diavolo vorlo far de
quela gabia, che el m'ha fato portar a casa?... Sicuramente qualche campion de
una mercanzia che no gh'ha mai esistio (siede).
marco Eccola servita.
barbara Buono veramente?
marco (mescendo) Lo sentirà e sono certo che
favorirà piú spesso la mia bottega (va per entrare).
carletto (a mezza voce) Marco?... Chi xela quela
signora?
marco Non saprei dirglielo. Bisogna che sia persona comoda,
perché la vedo sempre ben vestita, con anelli e orologio d'oro (parte poi
ritorna).
carletto Va ben. - Che la fusse de quele che se va perdendo la
stampa? - La gh'ha in deo una roseta de diamanti che sluse da cavar i ochi.
barbara (credendo di parlare a Marco) Buono,
buono!... - Oh è andato via?
carletto Eh, sior Marco, quando che el vol el sa far un bon
cafè (si alza).
barbara Sí, veramente.
carletto (accostandosi e con qualche galanteria) Forestiera,
se xe lecito?
barbara A momenti non piú: sono otto anni che dimoro in questa
città. (Come s'insinuano subito questi veneziani: animano il forestiere).
carletto (esaminandola) (Vechieta, ma ancora in
ton). Dunque presto presto poderemo chiamarla patriota. (Siede) Fortuna
nostra de far de sti acquisti.
barbara Troppo cortese.
carletto Oh sincero co tanto de cuor. (La ghe sta, me fazzo
strada).
barbara (È gentile, ma potrebbe anche essere un furbo che
volesse cavarmi qualche cosa).
carletto Come se divertela in sto resto de autuno? Vala a
teatro? vala in maschera?
barbara Qualche volta vado al teatro, ma di rado, perché manco
di compagnia.
carletto Vogio creder che la scherza. Una signora del so merito
mancar de compagnia?... Xela maridada?
barbara Non signore: sono vedova e padrona di me.
carletto (Megio!... me fico soto).
barbara (Mi vien da ridere!... Un'altra vecchia a tutte queste
belle parole ci cascherebbe, ma io, eh!...) (trae la borsa e mostra cercarvi
entro qualche piccola moneta). (Se vedesse questi due zecchini
farebbe tanto d'occhi!)
carletto (adocchiando la borsa) (Varda, varda!
Oro, oro!...)
barbara (osservandolo sott'occhio) (L'ho detto
io, l'ho detto). (Ridendo a parte, poi chiama) Bottega?
marco Ai suoi comandi.
barbara Non ho spiccioli: fatemi il piacere di cambiarmi
questo zecchino.
marco Si accomodi: pagherà un'altra volta.
barbara No, no: mi fate piacere a cambiarlo, perché devo far
qualche spesa.
marco Quando cosí vuole, la servo (entra).
barbara (Cala un poco, ma ai caffè non badano).
carletto (Se savesse come far a impiantarme sul sodo!) (Si
accosta con la sedia a Barbara) E quando che la va al teatro, dove
frequentela?
barbara Preferisco San Luca, come il più vicino alla mia casa.
carletto (Intanto la me dise che la sta vicin a San Luca. Soto
Ludreto).
barbara (Povero babbuino, non sa che ha da fare con una volpe,
e volpe vecchia!)
carletto E no la gh'ha nissun che l'accompagna?
barbara Ho qualche parente, ma m'incresce il dover disturbare
chi ha da attendere ad altre faccende.
carletto (accostandosi di piú con modo officioso e galante)
E perché no metela su cavalier servente?
barbara Oh che cosa dice!... Io cavalier servente?
carletto Ela, sí ela: credela de no trovar?
barbara Sí... forse troverei...
carletto E come!
barbara Troverei qualche vecchio rimbambito che mi annoierebbe
con il racconto delle sue galanti avventure d'un mezzo secolo fa.
carletto (piú insinuante) Se cerca un zovene.
barbara Eh che un giovane di proposito non si perde a far il
cavalier servente ad una vecchia: e un disperato che volesse mangiarmi del
denaro non fa per me.
carletto (sconcertato) (Aseo!).
barbara (freddamente verso il caffè) Bottega? il
resto.
carletto (dopo un momento alzandosi con disinvoltura)
Passà sto siroco dovaressimo aver dele gran bele zornae. Eh quando che fa
fredo e bel tempo se passeggia volentiera, se se diverte, e no se sta a far la
mufa al cafè... (Come che ho fato fin adesso co ti, vechia maledeta!)
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